TAORMINA – La tensione tra i dipendenti del Comune e l’amministrazione comunale sfocia nella proclamazione di uno sciopero generale del personale dell’ente. Mercoledì 11 novembre 2026 i lavoratori del comparto Funzioni Locali incroceranno le braccia per l’intera giornata, su iniziativa delle organizzazioni sindacali Uil Funzione Pubblica, Fp Cgil, Csa e Ugl. Una decisione maturata dopo settimane di confronto e richieste di chiarimento sul progetto di trasferimento di parte del personale comunale alle società e agli organismi partecipati. A formalizzare la protesta è una comunicazione datata 28 ottobre, indirizzata alla Prefettura di Messina, alla Commissione di garanzia sugli scioperi, al sindaco, ai vertici amministrativi del Comune e agli organismi regionali competenti. Il documento porta le firme dei segretari territoriali Livio Andronico per la Uil Funzione Pubblica, Antonio Trino per la Fp Cgil, Piero Fotia per il Csa e Giovanni Panebianco per la Ugl. La mobilitazione arriva in un clima di crescente preoccupazione tra i lavoratori, che chiedono certezze sul proprio futuro professionale e sulla conservazione delle garanzie maturate durante gli anni di servizio alle dipendenze dell’ente pubblico.
Il nodo dei trasferimenti alle società partecipate
Al centro della vertenza c’è la riorganizzazione dei servizi comunali e, in particolare, il possibile trasferimento di dipendenti dal Comune alle società partecipate. Un’operazione che, secondo le organizzazioni sindacali, non può essere affrontata senza definire preventivamente un quadro preciso di tutele giuridiche, economiche e previdenziali. I rappresentanti dei lavoratori chiariscono di non essere contrari, in linea di principio, a una riorganizzazione della macchina amministrativa. Contestano, piuttosto, l’assenza di garanzie ritenute sufficienti a proteggere il personale dalle conseguenze di un cambiamento del datore di lavoro e del relativo regime contrattuale. Le richieste riguardano il mantenimento dei diritti acquisiti, la salvaguardia dei livelli occupazionali, la continuità del rapporto di lavoro e l’introduzione di specifiche clausole che consentano, nei limiti della normativa vigente e dei posti disponibili, il rientro dei lavoratori nell’organico comunale. È proprio quest’ultimo aspetto a rappresentare uno dei punti più delicati della controversia.
Il chiarimento dell’Ispettorato del Lavoro e il rischio di non poter rientrare al Comune
A rafforzare le preoccupazioni sindacali è intervenuto un riscontro dell’Ispettorato territoriale del Lavoro, sollecitato dalla Uil Funzione Pubblica. Secondo quanto riportato nella comunicazione sindacale, l’Ispettorato ha chiarito che, in caso di future eccedenze di personale o crisi aziendali delle società partecipate, i dipendenti trasferiti sarebbero soggetti agli strumenti di tutela e alle procedure di mobilità previste per il settore privato, senza beneficiare automaticamente del diritto al riassorbimento nell’ente comunale. Un eventuale rientro, secondo il chiarimento richiamato dai sindacati, richiederebbe esplicite clausole originarie, ferma restando l’applicazione delle disposizioni normative vigenti. Una precisazione che le organizzazioni sindacali considerano determinante, perché mette in discussione la possibilità di un ritorno automatico alle dipendenze del Comune qualora le società partecipate dovessero attraversare difficoltà economiche, organizzative o occupazionali. Per questa ragione viene chiesta la sottoscrizione di un accordo preventivo contenente garanzie esplicite, verificabili e formalizzate per iscritto. Le rassicurazioni verbali, sostengono i rappresentanti dei lavoratori, non sono sufficienti ad affrontare una trasformazione destinata a incidere sul futuro professionale di numerosi dipendenti.
L’assemblea del 26 ottobre e il disagio dei lavoratori
La preoccupazione è emersa anche durante l’assemblea sindacale del 26 ottobre, nel corso della quale diversi dipendenti hanno manifestato timori per le prospettive occupazionali e per le possibili conseguenze della riorganizzazione. Nel documento viene descritto un clima di incertezza che, secondo i sindacati, starebbe producendo ripercussioni anche sul benessere psicofisico di alcuni lavoratori. Una condizione che le organizzazioni invitano l’amministrazione a non sottovalutare. La questione, sottolineano, non riguarda soltanto gli aspetti tecnici di un trasferimento di personale, ma coinvolge persone che hanno costruito il proprio percorso professionale all’interno del Comune e che oggi chiedono di conoscere le condizioni nelle quali proseguiranno la loro attività. La richiesta è quella di un confronto che tenga conto non soltanto delle esigenze organizzative dell’ente, ma anche delle ricadute economiche, professionali e familiari delle decisioni amministrative.
La mancata convocazione in Prefettura e la proclamazione dello sciopero
La vertenza aveva già conosciuto un primo passaggio formale il 6 ottobre, quando le organizzazioni sindacali avevano comunicato alla Prefettura di Messina lo stato di agitazione del personale, chiedendo l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa. Secondo quanto riferito dai sindacati nella nota del 28 ottobre, a quella richiesta non sarebbe seguita alcuna convocazione per l’espletamento del tentativo di conciliazione. Il permanere delle criticità e l’assenza di risposte considerate adeguate hanno quindi portato alla proclamazione dello sciopero dell’11 novembre. L’astensione interesserà il personale dipendente del Comune di Taormina appartenente al comparto Funzioni Locali e dovrà svolgersi nel rispetto della legge 146 del 1990, delle successive modificazioni e delle disposizioni contrattuali relative ai servizi pubblici essenziali. L’amministrazione comunale viene invitata a predisporre gli adempimenti necessari, compresa la preventiva informazione agli utenti e l’organizzazione delle prestazioni indispensabili, per limitare le conseguenze della mobilitazione sui servizi alla cittadinanza.
Il confronto resta aperto, ma i sindacati chiedono impegni concreti
Nonostante la proclamazione dello sciopero, Uil Funzione Pubblica, Fp Cgil, Csa e Ugl ribadiscono la disponibilità a riprendere il confronto con l’amministrazione comunale. L’obiettivo dichiarato non è impedire la riorganizzazione dei servizi, ma individuare soluzioni condivise che consentano di realizzarla senza compromettere le condizioni occupazionali e i diritti dei dipendenti coinvolti. Le organizzazioni sindacali chiedono quindi che, prima di procedere ai trasferimenti, vengano definiti accordi capaci di assicurare tutele effettive e prospettive certe, con particolare attenzione alle eventuali clausole di rientro nell’ente di provenienza. Resta inoltre aperta la possibilità di ulteriori iniziative sindacali qualora le criticità segnalate non dovessero trovare soluzione. La data dell’11 novembre diventa così un passaggio decisivo di una vertenza che riguarda non soltanto il futuro dei lavoratori comunali, ma anche il modello di gestione dei servizi pubblici della città. Sullo sfondo rimane la necessità di conciliare le scelte di riorganizzazione dell’amministrazione con la tutela del personale e la continuità dei servizi destinati ai cittadini.





