La nuova fase politica di Sud chiama Nord prende forma a Roma, nella giornata conclusiva della convention “L’Italia dei Territori”. A segnare uno dei passaggi più significativi della tre giorni è l’intervento in collegamento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che riconosce il ruolo degli amministratori locali nel progetto politico del centrodestra e rivolge un messaggio a Cateno De Luca e ai rappresentanti di Sindaci d’Italia. Un’apertura che si inserisce nell’accordo politico già raggiunto nei giorni precedenti e che accompagna l’obiettivo del movimento di presentarsi alle prossime elezioni politiche nazionali mantenendo la propria identità civica.
Al centro della giornata anche le dichiarazioni dello stesso De Luca, che annuncia la volontà di assumere il ruolo di portavoce della lista nazionale, esclude qualsiasi interesse per un incarico ministeriale e ribadisce che il suo obiettivo personale resta la presidenza della Regione Siciliana. Una prospettiva che intreccia il nuovo posizionamento nazionale del movimento con le ambizioni politiche del suo fondatore nell’Isola.
Meloni: «L’Italia si governa con i territori»
«L’Italia non si governa contro i territori e non si governa senza i territori, si governa con i territori». È questo uno dei passaggi centrali dell’intervento della presidente del Consiglio, che ha ringraziato Cateno De Luca e gli amministratori riuniti nella Capitale per aver deciso di contribuire al progetto nazionale del centrodestra.
Meloni ha definito questa decisione una «scelta di campo», sottolineando come il percorso intrapreso coinvolga esperienze politiche e civiche differenti, non sempre riconducibili alla stessa storia o alle medesime posizioni. Proprio la diversità delle provenienze, nella lettura della premier, rappresenta un elemento da valorizzare all’interno della coalizione.
Il riferimento è alla possibilità di costruire un rapporto politico senza necessariamente cancellare le identità dei soggetti coinvolti. Per Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia si apre così una fase nella quale la collaborazione con il centrodestra dovrà confrontarsi con la volontà di conservare una propria autonomia organizzativa e politica. Nel suo intervento, Meloni ha riservato particolare attenzione agli amministratori locali, definiti il primo volto dello Stato per i cittadini. «Ho sempre considerato i sindaci come degli eroi della politica», ha affermato, richiamando le responsabilità quotidiane di chi governa i Comuni.
Il ragionamento ha toccato anche alcune delle principali questioni nazionali: sviluppo del Mezzogiorno, occupazione, infrastrutture, opportunità per i giovani, sicurezza e futuro delle aree interne. Temi sui quali, secondo la presidente del Consiglio, il contributo di chi conosce direttamente le esigenze delle comunità può assumere un ruolo importante nelle decisioni politiche.
De Luca: «Porteremo Sud chiama Nord in Parlamento»
Le parole della premier hanno suscitato la reazione di Cateno De Luca, che ha affidato a una dichiarazione il significato politico e personale della giornata. «Non sono riuscito a trattenere l’emozione, quello che stiamo costruendo è straordinario. Ne vado fiero», ha affermato il leader di Sud chiama Nord, indicando immediatamente il prossimo obiettivo: portare il movimento e l’esperienza civica di Sindaci d’Italia in Parlamento alle prossime elezioni politiche. De Luca ha annunciato che sarà il portavoce della lista, rivendicando il percorso compiuto insieme agli amministratori e ai sostenitori che hanno accompagnato la crescita del movimento.
La nuova collocazione politica, ha precisato, non comporta però la rinuncia alla storia di autonomia costruita negli anni. L’accordo con il centrodestra viene presentato come una scelta condivisa e pubblica, maturata dopo un percorso nel quale Sud chiama Nord ha mantenuto una posizione distinta rispetto ai partiti tradizionali. «Siamo il partito dei sindaci, dove i territori sono rappresentati davvero», ha dichiarato De Luca, indicando nel coinvolgimento degli amministratori locali il principio attorno al quale sviluppare la nuova organizzazione politica.
Nessun ministero, l’obiettivo resta la presidenza della Sicilia
Accanto alla prospettiva nazionale, De Luca ha voluto chiarire anche le proprie intenzioni personali, escludendo l’ipotesi di un ingresso nel governo. «Non sono candidato a nessun ministero. Faccio politica da 40 anni, da quando attaccavo i manifesti a 14 anni. Non sono in vendita», ha dichiarato. Il leader di Sud chiama Nord ha ribadito che la sua ambizione resta quella di diventare presidente della Regione Siciliana, prendendo le distanze dall’eventualità di incarichi nell’esecutivo nazionale.
Una precisazione politicamente significativa, perché distingue il progetto di rappresentanza parlamentare del movimento dal percorso personale di De Luca, che continua a guardare alla guida della Regione. Resta naturalmente da definire come questa prospettiva si inserirà negli equilibri futuri del centrodestra siciliano, anche alla luce delle diverse componenti della coalizione e delle scelte che accompagneranno i prossimi appuntamenti elettorali.
Galvagno: autonomia politica e maggiori risorse ai Comuni
Tra i protagonisti della giornata conclusiva anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, che ha ripercorso il rapporto politico e personale costruito negli anni con Cateno De Luca. Nel suo intervento, Galvagno ha ricordato alcune tappe dell’esperienza amministrativa dell’ex sindaco di Messina, soffermandosi in particolare sulle difficoltà affrontate alla guida di Palazzo Zanca senza una rappresentanza consiliare eletta nelle proprie liste.
Il presidente dell’Ars ha riconosciuto a De Luca la capacità di affrontare situazioni amministrative complesse, richiamando il percorso che ha accompagnato la gestione del Comune di Messina. Il confronto si è poi concentrato sulle condizioni nelle quali operano gli enti locali siciliani. Galvagno ha evidenziato la necessità di rafforzare il Fondo delle Autonomie Locali e di rendere più chiari e trasparenti i criteri di distribuzione delle risorse.
Una questione particolarmente rilevante per i Comuni, chiamati a garantire servizi essenziali e a rispondere alle richieste dei cittadini in un contesto spesso caratterizzato da disponibilità finanziarie limitate e vincoli amministrativi. Sul piano politico, Galvagno ha inoltre valorizzato la decisione di De Luca di costruire un’intesa con il centrodestra senza confluire direttamente in un altro partito. Una scelta che, nella sua lettura, consente al movimento di partecipare a un progetto più ampio conservando le proprie caratteristiche originarie.
Crosetto: dai problemi dei Comuni alle sfide dell’innovazione
Il rapporto tra istituzioni nazionali e amministrazioni locali è stato al centro anche dell’intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato da Davide Desario, direttore di Adnkronos. Partendo dalla propria esperienza come sindaco di un piccolo Comune, Crosetto ha richiamato le difficoltà che gli amministratori affrontano quotidianamente, spesso diventando il primo punto di riferimento dei cittadini anche per problemi che non rientrano direttamente nelle competenze comunali.
«Il mio rispetto per chi presidia gli enti locali è totale, perché ci sono passato e so quanto sia difficile», ha sottolineato.
Da questa riflessione il ministro ha allargato lo sguardo alle trasformazioni tecnologiche ed economiche che stanno modificando il funzionamento delle imprese e delle istituzioni.
Intelligenza artificiale, cybersecurity e innovazione impongono, secondo Crosetto, un adeguamento dei tempi e delle procedure della pubblica amministrazione. La competitività dei territori dipende infatti anche dalla capacità di offrire condizioni favorevoli agli investimenti, riducendo ritardi burocratici e inefficienze.
Un altro passaggio ha riguardato il rapporto tra investimenti pubblici e piccole e medie imprese, con particolare attenzione alla necessità di garantire tempi di pagamento sostenibili lungo l’intera filiera produttiva. Crosetto ha affrontato inoltre il ruolo strategico del Mediterraneo, delle infrastrutture portuali, dell’energia e delle rotte commerciali, evidenziando quanto gli equilibri internazionali incidano concretamente sull’economia nazionale e sulle prospettive di sviluppo dei territori.
La voce dei sindaci: più rappresentanza e meno burocrazia
La terza e ultima giornata della convention si era aperta con gli interventi di tre amministratori provenienti da realtà territoriali differenti: Fausto Torelli, sindaco di Montecchio Emilia, Melangela Scolaro, sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto, e Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce. Torelli ha posto l’accento sulla solitudine istituzionale che spesso accompagna il lavoro dei primi cittadini, chiamati ad assumere responsabilità crescenti senza poter sempre contare su strumenti e risorse adeguati. Il suo intervento ha richiamato la necessità di rafforzare la rappresentanza dei Comuni nei processi decisionali nazionali.
Melangela Scolaro ha raccontato l’avvio della propria esperienza amministrativa a Barcellona Pozzo di Gotto e il rapporto politico costruito con Cateno De Luca. Nel suo intervento ha sottolineato il dinamismo del leader di Sud chiama Nord e la capacità di coinvolgere amministratori e collaboratori attorno a obiettivi comuni.
Adriana Poli Bortone ha invece affrontato il rapporto tra Comuni e Regioni, insistendo sulla necessità di semplificare le procedure burocratiche e di riconoscere maggiore peso alla rappresentanza diretta dei sindaci. Ha inoltre espresso disponibilità a contribuire al percorso politico avviato dal movimento. Esperienze amministrative diverse, accomunate dalla richiesta di un maggiore coinvolgimento degli enti locali nelle decisioni che riguardano competenze, finanziamenti e servizi.
La nuova fase di Sud chiama Nord tra Roma e la Sicilia
La convention romana si conclude dunque con due direttrici politiche distinte ma strettamente collegate. Da una parte, l’obiettivo di costruire una rappresentanza parlamentare nazionale attraverso Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, nell’ambito dell’accordo con il centrodestra. Dall’altra, la conferma delle ambizioni regionali di Cateno De Luca, che continua a indicare Palazzo d’Orléans come il proprio traguardo politico. L’intervento di Giorgia Meloni conferisce ulteriore rilievo pubblico all’intesa già raggiunta, mentre i contributi di Crosetto, Galvagno e degli amministratori locali delineano alcuni dei temi sui quali il movimento intende caratterizzare la propria presenza nel dibattito nazionale.
La sfida sarà ora tradurre le dichiarazioni della convention in un’organizzazione politica, in un programma condiviso e in una rappresentanza effettiva dei territori, verificando come l’autonomia rivendicata da Sud chiama Nord potrà convivere con le scelte e gli equilibri della coalizione. Per De Luca si apre così una fase che guarda contemporaneamente al Parlamento e alla Sicilia, con un progetto nazionale da strutturare e una partita regionale che resta al centro delle sue dichiarazioni.





