S. TERESA DI RIVA – Le scuole chiuse, gli studenti impossibilitati a raggiungere le aule e il diritto allo studio che rischia di restare sospeso. È da qui che emerge con forza la gravità della situazione che Santa Teresa di Riva sta vivendo dopo il passaggio del ciclone Harry. I plessi scolastici resteranno chiusi fino a mercoledì, una decisione inevitabile legata sia alla viabilità compromessa – con diversi istituti che sorgono sul lungomare – sia al drastico ridimensionamento del trasporto pubblico locale.
Trasporti ridotti e collegamenti spezzati
Il sistema dei collegamenti è oggi fortemente penalizzato. I bus diretti verso Messina non possono attraversare il centro abitato, mentre la linea ferroviaria risulta interrotta, rendendo difficoltosi gli spostamenti di studenti e pendolari. Per affrontare l’emergenza, l’Amministrazione comunale e Interbus hanno avviato un confronto che ha portato alla valutazione di tre capolinea provvisori: in piazza Antonio Stracuzzi a Barracca, nell’area della caserma dei Carabinieri a Bucalo e a Torrevarata, in prossimità della stazione ferroviaria. Quest’ultimo punto dovrebbe essere collegato a piazza Stracuzzi tramite un servizio navetta che Interbus si è detta disponibile a garantire, così da offrire un minimo supporto alla mobilità quotidiana.
Per chi viaggia in direzione Catania, invece, le fermate sono state spostate lungo la Statale 114, dove già transitano gli autobus. Una soluzione parziale che non risolve le difficoltà di chi deve muoversi verso nord, ma che consente almeno di mantenere attivi alcuni collegamenti essenziali.
Didattica a distanza come risposta all’emergenza
Di fronte a un quadro così complesso, prende corpo l’ipotesi della didattica a distanza. Molti studenti non riescono infatti a raggiungere i plessi scolastici, sia quelli della riviera jonica sia quelli di Messina, a causa del taglio delle tratte autobus e dell’interruzione dei treni. La Rete degli studenti medi ha già chiesto l’attivazione delle lezioni online e l’Ufficio scolastico provinciale sta valutando la proposta, ritenendo la didattica a distanza uno strumento utilizzabile in situazioni estreme. L’obiettivo resta quello di garantire il diritto allo studio, in attesa di un ritorno alla normalità che appare ancora lontano.
Lungomare chiuso e paese diviso
Alla base di tutto c’è la chiusura totale del lungomare, spazzato via in più punti dalla furia del ciclone Harry. Un’interdizione che ha stravolto la circolazione e inciso pesantemente sulla vita dei cittadini e sull’economia locale. Oggi l’unica arteria percorribile è la Statale 114, che però resta a senso unico in direzione Catania. Verso Messina il transito è vietato a mezzi pesanti e autobus, poiché la circonvallazione consente il passaggio solo a veicoli alti fino a 2 metri e 30 centimetri.
Per uscire dal paese sul lato nord e raggiungere Furci Siculo è necessario attraversare il sottopasso ferroviario di via Sparagonà, un punto critico che rappresenta uno dei principali limiti alla circolazione. L’ipotesi di istituire il doppio senso di marcia sulla Statale 114, adottata in altri comuni, a Santa Teresa di Riva non viene presa in considerazione. Una scelta che comporterebbe la soppressione di circa 500 posti auto lungo i 3,5 chilometri dei corsi Francesco Crispi e Regina Margherita, senza aree alternative pronte ad accoglierli. Una soluzione che penalizzerebbe residenti e attività commerciali che si affacciano sulla principale via del paese.
Parcheggi, Ferrovie e nuove ipotesi di collegamento
L’Amministrazione comunale ha acquistato da poche settimane terreni da destinare a parcheggi, ma le aree non sono ancora operative. Si punta a entrarne presto in possesso per procedere con gli interventi di spianamento e renderle utilizzabili, anche se i tempi non sono immediati. Tra le soluzioni allo studio c’è anche l’apertura dell’ex scalo merci della stazione ferroviaria, un grande piazzale in posizione centrale che potrebbe alleggerire la pressione sulla Statale 114. Finora, però, l’area non è mai stata concessa al Comune. Su questo fronte il sindaco Danilo Lo Giudice ha chiesto l’intervento della prefetta Cosima Di Stani, per avviare un dialogo con Ferrovie dello Stato e cercare una soluzione condivisa.
Un’ulteriore ipotesi riguarda la realizzazione di una strada alternativa alla via Sparagonà, sfruttando il tracciato parallelo al torrente Savoca. Attualmente la strada termina sotto il viadotto dell’autostrada Messina-Catania e non si collega al lungomare. L’Ufficio tecnico comunale ha già abbozzato un tracciato verso mare che attraverserebbe un terreno privato per collegarsi a via Stradella Messina o alla zona della palestra comunale. Un intervento che consentirebbe di raggiungere la Statale 114, ma che richiede la costruzione di un nuovo sottopasso ferroviario, oggi inesistente. Una soluzione strutturale che necessita del via libera delle istituzioni competenti e che, se realizzata, permetterebbe di deviare il traffico in direzione Messina su un nuovo asse, senza limitazioni per camion e autobus.






