FURCI SICULO – La costa jonica ferita dalla furia del ciclone Harry diventa il centro di una giornata di sopralluoghi e dichiarazioni politiche che segnano una linea netta sulle scelte future. A Furci Siculo, uno dei comuni del Messinese più colpiti dalla mareggiata, il presidente della Regione Renato Schifani accoglie il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, arrivato in Sicilia per verificare di persona i danni provocati dall’evento calamitoso.
“Siamo venuti qui per accogliere e ringraziare il ministro Salvini per la sua visita. La sua ispezione sui luoghi è utilissima, non ho mai messo in dubbio la presenza massiccia del governo in questa disgrazia che ha colpito la nostra regione e le nostre coste”, sottolinea Schifani, rimarcando il ruolo dello Stato e della Regione nella gestione dell’emergenza.
Il nodo dei fondi e la linea sul ponte
L’occasione è anche politica. Alla vigilia del sopralluogo, il presidente della Regione taglia corto sull’ordine del giorno approvato all’Ars da Sud chiama Nord, che chiede di riprogrammare le risorse FSC destinate al Ponte sullo Stretto per far fronte ai danni del ciclone Harry e ad altri eventi calamitosi.
“Una cosa è certa, i fondi del ponte sullo Stretto non si toccano”, ribadisce Schifani senza esitazioni. La Regione, assicura, è in grado di affrontare l’emergenza con risorse proprie e con una rimodulazione interna dei finanziamenti, senza intaccare capitoli considerati strategici.
Nel dettaglio, il governatore spiega che è in corso una valutazione sui progetti finanziati con il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 che rischiano di non rispettare i tempi di realizzazione. “Ci saranno opere che non verranno realizzate o che rischiano di non esserlo. In quel caso faremo una valutazione per definanziare questi interventi e spostare le coperture sull’emergenza della mareggiata. Siamo sereni su questo”, chiarisce.
Emergenza oggi, pianificazione domani
Accanto alla gestione immediata dei danni, Schifani guarda già oltre l’emergenza. Il ciclone Harry, spiega, ha reso evidente un problema strutturale che riguarda l’intero sistema costiero siciliano. “Il tema della tutela delle coste si pone per il futuro – ha concluso – perché l’ecosistema è già cambiato. Occorrerà studiare piani urbanistici per le zone abitate lungo le coste, sotto il profilo civile, sociale e turistico. È un problema che va affrontato”.
