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VIDEO Salvini anche a S. Teresa con Francilia e Lo Giudice. E a Letojanni arriva il… bacio di pace di De Luca al sindaco di Furci

Il ministro nei luoghi colpiti dal ciclone Harry

S. TERESA DI RIVA – Dopo la tappa a Furci Siculo, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ha raggiunto S. Teresa di Riva, accompagnato dal sindaco di Furci Matteo Francilia. Una visita non inizialmente prevista, ma fortemente voluta, che ha assunto il valore di un segnale politico e istituzionale verso uno dei comuni più duramente colpiti dal ciclone Harry. Ad accoglierlo il sindaco Danilo Lo Giudice, che ha espresso apprezzamento sia per la presenza del ministro sia per la scelta di Francilia che ha contribuito ad inserire S. Teresa nel percorso del sopralluogo, riconoscendo la gravità dei danni subiti dal centro jonico.

Il ministro ha potuto constatare direttamente la devastazione all’altezza di via del Gambero, nel cuore del paese. Qui il lungomare, di fatto, non esiste più: la furia del mare ha cancellato porzioni di costa, distrutto la pavimentazione e compromesso i sottoservizi, lasciando un fronte urbano lacerato e fragile. Con Salvini erano presenti anche altri amministratori della zona, a testimonianza di un’emergenza che non riguarda un singolo comune ma l’intera fascia ionica messinese.

Durante il sopralluogo Salvini ha ribadito un concetto già espresso nelle precedenti tappe. “Dal mio sopralluogo emerge la necessità di fare in fretta – ha detto – tutti i sindaci, tecnici e imprenditori mi chiedono soldi. Abbiamo messo 100 milioni di euro per l’urgenza e serve un taglio netto alla burocrazia”. Il ministro ha sottolineato come la differenza tra il lavoro d’ufficio e la presenza fisica sui luoghi colpiti sia sostanziale. “Un conto è seguire l’emergenza dal ministero – ha spiegato – un conto è vedere con i propri occhi cosa resta dopo una mareggiata di questa portata. Qui il problema non sono solo le risorse, ma i tempi. La stagione estiva è alle porte e con le norme attuali rischiamo di essere ancora fermi tra mesi”.

Ferrovie, costa e nodi strutturali
Nel ragionamento del ministro rientrano anche le infrastrutture strategiche. Salvini ha ricordato che ferrovie e Anas stanno lavorando giorno e notte per ripristinare le tratte danneggiate e che l’obiettivo è la riapertura entro i primi di marzo. Gli investimenti in corso, ha spiegato, ammontano a circa 100 milioni di euro, a cui si aggiungono risorse regionali e comunali. Ma senza una riduzione dei tempi burocratici, ha ribadito, anche i finanziamenti rischiano di non tradursi in cantieri rapidi ed efficaci.

Il ministro ha poi richiamato le difficoltà operative dei piccoli comuni. “Ci sono enti con un solo tecnico in ufficio – ha osservato – dare grandi somme senza rafforzare le strutture amministrative non risolve il problema. Servono uomini e competenze subito, parliamo di settimane non di mesi”. Un messaggio che ha trovato ascolto tra i sindaci presenti, consapevoli che l’emergenza si gioca anche sulla capacità di progettare e spendere.

Da Letojanni il segnale politico
La visita è proseguita a Letojanni, dove Salvini ha visto il tratto di lungomare adiacente il campo sportivo, letteralmente divorato dalle onde. Anche qui erano presenti numerosi primi cittadini del comprensorio. Qui il sindaco di Taormina Cateno De Luca ha stretto la mano e baciato il collega di Furci Siculo Matteo Francilia, suggellando una pace dopo il duro scontro consumatosi la sera precedente sui social, con attacchi politici che avevano acceso il dibattito pubblico. Un gesto simbolico, accolto come la volontà di ricompattare il fronte istituzionale in un momento in cui la priorità resta la ricostruzione.

Sul tema delle risorse, Salvini ha confermato la linea già tracciata. Nessun utilizzo dei fondi del Ponte sullo Stretto per l’emergenza. “Non possiamo togliere soldi ai siciliani per aiutare i siciliani – ha ribadito – i fondi del Ponte sono investimenti di lungo periodo, qui servono risorse immediate”. In parallelo, dal Consiglio dei ministri è arrivato l’annuncio di un ulteriore miliardo di euro per le reti idriche, destinato a ridurre la dispersione e a rafforzare la prevenzione del dissesto, anche in Sicilia.

La tappa a S. Teresa di Riva, inserita quasi in corsa nel programma del ministro, ha così assunto un valore che va oltre il sopralluogo tecnico. È diventata il simbolo di una fascia costiera che chiede risposte rapide, meno vincoli e una ricostruzione che non resti impigliata nelle procedure. E, almeno per un giorno, anche di una tregua politica nel nome dell’emergenza.