TAORMINA – La cardiochirurgia pediatrica di Taormina resta fisicamente dov’è, ma cambia assetto e governance. È questo l’esito del voto espresso dalla Commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana, chiamata a decidere sul futuro di uno dei reparti più delicati e simbolici della sanità siciliana. La maggioranza di centrodestra ha dato il via libera al collegamento con l’ospedale Rodolico di Catania, mentre il Movimento 5 Stelle ha espresso voto contrario, aprendo un nuovo fronte politico sul tema.
A intervenire con parole dure è Antonio De Luca, capogruppo del M5S all’Ars e componente della Commissione Sanità, che parla senza mezzi termini di un “pastrocchio” istituzionale. “La Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana ha votato oggi sul futuro della cardiochirurgia pediatrica di Taormina, stabilendo che la sede resterà fisicamente a Taormina, ma verrà collegata all’ospedale Rodolico di Catania. Il centrodestra ha votato a favore di questa scelta”.
Il nodo della governance
Per De Luca, il problema non è soltanto geografico. La permanenza della sede a Taormina non sarebbe, secondo il deputato pentastellato, una garanzia sufficiente. “Insieme al collega Carlo Gilistro e il Movimento 5 Stelle abbiamo convintamente votato in modo contrario, perché non ci accontentiamo del semplice mantenimento della sede fisica a Taormina. Il nostro obiettivo è preservare l’attuale livello di cure e, soprattutto, l’attuale assetto organizzativo e professionale che negli anni ha garantito qualità e sicurezza alle famiglie siciliane”.
Il cuore della critica riguarda il modello gestionale delineato dal provvedimento approvato. Secondo quanto illustrato da De Luca, si tratterebbe di una struttura con competenze distribuite tra più enti e realtà sanitarie, con il rischio di generare sovrapposizioni e incertezze operative. “Il modello approvato oggi – spiega – è un sistema frammentato e confuso: il personale infermieristico dipenderà dall’Asp di Messina, quello medico dal Bambino Gesù finché resterà, l’amministrazione dal Rodolico di Catania, l’organizzazione dal Civico di Palermo, che a sua volta è in convenzione con il San Donato di Milano. Una gestione spezzettata su più livelli e più enti che rischia di creare caos, inefficienze e, soprattutto, di compromettere la continuità assistenziale”.
Uno schema multilivello che, nella lettura del M5S, rischia di tradursi in una catena decisionale poco lineare e in un indebolimento progressivo dell’autonomia del reparto.
Lo scontro politico
La decisione della Commissione non chiude la partita, ma la sposta sul piano del confronto politico. De Luca rivendica un impegno che, a suo dire, dura da anni. “Al netto dei proclami che nelle prossime ore verranno diffusi dai deputati di centrodestra, voglio ricordare che mi occupo, combatto e dico la verità su questo argomento sin dal 2019. Oggi non solo si è consumato uno scippo ai danni di Messina, ma è stato partorito un vero e proprio pastrocchio istituzionale e sanitario”.
Parole che segnano una linea di frattura netta tra maggioranza e opposizione, con al centro un reparto che rappresenta un punto di riferimento per molte famiglie siciliane. La preoccupazione espressa dal deputato messinese è che il nuovo assetto possa, nel medio periodo, svuotare di fatto la struttura taorminese. “Temo – conclude – che questa scelta, nei prossimi due anni, possa portare allo smantellamento progressivo del reparto così come oggi lo conosciamo. Spero sinceramente di sbagliarmi, ma una cosa è certa: io non smetterò di vigilare, perché la salute dei bambini non può essere oggetto di propaganda né di giochi di potere”. La vicenda della cardiochirurgia pediatrica di Taormina si conferma così un dossier sensibile, in cui organizzazione sanitaria e dinamiche politiche si intrecciano. Il voto in Commissione rappresenta un passaggio formale, ma il dibattito resta aperto, con l’attenzione puntata sull’effettiva tenuta del modello approvato e sulla capacità di garantire continuità, qualità delle cure e stabilità professionale in un settore ad altissima specializzazione.






