PALERMO – Lo scontro politico all’Assemblea regionale siciliana si accende e torna a mettere sotto pressione la tenuta della maggioranza di centrodestra. A lanciare l’affondo è Cateno De Luca, leader di Sud Chiama Nord, che dall’Aula di Palazzo dei Normanni ha denunciato quella che definisce una crisi ormai conclamata del governo guidato dal presidente della Regione Renato Schifani. Secondo De Luca, quanto accaduto durante l’ultima votazione parlamentare rappresenterebbe la prova evidente della fragilità politica dell’esecutivo. Il riferimento è al voto che ha visto prevalere i contrari con 43 voti contro 18 favorevoli, un esito che, a suo giudizio, certifica l’assenza di una maggioranza stabile a sostegno del governo regionale: “Prendo atto del tentativo del vicepresidente della Regione Luca Sammartino di minimizzare quanto accaduto in Aula – ha dichiarato De Luca – ma la verità è sotto gli occhi di tutti: questo Parlamento ha appena inflitto l’ennesimo schiaffo al governo Schifani”.
Il leader di Sud Chiama Nord ha quindi posto una questione di natura politica e parlamentare: “La domanda è semplice: quale provvedimento presentato dal governo è stato approvato dal Parlamento siciliano? L’ultima votazione parla chiaro. È evidente che il governo non ha più i numeri e che una parte consistente della sua stessa maggioranza vota contro”. Nel suo intervento De Luca ha allargato lo sguardo anche alla situazione della giunta regionale, sottolineando come da mesi alcuni nodi politici restino irrisolti. In particolare ha evidenziato l’assenza, da quattro mesi, di due assessori ritenuti strategici: quello alle autonomie locali e quello alla famiglia. “È uno spettacolo stucchevole quello che state offrendo ai siciliani – ha affermato – con una maggioranza incapace perfino di ricomporre le proprie faide interne e di garantire il funzionamento regolare della giunta”.
Per De Luca, la coalizione di centrodestra sarebbe ormai attraversata da profonde divisioni interne che, a suo dire, renderebbero sempre più difficile l’azione di governo: “Il presidente Schifani dovrebbe prendere atto di una realtà ormai evidente: la sua maggioranza non esiste più. I cosiddetti capi tribù della coalizione non si fidano più del presidente e da mesi continuano ad arrivare siluri al governo direttamente dai banchi della stessa maggioranza”. Il leader di Sud Chiama Nord ha inoltre richiamato alcune dinamiche politiche interne alla coalizione di governo che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero contribuito ad acuire la crisi: “Avete cacciato gli assessori della Democrazia Cristiana, avete mantenuto in giunta assessori coinvolti in procedimenti penali creando un’evidente disparità di trattamento e da quel momento la situazione è degenerata sempre di più”. Da qui la richiesta esplicita di un passaggio politico netto, lo scioglimento anticipato della legislatura regionale ed il ritorno alle urne: “Arrivati a questo punto facciamo una cosa molto semplice, stacchiamo la spina e torniamo immediatamente al voto. Se siete convinti delle vostre ragioni abbiate il coraggio di presentarvi davanti agli elettori siciliani”.
Nel suo intervento De Luca ha infine richiamato l’esperienza amministrativa della città di Messina, citando il caso del sindaco Federico Basile: “Quando a Messina il sindaco ha verificato che non c’erano più le condizioni per andare avanti con una maggioranza stabile, ha scelto la strada più corretta: dimettersi e restituire la parola ai cittadini. Lo ha fatto per rispetto della città”. Secondo l’ex sindaco di Messina, lo stesso principio dovrebbe valere anche per la guida della Regione: “La stessa cosa dovrebbe fare oggi il governo regionale, rassegnare le dimissioni e consentire ai siciliani di scegliere. Continuare con questo spettacolo indecoroso non fa altro che mortificare le istituzioni e bloccare la Sicilia”.






