GLI INNAMORATI
POLITICA

“Messina modello politico e amministrativo”, De Luca rilancia la sfida regionale

La convention di Sud chiama Nord al PalaRescifina: Basile rivendica i risultati, De Luca guarda alla Regione e alle prossime alleanze

Messina torna a essere il centro di una narrazione politica che guarda ben oltre i confini cittadini. Lo fa con una convention che ha riempito il PalaRescifina, richiamando circa quattromila persone (secondo gli organizzatori) e segnando un passaggio chiave nella corsa verso le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. L’evento, promosso da Sud chiama Nord, ha rappresentato non solo una dimostrazione di forza organizzativa, ma anche il tentativo di consolidare e rilanciare un modello amministrativo che punta a diventare riferimento per l’intera Sicilia.

Un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, segna l’avvio di una nuova fase politica. Sul palco si sono alternati dirigenti, amministratori e candidati, in un racconto corale che ha ripercorso il cammino iniziato nel 2018 e che oggi ambisce a estendersi su scala regionale.

Dal laboratorio civico al progetto strutturato

Ad aprire gli interventi è stato Danilo Lo Giudice, segretario regionale del movimento, che ha sottolineato come il percorso intrapreso negli ultimi anni non sia esaurito. “È arrivato il momento di essere protagonisti e ci riusciremo facendo sì che quel percorso avviato nel 2018 continui all’insegna della crescita, del cambiamento e della determinazione – ha spiegato – non solo a Messina ma in tutta la provincia”.

Una linea condivisa anche dal deputato Franco Gallo che, richiamando le origini dell’esperienza politica guidata da Cateno De Luca, ha evidenziato come i risultati raggiunti siano il frutto di un lavoro progressivo. “Nulla è successo per caso o in un solo giorno – ha dichiarato – ed è giusto tornare al 2018, quando Cateno si lanciò in questa avventura. Adesso però bisogna puntare a traguardi ancora più ambiziosi”.

Nel corso degli interventi è emersa con forza l’idea di un modello amministrativo esportabile. Il deputato regionale Giuseppe Lombardo ha parlato di “sacrificio, impegno e lavoro” come elementi che hanno reso Messina un esempio nazionale, mentre Matteo Sciotto ha richiamato la dimensione concreta della politica, “che deve ascoltare i bisogni dei cittadini e dare risposte”.

Spazio anche ai candidati a sindaco della provincia, da Salvo Puccio a Giardini Naxos a Melangela Scolaro a Barcellona Pozzo di Gotto fino a Laura Castelli a Milazzo, chiamati a incarnare sul territorio la proposta politica del movimento.

Basile rivendica i risultati e rilancia la visione

Il momento centrale della serata è stato l’intervento del sindaco Federico Basile, accolto da una lunga standing ovation. Nel suo discorso ha tracciato un bilancio dei quattro anni di amministrazione, evidenziando una città “profondamente cambiata” sotto diversi aspetti, dal risanamento finanziario alla riqualificazione urbana, fino al miglioramento dei servizi.

“Messina è una grande città, culla della cultura del Mediterraneo, baricentro dell’euromediterraneo capace di attrarre giovani, studenti, professionisti e investimenti”, ha affermato, delineando una visione che punta a valorizzare il patrimonio storico e umano del territorio.

Basile ha anche rivendicato i risultati ottenuti, invitando a guardare alla realtà concreta più che alle polemiche. “Per farsi un’opinione sull’Amministrazione comunale non serve guardare cosa si dice sui social – ha aggiunto – è sufficiente farsi una passeggiata o affacciarsi dalla finestra di casa”.

Nel suo intervento non è mancato un passaggio sul Ponte sullo Stretto, affrontato con cautela ma anche con una chiara posizione politica. Il sindaco ha sottolineato che, qualora l’opera venisse realizzata, Messina dovrà avere un ruolo da protagonista e non subire le trasformazioni legate ai cantieri.

L’incontro è stato anche l’occasione per presentare i candidati alla presidenza delle sette municipalità cittadine, a conferma di una strategia che punta a rafforzare la presenza capillare sul territorio.

De Luca guarda oltre Messina e apre il cantiere Sicilia

A chiudere la convention è stato Cateno De Luca, che ha spostato il baricentro del discorso sul piano regionale. Il leader di Sud chiama Nord ha rivendicato il lavoro svolto e ha invitato i candidati a mantenere il confronto sui contenuti. “Non consentiremo a nessuno di infangare il lavoro e i sacrifici fatti in questi anni”, ha affermato.

Il passaggio più significativo riguarda però la prospettiva futura. Le elezioni amministrative vengono lette come una tappa di un percorso più ampio, che punta a ridefinire gli equilibri regionali. “Non dobbiamo solo vincere – ha spiegato – ma costruire le condizioni per continuare a far crescere Messina e contribuire al cambiamento dell’intera Sicilia”.

De Luca ha parlato esplicitamente della necessità di costruire un nuovo modello di governance regionale, fondato su autonomia e responsabilità, e ha introdotto il concetto di “Governo di liberazione”, come base per una futura alleanza politica costruita su metodo e merito.

Infine, senza eludere il tema della leadership, ha aperto alla propria candidatura alla presidenza della Regione, precisando però che la priorità resta la definizione del progetto politico. “Proporrò la mia candidatura – ha concluso – ma farò un passo indietro solo di fronte a qualcuno con caratteristiche migliori”.