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INTERVISTA Conti pubblici, Ars e sicurezza: la fotografia delle emergenze messinesi e siciliane di Dafne Musolino a Radio Taormina Tv

A Tao Mattina Live l’analisi della senatrice di Italia Viva su bilanci comunali, spesa pubblica, sostenibilità finanziaria e sanità nel pieno della campagna elettorale

Nel corso della trasmissione Taomattina Live, condotta da Carmelo Caspanello, la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino ha analizzato il quadro amministrativo e politico della città, partendo dai rilievi della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio finanziario. Un passaggio tecnico che, come ha sottolineato, assume oggi un peso decisivo nella campagna elettorale, imponendo chiarezza sulla reale condizione economica dell’ente. La senatrice Musolino ha criticato la gestione dell’amministrazione guidata da Basile, parlando di una narrazione non sempre aderente alla situazione effettiva dei conti. Nel mirino, in particolare, l’utilizzo delle risorse pubbliche, con riferimento agli investimenti in eventi e concerti: “Spese rilevanti che non sempre hanno prodotto un ritorno concreto in termini di turismo e permanenza sul territorio”, ha osservato, denunciando la mancanza di sufficienti strutture alberghiere in città che, altrimenti garantirebbero una potenziale maggiore permanenza.

Al centro del dibattito, il tema delle società partecipate e delle politiche occupazionali. Secondo la senatrice, è necessario interrogarsi sulla sostenibilità del modello adottato: “Non si tratta di realtà che generano utili autonomi – ha evidenziato – ma di strutture che gravano, direttamente o indirettamente, sul bilancio comunale”. Un richiamo alla prudenza, pur senza mettere in discussione il valore delle assunzioni realizzate. Nel suo intervento, Musolino ha inoltre tracciato una linea di demarcazione tra la fase amministrativa 2018-2022, caratterizzata, a suo dire, da importanti progressi e quella successiva, nella quale secondo la senatrice “è stato smarrito l’obiettivo centrale”.

Non è mancato un passaggio sul clima politico cittadino, definito “chiuso al confronto”, con un sistema che, secondo Musolino, tende ad escludere il dialogo, riproponendo sempre gli stessi protagonisti nelle scelte amministrative. Lo sguardo si è poi allargato al contesto regionale, con un focus sulla sanità siciliana, segnata da criticità strutturali. Denunciata la presenza di lunghe liste d’attesa, carenza di personale e disuguaglianze nell’accesso alle cure, nodi irrisolti che, come esposto dalla senatrice: “costringono molti cittadini a rinunciare alle cure”.

Infine, spazio ai temi della sicurezza e della tutela dei cittadini. Il femminicidio di Daniela Zinnanti nel messinese ha riacceso il dibattito sull’efficacia delle misure di prevenzione. La Musolino ha parlato di una falla nel sistema, evidenziando la necessità di rafforzare strumenti come il braccialetto elettronico e di investire nella formazione di magistrati e operatori: “Se una donna denuncia e non viene protetta – ha concluso – lo Stato che deve interrogarsi”.