messina

L’Università di Messina è leader in Italia per studenti stranieri tra gli atenei medio-grandi

Il report Talents Venture premia l'ateneo messinese con 849 immatricolati internazionali. Cresce l’attrattività globale e il peso degli studenti stranieri

MESSINA – L’Università degli Studi di Messina consolida il proprio ruolo nel panorama accademico nazionale sul fronte dell’internazionalizzazione, conquistando il primo posto tra gli Atenei medio-grandi per numero di immatricolati internazionali nell’anno accademico 2024/2025. A certificarlo è la nota dell’Osservatorio Talents Venture, che fotografa un quadro in evoluzione e sempre più competitivo per le università italiane.

Secondo i dati pubblicati, UniMe ha registrato 849 immatricolazioni di studenti stranieri, un risultato nettamente superiore rispetto ad altre realtà accademiche di rilievo come Pavia, ferma a quota 540, e Roma Tor Vergata, con 344 iscritti internazionali. Un primato che assume particolare rilevanza non solo per il dato numerico, ma anche per la capacità dell’Ateneo peloritano di posizionarsi come polo attrattivo in un contesto nazionale sempre più orientato alla mobilità studentesca globale. A rafforzare ulteriormente il dato, l’Università di Messina si distingue anche per la provenienza degli studenti, prima in Italia per numero di immatricolati iraniani, che rappresentano l’11% del totale, superando atenei storicamente consolidati come Torino e Napoli Vanvitelli. Un indicatore che evidenzia strategie mirate di apertura verso specifici bacini internazionali e una crescente capacità di intercettare flussi studenteschi qualificati.

Tuttavia, come sottolineato dalla stessa Talents Venture, il dato assoluto non esaurisce la complessità del fenomeno: “I valori assoluti raccontano solo una parte della storia”, evidenzia l’osservatorio, invitando a considerare anche il peso percentuale degli studenti internazionali sul totale della popolazione accademica. In questa prospettiva, la classifica cambia volto, in testa si colloca l’Università per Stranieri di Perugia con il 55%, seguita da Roma Saint Camillus (47%) e Siena Stranieri (44%). Nella top ten figurano anche istituzioni come Bocconi (41%) e Camerino (40%), già presenti nelle posizioni di vertice per valori assoluti, a dimostrazione di una solidità strutturale dei processi di internazionalizzazione. Completano la graduatoria Humanitas University (35%), Pollenzo Scienze Gastronomiche (30%), Cassino (25%), Politecnico di Torino (22%) e Reggio Calabria Dante Alighieri (20%).

In questo scenario, l’Università di Messina si colloca comunque in una posizione di rilievo anche sul piano percentuale. Escludendo infatti un caso marginale, un Ateneo con appena cinque immatricolati complessivi, che rende poco significativa la quota di studenti stranieri, UniMe raggiungerebbe il 18,5% di incidenza di immatricolati internazionali, praticamente in linea con la Luiss (18,3%), entrando così a pieno titolo tra le prime dieci realtà nazionali. Il dato complessivo restituisce l’immagine di un Ateneo dinamico, capace di rafforzare la propria proiezione internazionale e di inserirsi con autorevolezza nel sistema universitario italiano. Un risultato che, oltre a certificare l’efficacia delle politiche di apertura e cooperazione, rappresenta anche un segnale importante per il territorio, sempre più al centro di flussi culturali, accademici e professionali su scala globale.