PALERMO – Prosegue nella suggestiva Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo Se son fiori moriranno, lo spettacolo scritto e diretto da Rosario Palazzolo, in scena fino al 2 maggio dopo il debutto del 29 aprile, che ha già registrato un significativo riscontro di pubblico e critica, confermando l’interesse attorno a una produzione che negli anni si è affermata come uno dei lavori più intensi del drammaturgo palermitano. Prodotto dal Teatro Biondo, lo spettacolo rappresenta un ulteriore e significativo capitolo della ricerca artistica di Palazzolo, da sempre incentrata sull’esplorazione del confine tra realtà e immaginazione. Una linea sottile che, in questa messinscena, si traduce in una riflessione profonda e dolorosa sulla condizione umana, sospesa tra concretezza e bisogno di evasione attraverso l’atto creativo.
Al centro della scena si sviluppa una vicenda carica di tensione emotiva quella che coinvolge una madre e una figlia, interpretate rispettivamente da Simona Malato e Chiara Peritore, che vivono immerse in un tempo dilatato, segnato da un’agonia lunga quindici anni. La giovane è in stato vegetativo e solo in sporadici momenti sembra riaffiorare alla coscienza, offrendo alla madre un’illusione di presenza. Ma ciò che appare reale potrebbe essere soltanto il frutto di un’immaginazione alimentata dal dolore e dal desiderio di non perdere definitivamente il legame affettivo. A collegare i diversi piani della narrazione interviene una terza figura, interpretata da Delia Calò, una voce che prende posto tra il pubblico e funge da elemento di raccordo tra realtà e dimensione immaginifica. In questo modo, lo spettatore viene coinvolto direttamente nella dinamica scenica, diventando parte attiva di un racconto che chiama in causa responsabilità, giudizio e condivisione del dolore. La madre si rivolge infatti alla platea, utilizzando una lingua tipicamente palazzoliana: deformata, surreale, ironica e al contempo carica di tensione emotiva.
L’impianto scenico, firmato da Mela Dell’Erba per scene e costumi, si integra con le musiche originali di Gianluca Misiti e con il disegno luci di Gabriele Gugliara, contribuendo a costruire un’atmosfera sospesa, capace di accompagnare lo spettatore nei passaggi tra realtà e immaginazione. Determinante la prova delle interpreti Simona Malato che restituisce con grande intensità la complessità di una madre segnata da amore, colpa e disperazione e Chiara Peritore che offre una presenza scenica delicata e perturbante. Delia Calò, infine, con la sua voce, amplia il respiro drammaturgico, guidando il pubblico in un percorso emotivo stratificato.
Se son fiori moriranno si conferma così come un’esperienza teatrale densa e coinvolgente, capace di interrogare lo spettatore sui temi universali della sofferenza, della responsabilità e del potere dell’immaginazione. Uno spettacolo che continua a vivere sul palco del Teatro Biondo fino al 2 maggio, offrendo al pubblico un’occasione di confronto autentico con le fragilità più profonde dell’essere umano.





