Dalle periferie alle grandi visioni per il futuro della città, ospite della trasmissione Tao Mattina Live, il candidato sindaco Lillo Valvieri ha tracciato le linee della sua proposta amministrativa, partendo da un punto chiaro: la necessità di riportare attenzione su quelle aree di Messina “per troppo tempo abbandonate ed esiliate”. Un riferimento diretto alle realtà periferiche, spesso escluse dai principali processi di sviluppo e oggi, secondo Valvieri, al centro di un necessario riequilibrio territoriale. “Gli incontri con i cittadini sono fondamentali – emerge dal suo intervento – perché è proprio da lì che nascono le indicazioni concrete su come intervenire”. Il confronto diretto con il territorio diventa così strumento di analisi e programmazione. Dalle assemblee pubbliche, spiega, emergono criticità diffuse ma anche spunti operativi per costruire risposte mirate, capaci di incidere realmente sulla qualità della vita.
Tra le priorità indicate, il tema del lavoro, con un’attenzione particolare ai giovani. Valvieri punta su un rilancio occupazionale che passi anche dalla creazione di nuove opportunità produttive, immaginando una città in cui “le fabbriche tornino a essere motore di sviluppo e lavoro per tutti”. Accanto all’industria, spazio al turismo e alla valorizzazione culturale, con l’idea di rafforzare l’identità di Messina, mettendo a sistema patrimonio storico, paesaggio e tradizioni locali. In questa visione si inserisce anche la proposta della funivia del lago di Ganzirri, pensata come attrattore turistico e infrastruttura capace di connettere e valorizzare il territorio.
Lo sguardo, però, va oltre i singoli interventi. Valvieri immagina una città che possa diventare “capitale dell’arte”, puntando su cultura e creatività come leve di sviluppo economico e sociale. Una proposta che tiene insieme interventi concreti e prospettive più ampie, con l’obiettivo di rilanciare Messina partendo dai suoi punti più fragili, trasformandoli in opportunità. Al centro, ancora una volta, il rapporto diretto con i cittadini e la volontà di costruire un modello di sviluppo inclusivo e partecipato.





