MESSINA – La Basket School Messina rialza la testa, piegando la Scandone Avellino 82-72 e riportando la serie in perfetta parità. Al PalaTracuzzi si è disputata una gara intensa e spettacolare, nella quale la squadra messinese ha ritrovato le energie, il carattere e la lucidità necessarie per superare una delle grandi favorite alla promozione e rinviare ogni discorso qualificazione alla terza gara di domenica sera al Pala Del Mauro. Una vittoria pesantissima, costruita con il cuore oltre che con la qualità tecnica, in una serata resa ancora più complicata da infortuni e tensione. Eppure, proprio nei momenti di maggiore difficoltà, la squadra di coach Sidoti ha saputo esaltarsi, confermando ancora una volta il fattore PalaTracuzzi, autentico fortino giallorosso nel 2026. Davanti al proprio pubblico, infatti, continuano a cadere una dopo l’altra le grandi protagoniste della B Interregionale e anche la corazzata irpina ha dovuto arrendersi alla compattezza del gruppo messinese.
Il successo assume contorni ancora più significativi se si considera l’andamento della gara. Nel secondo quarto Messina perde infatti Vinciguerra, costretto ad abbandonare il campo per infortunio dopo essere stato tra i migliori in avvio. Nell’ultimo periodo, poi, pesano anche le espulsioni di Warden e Sakovic, episodi che accendono ulteriormente il clima già tesissimo del match. Il duro corpo a corpo tra Warden e Stefanini, nato durante una lotta a rimbalzo, provoca lunghi minuti di interruzione e un momento di forte confusione che gli arbitri Barbagallo e Filesi faticano a contenere. Ma è proprio lì che è emersa tutta la maturità della Basket School che grazie ad una difesa aggressiva, grande lucidità offensiva e spirito di sacrificio non hanno mai perso il controllo emotivo della sfida.
L’inizio è segnato da percentuali basse e grande intensità difensiva. Avellino si aggrappa subito ai punti di Gay, autore di un primo quarto di alto livello, mentre Messina trova risposte soprattutto da Vinciguerra e Marinelli. Le difficoltà offensive sono evidenti da entrambe le parti, chiudendo il primo parziale in perfetta parità sul 12-12. Nel secondo periodo la gara cambia ritmo. Vinciguerra apre con una tripla importante, ma Avellino prova ad allungare con Kmetic fino al 15-19 dopo appena due minuti e mezzo. È in quel momento che la Basket School cambia marcia, Sakovic dà energia vicino al ferro con due canestri e una stoppata pesantissima, mentre ancora Vinciguerra firma il sorpasso sul 28-25 a poco più di quattro minuti dall’intervallo. La squadra di Sidoti prende così fiducia costruendo il primo vero allungo grazie a Marinelli, Lo Iacono e Beltadze, protagonisti di un break di 9-0 che incendia il PalaTracuzzi. Anche dopo l’uscita di Vinciguerra, arrivata ad un minuto e mezzo dalla sirena lunga, Messina continua a spingere con Iannicelli dalla lunetta a firmare il massimo vantaggio sul 40-29. Nel finale di tempo, però, Ragusa accorcia con cinque punti consecutivi e manda le squadre all’intervallo sul 40-34.
Al rientro dagli spogliatoi la sfida si accende ulteriormente. Lo Iacono apre il terzo quarto con una tripla pesantissima, Gay continua a caricarsi Avellino sulle spalle, ma Messina risponde con maturità e ordine. Marinelli detta i tempi, Beltadze garantisce presenza sotto canestro e Warden realizza una tripla fondamentale che vale il 52-43 a metà periodo. La Scandone, però, non molla. Gay e Scanzi firmano un break di 0-7 che riporta improvvisamente gli irpini a un solo possesso sul 52-50. In un momento delicatissimo, Busco trova con grande opportunismo un gioco da tre punti, replicando immediatamente all’ennesima giocata di classe di Gay, già a quota 23 punti. Messina riesce così a conservare il vantaggio e chiude il terzo parziale avanti 61-57 grazie ai canestri di Lo Iacono e Chakir.
L’ultimo quarto si apre con un nuovo canestro di Busco, ma il match viene presto spezzettato dalla lunga interruzione causata dalle espulsioni. La tensione sale, il ritmo si spezza, ma la Basket School resta concentrata. Busco, Marinelli e Chakir fanno la differenza dalla lunetta e riportano i giallorossi sul +10 (69-59) a poco più di sei minuti dalla fine. Avellino prova ancora a rientrare aggrappandosi a Kmetic, ultimo ad arrendersi. La sua tripla replica ai canestri di Lo Iacono e Chakir, ma il colpo quasi definitivo arriva da Beltadze, che schiaccia il 76-67 a tre minuti dalla sirena facendo esplodere il palazzetto. Nel finale Marinelli gestisce con freddezza i possessi decisivi e mette al sicuro il risultato dalla lunetta, anche dopo l’antisportivo fischiato a Gay.
Si conclude 82-72 il match tra l’entusiasmo del pubblico messinese e la consapevolezza di aver compiuto un’autentica impresa contro una squadra costruita per il salto di categoria. La serie è adesso sull’1-1 e tutto si deciderà domenica 10 maggio alle 18 al Pala Del Mauro di Avellino.





