L’arresto cardiaco improvviso rappresenta una delle emergenze sanitarie più gravi e temute, capace di colpire senza preavviso anche persone giovani, sportive e apparentemente in perfette condizioni di salute. Un evento che, in pochi minuti, può trasformarsi in tragedia se non si interviene tempestivamente con soccorsi adeguati e manovre corrette. Ospite della trasmissione Tao Mattina Live, il professor Gianluca Di Bella, direttore dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica del Policlinico di Messina e professore ordinario dell’Università di Messina, ha approfondito il tema della prevenzione, delle aritmie cardiache e dell’importanza del primo soccorso. Il confronto arriva a pochi giorni dal convegno in programma il 16 maggio a Messina, dedicato proprio alle aritmie cardiache, ai percorsi diagnostici e terapeutici e al ruolo fondamentale del defibrillatore automatico esterno nella gestione dell’arresto cardiaco improvviso.
Nel corso dell’intervista, il professor Di Bella ha spiegato come l’arresto cardiaco sia una condizione diversa dall’infarto, anche se i due termini vengono spesso confusi. L’infarto riguarda infatti l’ostruzione di un’arteria coronarica che interrompe il flusso di sangue al cuore, mentre l’arresto cardiaco è un blocco improvviso dell’attività elettrica cardiaca che impedisce al cuore di pompare sangue in modo efficace. “Quando si verifica un arresto cardiaco – emerge dal suo intervento – ogni minuto è decisivo”. Senza un intervento immediato, infatti, le probabilità di sopravvivenza diminuiscono drasticamente nel giro di pochi minuti. Il tema è tornato al centro dell’attenzione pubblica anche dopo il caso del calciatore Edoardo Bove, ex centrocampista di Roma e Fiorentina, colpito il primo dicembre 2024 da un grave arresto cardiaco in campo durante Fiorentina-Inter a causa di una aritmia ventricolare. Un episodio che ha riportato l’attenzione sul fatto che anche atleti giovani e allenati possano essere esposti a patologie cardiache improvvise.
Secondo Di Bella, esistono situazioni in cui il cuore può presentare anomalie elettriche o genetiche difficili da individuare, soprattutto in presenza di patologie ereditarie o familiarità per morti cardiache improvvise. Per questo motivo, la prevenzione e i controlli cardiologici assumono un ruolo fondamentale. Tra i segnali che non devono essere sottovalutati vi sono svenimenti improvvisi, palpitazioni, dolore toracico, episodi di affanno anomalo o perdita di coscienza durante attività fisica. Sintomi che, spiega il cardiologo, richiedono sempre approfondimenti specialistici.
Grande attenzione è stata dedicata anche al tema del primo soccorso. In caso di arresto cardiaco, la rapidità dell’intervento è essenziale: chiamare immediatamente il 118, iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzare un defibrillatore automatico esterno possono fare la differenza tra la vita e la morte. Da qui l’importanza crescente della diffusione dei Dae nei luoghi pubblici, nelle scuole, negli impianti sportivi e nelle aree ad alta frequentazione. Proprio durante il convegno del 16 maggio sarà donato un defibrillatore automatico esterno al dipartimento di Economia dell’Università di Messina, come segnale concreto di sensibilizzazione e prevenzione. Il professor Di Bella ha sottolineato anche i progressi compiuti dalla cardiologia negli ultimi anni, grazie a strumenti diagnostici sempre più avanzati, screening genetici, monitoraggi delle aritmie e dispositivi in grado di prevenire eventi improvvisi nei pazienti a rischio.
Accanto alla tecnologia, però, resta fondamentale la cultura della prevenzione. Informare i cittadini, insegnare le manovre salvavita e diffondere la conoscenza del defibrillatore rappresentano oggi strumenti essenziali per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Il messaggio che il convegno del 16 maggio punta a trasmettere è chiaro: la prevenzione cardiovascolare riguarda tutti, non soltanto chi soffre già di patologie cardiache. Conoscere i segnali, effettuare controlli adeguati e sapere come intervenire nei primi minuti di un’emergenza può davvero salvare una vita.






