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INTERVISTA Valenti a Radio Taormina Tv: “La mia battaglia per i diritti dei grandi invalidi è una battaglia di civiltà”

A Tao Mattina Live la candidata al Consiglio comunale di Messina racconta la propria vicenda personale trasformata in un impegno politico e sociale. Tra le priorità indicate, più chiarezza normativa, sostegno concreto alle famiglie e semplificazione dei percorsi assistenziali

Una battaglia personale trasformata in un impegno pubblico sul fronte dei diritti, dell’assistenza e del riconoscimento delle tutele per le persone affette da disabilità gravissime. Ospite della trasmissione Tao Mattina Live, Valentina Valenti, candidata al Consiglio comunale di Messina nella coalizione a sostegno di Marcello Scurria sindaco, ha riportato al centro dell’attenzione il tema dei grandi invalidi, indicando come prioritaria quella che definisce “una battaglia di civiltà”. Al centro del suo intervento la vicenda personale che la accompagna dal 1988 e che, spiega, rappresenta oggi anche il simbolo delle difficoltà burocratiche, sanitarie e assistenziali affrontate da molte persone con invalidità permanente. Valenti ha ricostruito il grave incidente avvenuto durante una lezione di educazione fisica, quando riportò una lesione midollare cervicale permanente con conseguente tetraplegia. Dopo il ricovero al Policlinico Gemelli, fu trasferita in Germania per cure specialistiche grazie a un volo del 31° Stormo dell’Aeronautica militare.

Da allora, racconta, è iniziato un lungo percorso sanitario e amministrativo segnato da difficoltà legate al pieno riconoscimento dei diritti previsti per i grandi invalidi. Nel corso dell’intervista, la candidata ha richiamato in particolare il tema della causa di servizio di Stato G01 e dei benefici previsti dalla legge 539 del 1950 per i casi di invalidità gravissima, sostenendo che nel tempo sarebbero emerse incongruenze e criticità che avrebbero ostacolato il corretto riconoscimento delle tutele previste dalla normativa. “Non si tratta soltanto della mia storia personale – emerge dal suo intervento – ma di una questione che riguarda tante famiglie e tante persone costrette ogni giorno a confrontarsi con ostacoli burocratici, sanitari e assistenziali”. Secondo Valenti, il problema principale resta spesso la difficoltà nel vedere riconosciuta correttamente la propria condizione sanitaria, elemento che incide direttamente sull’accesso ai diritti, ai sostegni economici e ai percorsi assistenziali previsti dalla legge.

Valenti ha sottolineato come molte famiglie si trovino ad affrontare percorsi complessi e lunghi, caratterizzati da procedure amministrative difficili, carenze informative e continue verifiche sanitarie. Da qui la volontà di portare il tema all’interno del dibattito politico e istituzionale, chiedendo maggiore chiarezza normativa, più attenzione verso le disabilità gravissime e un rafforzamento concreto delle misure di sostegno. “Il riconoscimento dei diritti – ha spiegato – non può trasformarsi in una battaglia continua contro la burocrazia”. Nel corso dell’intervento, Valenti ha evidenziato anche il valore sociale e umano della corretta assistenza ai grandi invalidi, sottolineando quanto il peso della disabilità ricada spesso non soltanto sui pazienti ma anche sulle famiglie, chiamate a sostenere quotidianamente percorsi complessi sotto il profilo sanitario, economico e psicologico. Tra gli obiettivi del suo impegno politico vi è quello di rafforzare l’attenzione delle istituzioni sul tema dell’assistenza, della tutela dei soggetti più fragili e della semplificazione dei percorsi di riconoscimento dei diritti.

Valentina sostiene inoltre che serva una maggiore sensibilizzazione pubblica sul tema delle disabilità gravissime, affinché le problematiche vissute quotidianamente da tanti cittadini non restino invisibili. “Parlare di grandi invalidi significa parlare di dignità, diritti e rispetto della persona”, ha concluso, ribadendo la volontà di portare avanti a Messina un percorso politico orientato soprattutto alle politiche sociali, all’assistenza e alla tutela delle fasce più fragili della popolazione.