ROCCALUMERA – Un raggiro studiato nei dettagli, che avrebbe potuto costare caro a un pensionato messinese di 77 anni è stato sventato grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri delle Stazioni di Roccalumera e Giampilieri. I militari dell’Arma hanno arrestato nei giorni scorsi un uomo di 45 anni, originario della provincia di Siracusa e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata ai danni dell’anziano. La vicenda si inserisce nel solco delle sempre più frequenti truffe telefoniche rivolte alle persone anziane, spesso individuate come vittime vulnerabili da organizzazioni criminali che fanno leva sulla paura, sull’urgenza e sulla fiducia nelle istituzioni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il pensionato era stato contattato telefonicamente da un individuo che si era presentato come magistrato. Con tono autorevole e facendo riferimento a una presunta indagine giudiziaria, il sedicente rappresentante dell’autorità avrebbe convinto l’uomo a presentarsi in un luogo concordato portando con sé denaro contante e oggetti preziosi. Il pretesto utilizzato era quello di verificare se i beni in possesso dell’anziano fossero riconducibili a una rapina avvenuta recentemente nel capoluogo peloritano. La messinscena, tuttavia, non è durata a lungo. Dopo aver consegnato quanto richiesto, il pensionato ha compreso di essere stato vittima di un inganno e si è immediatamente rivolto ai Carabinieri, presentandosi presso la Stazione di Giampilieri per denunciare l’accaduto. La segnalazione ha fatto scattare in pochi minuti le ricerche. I militari hanno avviato una rapida attività investigativa che ha consentito di individuare il presunto responsabile mentre tentava di allontanarsi dalla zona a bordo di una utilitaria. L’uomo è stato intercettato nei pressi del casello autostradale di Roccalumera e sottoposto a controllo.
Gli accertamenti eseguiti nell’immediatezza hanno portato al rinvenimento di circa 2mila euro in contanti e di alcuni gioielli che la vittima aveva consegnato poco prima, una fede in oro bianco e due fedi in oro giallo. Il materiale recuperato è stato riconosciuto dall’anziano quale parte dei beni sottratti attraverso il raggiro. Gli elementi raccolti hanno consentito ai Carabinieri di procedere all’arresto del quarantacinquenne con l’accusa di truffa aggravata. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità giudiziaria, che dovrà ora valutare la sua posizione nell’ambito del procedimento penale. L’episodio rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme rispetto a una tipologia di reato che continua a colpire soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Le forze dell’ordine ribadiscono l’importanza di mantenere alta l’attenzione di fronte a richieste sospette provenienti da presunti appartenenti alle istituzioni. Magistrati, appartenenti alle forze di polizia o altri rappresentanti dello Stato non chiedono mai denaro, gioielli o altri beni attraverso telefonate o incontri improvvisati. Per questo motivo i Carabinieri invitano i cittadini a contattare immediatamente il numero di emergenza 112 Nue ogniqualvolta ricevano telefonate di questo genere, così da verificare l’identità dell’interlocutore e consentire un eventuale intervento tempestivo delle pattuglie sul territorio.







