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Porto di Tremestieri vicino al 50% dei lavori, Di Sarcina: “Siamo quasi a metà dell’opera”

Il commissario straordinario fa il punto sul cantiere, dialogo aperto con Ministero e Regione per reperire le risorse mancanti

MESSINA – L’opera strategica del porto di Tremestieri si avvicina al giro di boa, ma il percorso verso il completamento continua a misurarsi con ostacoli di natura tecnica ed economica. Il cantiere procede, la produzione è ormai prossima alla soglia del 50% e l’obiettivo resta quello di consegnare alla città un’infrastruttura fondamentale per alleggerire il traffico pesante dal centro urbano di Messina. Tuttavia, prima di poter parlare di traguardo, occorrerà superare una serie di verifiche decisive sui fondali e reperire le risorse economiche necessarie per coprire gli extracosti emersi durante l’esecuzione dei lavori.

È un quadro improntato alla cautela, ma accompagnato da un moderato ottimismo, quello delineato dal commissario straordinario del porto di Tremestieri, Francesco Di Sarcina, che continua a seguire quotidianamente l’evoluzione dell’opera in stretta collaborazione con il sindaco metropolitano Federico Basile e con il presidente dell’autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Francesco Rizzo. L’attenzione resta concentrata sulle due principali criticità che accompagnano il progetto, da un lato la copertura finanziaria necessaria per completare l’intervento, dall’altro le complesse problematiche geotecniche emerse durante la realizzazione della diga foranea, elemento cardine dell’intera infrastruttura.

Sul fronte economico, Di Sarcina evidenzia come siano in corso interlocuzioni istituzionali per reperire le risorse mancanti. Per quanto riguarda i 7 milioni di euro di finanziamento statale, il Ministero è impegnato nella predisposizione del decreto interministeriale necessario allo sblocco delle somme: “Il Ministero sta lavorando al decreto interministeriale – spiega il commissario – e confidiamo che, una volta completate le procedure previste, si possa arrivare in tempi brevi alla soluzione di questa parte del problema”. Diversa la situazione relativa ai 6 milioni e 600mila euro determinati dall’incremento dei costi dei materiali rispetto alle previsioni originarie dell’appalto. Su questo versante sono stati avviati più percorsi paralleli, con un confronto già aperto anche con la Regione Siciliana per individuare le coperture finanziarie necessarie.

Nel frattempo il cantiere continua ad avanzare. Secondo le previsioni, con i prossimi Stati di avanzamento lavori verrà raggiunta la soglia del 50% della produzione complessiva, un passaggio simbolicamente importante per un’opera attesa da anni e considerata strategica per la mobilità dello Stretto. L’impresa esecutrice sta completando i lavori di ripascimento a nord e la realizzazione delle celle della banchina di riva, mentre il nodo principale rimane la costruzione della diga foranea, intervento che rappresenta la fase più delicata dell’intero progetto sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello operativo. Su questo fronte i lavori hanno già registrato un risultato significativo, sono state infisse oltre cento camicie di pali della fila esterna, pari a circa metà della lunghezza prevista del molo, confermando, almeno in questa fase, la validità delle soluzioni progettuali originarie.

La complessità aumenta però nelle lavorazioni successive. I tecnici stanno infatti verificando la stabilità dello scavo interno ai pali dopo che le caratteristiche dei terreni hanno evidenziato alcune criticità durante le prime prove. Per questo motivo saranno effettuati a breve ulteriori test specialistici, dai quali dipenderanno le future decisioni della direzione lavori e del responsabile unico del procedimento. Solo al termine delle verifiche sarà possibile comprendere quale soluzione tecnica adottare per superare le difficoltà operative emerse. Parallelamente è stata avviata un’approfondita campagna di analisi sui fondali in prossimità della testata del molo. L’obiettivo è verificare la capacità portante della scarpata sabbiosa che dovrà sostenere la struttura della diga, così come previsto dal progetto esecutivo. Si tratta di controlli ritenuti decisivi perché consentiranno di stabilire se la conformazione del fondale risponda effettivamente alle ipotesi progettuali oppure se si renda necessaria una variante tecnica: “I test sulla scarpata di sabbia – sottolinea Di Sarcina – ci diranno complessivamente se sarà necessaria una variante oppure no. Ritengo doveroso non escludere alcuna ipotesi, ma allo stesso tempo evitare di alimentare discussioni premature. Soltanto dopo queste verifiche potremo comprendere anche quali saranno i tempi effettivamente necessari per completare i lavori, che inevitabilmente non potranno più essere quelli previsti in origine”.

Il commissario ribadisce come la priorità assoluta rimanga quella di realizzare un’infrastruttura sicura, funzionale e duratura, anche a costo di affrontare percorsi più complessi rispetto alle iniziali previsioni: “L’interesse primario è fare l’opera e farla bene – afferma – ed è su questo obiettivo che stiamo concentrando ogni sforzo”, un riconoscimento che viene rivolto anche al lavoro svolto quotidianamente dai tecnici impegnati nel cantiere. Di Sarcina ringrazia il Responsabile unico del procedimento, la Direzione lavori, il personale dell’Autorità di Sistema Portuale e tutti i professionisti coinvolti, impegnati nell’affrontare le difficoltà che caratterizzano un’opera infrastrutturale di questa complessità insieme all’impresa esecutrice. Il commissario guarda infine con fiducia alla collaborazione istituzionale costruita attorno al progetto: “Sono certo – conclude – che la sinergia tra Comune, Autorità di Sistema Portuale, Ministero, Regione e forze politiche consentirà di superare le criticità economiche emerse e di evitare che questa infrastruttura strategica possa andare incontro a un destino diverso da quello per cui è stata concepita”.