TAORMINA – L’ex Chiesa di Sant’Agostino ospiterà, dal 1 luglio al 4 agosto, la mostra “Eterno Divino – Uno sguardo particolare”, personale dell’artista e scultore Vasily Klyukin, realizzata con la partecipazione del Comune di Taormina e della Fondazione Arte Taormina. L’inaugurazione è in programma mercoledì 1 luglio alle ore 18.
L’esposizione presenta otto opere e una scultura realizzate appositamente per Taormina e dedicate al rapporto tra arte contemporanea e spiritualità. Attraverso il Demetricismo, il linguaggio artistico sviluppato da Klyukin, le tradizionali icone religiose vengono reinterpretate con una ricerca che unisce geometria, rilievi e colore, offrendo una lettura contemporanea del sacro nel rispetto della tradizione cristiana ortodossa.
L’allestimento dialoga con gli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Agostino, trasformando il luogo in un punto d’incontro tra patrimonio storico e arte contemporanea. Le opere, pensate appositamente per questa esposizione, intendono accompagnare il visitatore in una riflessione sul significato della luce, della spiritualità e della figura umana attraverso un linguaggio artistico innovativo.
Un percorso artistico di respiro internazionale
Residente nel Principato di Monaco, Vasily Klyukin è un artista, scultore e progettista noto a livello internazionale. Nel corso della sua carriera ha esposto in importanti istituzioni museali e rassegne dedicate all’arte contemporanea, tra cui il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, il Kunstforum di Vienna, l’Osthaus Museum di Hagen e la Biennale di Venezia. Anche nell’edizione 2026 della manifestazione veneziana è presente con una mostra a Palazzo Mora nell’ambito del progetto Personal Structures. Le sue opere fanno parte di collezioni museali e private in diversi Paesi e alcune sculture monumentali sono installate in spazi pubblici di città europee, confermando una ricerca artistica che negli anni ha saputo affermarsi sulla scena internazionale. La mostra è promossa su iniziativa e con il coordinamento di Rossella Bezzecchi, con la direzione artistica e la curatela di Joseph Kiblitsky.





