La cucina come linguaggio universale, capace di unire culture, tecniche e territori, questa la filosofia che ha guidato lo chef Pasquale Caliri durante il National Award di Taormina, ospitato sabato scorso all’Hotel San Pietro, dove ha conquistato gli ospiti con una raffinata interpretazione della tradizionale zuppa di cipolle francese, riletta attraverso i sapori dei Nebrodi e le suggestioni della cucina giapponese. La proposta gastronomica dello chef messinese ha trasformato un grande classico della cucina francese in un percorso sensoriale che attraversa continenti e tradizioni. Alla base del piatto c’è la celebre zuppa di cipolle preparata secondo la tecnica d’Oltralpe, arricchita però dall’intensità aromatica del miso, ingrediente simbolo della cultura culinaria giapponese, capace di esaltare il profilo gustativo della preparazione grazie alla sua caratteristica nota umami. A rendere il piatto profondamente legato al territorio siciliano è stato il gelato di provola affumicata dei Nebrodi, elemento che ha conferito equilibrio, freschezza e una delicata affumicatura. A completare la ricetta, un crumble di taralli al finocchio, studiato per aggiungere una consistenza croccante e valorizzare ulteriormente il gioco di contrasti tra consistenze e sapori.
La creazione di Caliri è stata servita agli ospiti della manifestazione, tra i quali anche l’attrice turca Özge Özpirinçci. Proprio durante la degustazione è emerso un confronto sulla ricerca della componente croccante nel piatto, un aspetto che lo chef aveva già previsto attraverso il crumble di taralli. La stessa attenzione ai dettagli ha permesso di realizzare anche una variante gluten free destinata all’attore Michele Morrone, senza alterare l’equilibrio complessivo della preparazione. “Il mio obiettivo – ha spiegato Pasquale Caliri – è quello di far dialogare le grandi scuole internazionali, dalla Francia al Giappone, con la ricchezza materica della mia terra. La zuppa di cipolle non è solo un piatto, è un racconto che attraversa i continenti e trova casa tra i pascoli dei Nebrodi, con l’esaltazione di un ingrediente, la cipolla, troppo spesso bistrattato”.
Una visione che punta a reinterpretare la tradizione senza snaturarla, valorizzando prodotti locali attraverso tecniche e contaminazioni internazionali. Il risultato è stato un piatto che ha saputo trasformare una ricetta storica in un’esperienza gastronomica contemporanea, confermando ancora una volta il ruolo della cucina d’autore come strumento di promozione del territorio e delle sue eccellenze.





