MESSINA consolida il proprio ruolo tra i poli d’eccellenza della sanità italiana grazie a un importante traguardo raggiunto dall’Azienda ospedaliera Papardo. La struttura è infatti entrata nel ristretto gruppo dei primi cinquanta ospedali del Paese ad aver impiantato il nuovo defibrillatore extravascolare EV-ICD, una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa.
Si tratta di un risultato che testimonia la crescita costante della cardiologia interventistica messinese e conferma il livello di specializzazione raggiunto dall’elettrofisiologia del Papardo, sempre più protagonista nel panorama sanitario nazionale grazie all’introduzione di tecnologie innovative destinate a migliorare la qualità delle cure.
Un dispositivo di nuova generazione per salvare vite
Il nuovo sistema EV-ICD, sviluppato da Medtronic, rappresenta una significativa evoluzione rispetto ai tradizionali defibrillatori impiantabili. La principale innovazione consiste nell’approccio extravascolare: il dispositivo è infatti in grado di intervenire con una terapia salvavita senza la necessità di introdurre elettrocateteri all’interno del cuore o del sistema venoso.
Una caratteristica che consente di ridurre alcune delle complicanze associate ai sistemi tradizionali, mantenendo allo stesso tempo elevati livelli di efficacia e sicurezza nei pazienti accuratamente selezionati. Un progresso tecnologico destinato ad ampliare le possibilità terapeutiche per chi è esposto al rischio di morte cardiaca improvvisa.
Il lavoro dell’équipe di elettrofisiologia
L’intervento è stato eseguito dall’Unità di Elettrofisiologia dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Papardo, coordinata dal direttore della struttura, il professor Giuseppe Andò.
L’équipe che ha portato a termine il delicato impianto è composta dai dottori Antonio Taormina, Gabriele De Blasi e Roberto Bitto, professionisti che da anni operano nel settore dell’elettrofisiologia e della cardiologia interventistica. Determinante anche il contributo dell’intero team multidisciplinare formato dagli infermieri di sala operatoria, dagli anestesisti e dai tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria, il cui lavoro integrato rappresenta uno degli elementi fondamentali per il successo di procedure altamente specialistiche.
Innovazione che evita i viaggi fuori regione
L’introduzione del nuovo defibrillatore non rappresenta soltanto un aggiornamento delle tecnologie disponibili, ma costituisce un passo concreto verso una sanità sempre più moderna e vicina ai cittadini.
Poter disporre di procedure così avanzate direttamente in Sicilia significa infatti offrire ai pazienti cure altamente specialistiche senza dover affrontare i cosiddetti “viaggi della speranza” verso strutture del Centro-Nord Italia. Un beneficio che si traduce non solo in una migliore qualità dell’assistenza, ma anche in un significativo impatto sul piano sociale ed economico per le famiglie.
Il Papardo guarda al futuro della cardiologia
Per la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera Papardo, il risultato ottenuto rappresenta la conferma di una strategia orientata all’innovazione e alla valorizzazione delle competenze professionali.
Essere tra i primi cinquanta centri italiani ad adottare questa tecnologia, sottolinea la Direzione, dimostra la capacità dell’ospedale di coniugare innovazione tecnologica, elevata professionalità e qualità dell’assistenza. Un traguardo raggiunto grazie a una programmazione che punta costantemente sugli investimenti nelle migliori tecnologie disponibili e sulla crescita dei professionisti, con l’obiettivo di garantire ai cittadini un’assistenza sempre più avanzata, sicura e radicata sul territorio.
La volontà dell’Azienda è quella di proseguire lungo questo percorso di sviluppo, rafforzando ulteriormente il ruolo del Papardo come centro di riferimento non solo per la Sicilia, ma per l’intero Mezzogiorno nel campo della cardiologia e delle alte specialità. Un obiettivo che conferma come l’innovazione sanitaria possa diventare un motore di crescita per il territorio, contribuendo a elevare gli standard assistenziali e a rendere Messina uno dei punti di riferimento della medicina italiana.





