Interviste a Leandro Aglieri, presidente della Consulta Roma Smart City Lab, e Federico Basile, sindaco di Messina
MESSINA – Una città digitale capace di osservare Messina, interpretarne i cambiamenti e aiutare l’Amministrazione ad agire prima che una criticità diventi un’emergenza. Non è più soltanto un progetto sulla carta: il gemello digitale urbano ha già integrato quasi 40mila sensori e dispone di una rappresentazione tridimensionale del territorio ottenuta attraverso rilievi aerofotogrammetrici con una precisione di cinque centimetri.
I primi risultati sono stati presentati nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca durante l’incontro “Messina e la Consulta Smart City Roma: innovazione urbana a confronto”. Il sistema punta a riunire in un unico ambiente reti, piattaforme e infrastrutture tecnologiche finora utilizzate in settori differenti, trasformando una grande quantità di informazioni in uno strumento di prevenzione, programmazione e gestione dei servizi.
Il progetto, finanziato nell’ambito del Pn Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2026. Entro quella data Messina punta a disporre di una riproduzione digitale dinamica della città, aggiornata dai dati raccolti sul territorio e utilizzabile per elaborare scenari a supporto delle decisioni pubbliche.
Dalla tecnologia frammentata a un sistema unico
Messina non parte da zero. Il gemello digitale raccoglie e valorizza il patrimonio costruito negli anni attraverso programmi e investimenti sostenuti dal Pon Metro 2014-2020, dal Poc, dal Pnrr e dal nuovo Pn Metro Plus. La piattaforma metterà in relazione le infrastrutture sviluppate con progetti come Me@Smart, Me@Gis, ForestaMe, Urbanite, Cloud@Me e Full Cloud. Sistemi nati in ambiti differenti potranno finalmente comunicare, superando la frammentazione dei protocolli e delle banche dati.
Il passaggio decisivo consiste proprio nella capacità di trasformare informazioni distribuite in una conoscenza urbana condivisa. Non basterà raccogliere dati: sarà necessario interpretarli, confrontarli con le serie storiche e renderli comprensibili agli operatori chiamati a intervenire.
La strategia del Comune
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Federico Basile, titolare anche della delega alla Smart City. Il primo cittadino ha inserito il gemello digitale all’interno di una strategia costruita attraverso diversi cicli di finanziamento, con l’obiettivo di evitare investimenti isolati o tecnologie destinate a rimanere inutilizzate.
Il progetto si sviluppa attorno a tre priorità. La prima è rafforzare la capacità di prevenzione in un territorio complesso e fragile. La seconda riguarda la possibilità di assumere decisioni più trasparenti, sostenute da dati verificabili e simulazioni. La terza punta a valorizzare il capitale umano, offrendo a dirigenti, funzionari, operatori della protezione civile, tecnici dei Lavori pubblici e agenti della Polizia municipale strumenti più efficaci. L’Amministrazione intende inoltre mantenere la piena sovranità sulle informazioni raccolte. La tecnologia dovrà supportare l’attività pubblica, senza trasferire all’esterno il controllo dei dati o la responsabilità delle decisioni.
Una mappa tridimensionale della città
Uno degli elementi più significativi è la rappresentazione tridimensionale del territorio comunale, sviluppata attraverso rilievi aerofotogrammetrici con una precisione di cinque centimetri. Non si tratta di una ricostruzione puramente visiva. La mappa potrà essere utilizzata per selezionare una specifica area della città, consultare le informazioni disponibili e analizzare le caratteristiche del territorio. Diventerà anche uno strumento a supporto della pianificazione urbanistica e della valutazione degli interventi. La città virtuale sarà alimentata continuamente dai sensori e aggiornata con dati ambientali, meteorologici, idrici, energetici, territoriali e relativi alla mobilità.
Quasi 40mila sensori già collegati
Durante la dimostrazione tecnica è stato spiegato che la piattaforma ha già integrato quasi 40mila sensori. I dispositivi raccolgono informazioni sui consumi e sui volumi della rete idrica, sulle condizioni meteorologiche, sulle alberature, sui sistemi di irrigazione, sui flussi di persone e veicoli e sulle infrastrutture energetiche. Il sistema potrà consultare sia i dati acquisiti in tempo reale sia le relative serie storiche. Le informazioni, pur provenendo da fonti differenti, saranno raccolte e normalizzate all’interno di un ambiente comune. È prevista anche la progressiva connessione con altri sistemi dell’Ente, compreso il portale comunale delle segnalazioni. L’architettura sarà aperta e scalabile, in modo da consentire l’integrazione futura di nuovi dispositivi e ulteriori fonti informative.
Guasti rilevati e servizi attivati
Tra le applicazioni illustrate figura il monitoraggio dell’illuminazione pubblica. La piattaforma potrà individuare automaticamente un guasto e trasmettere la segnalazione agli uffici o ai servizi competenti, riducendo i tempi necessari per l’intervento. Lo stesso principio potrà essere applicato ad altri settori della vita urbana. Il gemello digitale osserverà le variazioni nei dati, riconoscerà eventuali anomalie e produrrà indicazioni utili per gli operatori. Il sistema non si limiterà quindi a descrivere ciò che accade, ma potrà mettere in relazione informazioni differenti per evidenziare problemi che, se analizzati separatamente, potrebbero non risultare immediatamente riconoscibili.
Il modello per prevenire gli allagamenti
Particolarmente rilevante è l’utilizzo previsto nel campo della protezione civile. In presenza di una cella temporalesca, la piattaforma potrà incrociare le previsioni meteorologiche con la conformazione del territorio, lo stato delle reti infrastrutturali e i dati trasmessi dai sensori. Dall’analisi potrà emergere, per esempio, un potenziale rischio di allagamento in una determinata zona. L’informazione sarà quindi inviata al portale comunale dedicato alla gestione delle emergenze, permettendo agli operatori di valutare l’attivazione anticipata dei protocolli. In un territorio esposto a fenomeni meteorologici intensi e caratterizzato da numerosi torrenti, la possibilità di unire dati diversi può diventare decisiva per guadagnare tempo e migliorare la capacità di risposta.
L’intelligenza artificiale non sostituirà le persone
Il cuore tecnologico della piattaforma sarà composto da sistemi di intelligenza artificiale mono-agente e multi-agente. Questi strumenti analizzeranno variazioni, correlazioni e serie storiche, producendo raccomandazioni e relazioni di sintesi. Resterà però centrale il controllo umano. Il sistema potrà analizzare, segnalare e proporre differenti scenari, ma non sostituirà funzionari, dirigenti e amministratori. La responsabilità della scelta resterà nelle mani delle persone. Il principio alla base del progetto è utilizzare l’intelligenza artificiale per ampliare la capacità di lettura dei fenomeni e rendere più tempestivi gli interventi, senza delegare a un algoritmo le decisioni pubbliche.
La dimostrazione con i dati in tempo reale
La dimostrazione dal vivo è stata condotta da Davide Calbi, responsabile delle iniziative progettuali rivolte al Comune di Messina. Durante la prova sono stati consultati dati acquisiti in tempo reale e le relative serie storiche. La demo ha mostrato come informazioni eterogenee possano essere raccolte, uniformate e messe in relazione. È stata illustrata anche l’integrazione con il portale comunale per le emergenze e la possibilità di selezionare aree specifiche della futura mappa tridimensionale. Maurizio Mondello, responsabile per la Transizione digitale del Comune, ha ricostruito il percorso tecnologico dell’Ente e approfondito le principali applicazioni del gemello digitale.
Il contributo dell’Università di Messina
Un ruolo importante sarà svolto dall’Università degli Studi di Messina. Il professore Massimo Villari ha illustrato l’impiego delle tecnologie cloud, edge e internet delle cose, soffermandosi sul contributo della ricerca scientifica alla costruzione e alla validazione dei modelli predittivi.
La collaborazione tra Comune e Ateneo sarà necessaria per trasformare l’enorme quantità di informazioni disponibili in strumenti affidabili. L’obiettivo è arrivare a indicazioni verificabili, capaci di descrivere fenomeni complessi e sostenere concretamente le decisioni. L’applicativo sarà ospitato sul Polo strategico nazionale, mentre i dati territoriali e i modelli di intelligenza artificiale saranno elaborati attraverso l’infrastruttura comunale Cloud@Me. Il Comune manterrà proprietà e responsabilità delle informazioni.
Il modello della Consulta Roma Smart City Lab
La trasformazione digitale non riguarderà soltanto sensori e piattaforme. Federico Basile ha manifestato la volontà di affiancare all’infrastruttura tecnologica un modello stabile di partecipazione e co-progettazione ispirato alla Consulta Roma Smart City Lab.
Il presidente Leandro Aglieri ne ha illustrato la struttura e il metodo di lavoro, sintetizzato nel passaggio dal semplice coinvolgimento alla co-creazione. La Consulta riunisce amministrazione, cittadini, imprese, associazioni, università e centri di ricerca, organizzandone il contributo attraverso tavoli tematici.
Gli ambiti affrontati comprendono ambiente, energia, mobilità, sicurezza, salute, turismo, cultura, trasformazione urbana, educazione e infrastrutture tecnologiche. Il confronto con Roma ha mostrato come una città intelligente non possa dipendere esclusivamente dalla tecnologia, ma abbia bisogno di partecipazione, competenze differenti e responsabilità condivise.
L’obiettivo del Comune è coinvolgere Università, imprese, enti di ricerca, associazioni e cittadini nella costruzione della Messina Smart City, facendo della città un laboratorio di innovazione pubblica con un possibile interesse nazionale. In questo percorso si inserisce anche il dato sul gradimento del sindaco: il monitoraggio settimanale “Tre per mille”, realizzato da Lab21 per Affaritaliani, ha collocato Basile al primo posto tra i sindaci delle quindici città metropolitane italiane, con il 57,5 per cento dei consensi.
Innovazione e partecipazione democratica
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate alla vicesindaca Laura Castelli, titolare della delega ai Sistemi informativi e tecnologici. Castelli ha collegato il progetto ai temi della responsabilità pubblica, della legalità e della partecipazione democratica. La disponibilità di dati attendibili e integrati, secondo l’impostazione illustrata a Palazzo Zanca, non elimina la responsabilità politica ma rende le decisioni più consapevoli. Giunta e uffici potranno comprendere meglio i fenomeni, stabilire le priorità e individuare con maggiore precisione i servizi da garantire alla comunità. I dati diventano così uno strumento di buon governo: la tecnologia propone e supporta, mentre la scelta e il controllo rimangono affidati all’Amministrazione e alle persone.
Un progetto seguito anche a livello nazionale
All’incontro hanno partecipato Massimo Alessi, funzionario della Presidenza del Consiglio dei ministri e referente sul tema del gemello digitale, e Patrizia Tortorici, referente della Priorità 1 ed esperta dell’Agenzia digitale del Pn Metro Plus. La loro presenza testimonia l’attenzione riservata a un’infrastruttura che, per dimensioni e capacità di collegare sistemi differenti, potrebbe assumere rilievo anche oltre il contesto locale. Il traguardo è fissato al 31 dicembre 2026. Entro quella data Messina punta a completare una città digitale parallela, capace di trasformare sensori, dati e intelligenza artificiale in prevenzione, rapidità degli interventi e migliore qualità dei servizi.





