TAORMINA – Le due delibere approvate dal Consiglio comunale di Taormina finiscono al centro di un duro attacco politico dei gruppi consiliari “Rinascimento Taormina” e “Impegno civico per Taormina”, che parlano di una duplice operazione destinata, da un lato, ad aumentare il costo dei servizi per cittadini e visitatori e, dall’altro, a ridurre il ruolo di controllo dell’Aula sulle future scelte dell’Azienda Servizi Municipalizzati. Secondo i capigruppo Luca Manuli e Marcello Passalacqua, l’approvazione dell’adeguamento tariffario di parcheggi e funivia e il contestuale via libera al nuovo Statuto di Asm rappresenterebbero “le due facce della stessa operazione politica”. La lettura dell’opposizione è netta: l’Amministrazione guidata dal sindaco Cateno De Luca avrebbe deciso di reperire nuove risorse attraverso l’aumento delle tariffe, mentre parallelamente verrebbero ridotti gli strumenti di verifica preventiva da parte del Consiglio comunale.
Le critiche sugli aumenti tariffari
Nel mirino delle minoranze c’è innanzitutto il metodo con cui sarebbero stati approvati gli incrementi tariffari. I consiglieri sostengono che la delibera sarebbe stata votata senza un quadro economico completo dell’Azienda e senza indicazioni sull’effettivo gettito atteso dagli aumenti. Secondo quanto evidenziano i gruppi consiliari, nel provvedimento non sarebbero riportate stime sulle maggiori entrate derivanti dalla revisione delle tariffe né una valutazione dell’impatto che tali risorse dovrebbero avere sugli equilibri finanziari di Asm. Inoltre, viene contestata l’assenza del bilancio di esercizio 2025, che – ricordano le opposizioni – avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile e depositato entro il 31 maggio di quest’anno. Per Manuli e Passalacqua, la revisione delle tariffe non costituirebbe una vera riforma della politica della mobilità cittadina, ma un intervento limitato ad alcune voci, lasciando invece irrisolte questioni come gli abbonamenti, il sistema dedicato ai pendolari, il trasporto pubblico e il coordinamento complessivo dei servizi.
“Liquidità progressivamente consumata”
Un altro punto centrale della nota riguarda la situazione finanziaria dell’Azienda servizi municipalizzati. Le opposizioni sostengono che negli ultimi tre anni la disponibilità di cassa di Asm si sarebbe progressivamente ridotta fino al ricorso all’anticipazione bancaria. In particolare, citando un estratto conto trasmesso dall’Azienda tramite Pec al consigliere Nunzio Corvaia, affermano che al 27 luglio i conti correnti risultavano a saldo zero e che sarebbe già stata utilizzata un’anticipazione bancaria pari a 510mila 283,66 euro.
Secondo i gruppi consiliari, la liquidità sarebbe passata da circa 3 milioni di euro disponibili tre anni fa a circa 1 milione lo scorso anno, fino all’attuale situazione finanziaria. “Questi aumenti – dichiarano i capigruppo Luca Manuli e Marcello Passalacqua – non sono una politica della mobilità e non sono una strategia turistica: sono una manovra di cassa resa necessaria dal deterioramento finanziario di Asm. Non si può coprire il risultato di questa gestione aumentando parcheggi e funivia”.
Gli aumenti e il nodo residenti
Nel documento le opposizioni evidenziano come gli incrementi approvati riguardino parcheggi e funivia con rincari che, secondo la loro ricostruzione, oscillerebbero in molti casi tra il 30 e il 50 per cento, con punte superiori al 150 per cento, dopo gli aumenti già deliberati nel 2023. Viene inoltre criticata la scelta della maggioranza di introdurre uno sconto per i residenti attraverso un emendamento presentato durante la seduta consiliare. Per i gruppi di minoranza si tratterebbe di un correttivo limitato, intervenuto soltanto dopo le contestazioni dell’opposizione e riferito ad una componente che inciderebbe per circa l’1,5% dei ricavi complessivi dei parcheggi.
Le contestazioni sul nuovo Statuto di Asm
Accanto al tema delle tariffe, le opposizioni contestano anche le modifiche apportate allo Statuto dell’Azienda. Secondo Manuli e Passalacqua, il nuovo testo eliminerebbe il procedimento che, nella precedente versione, prevedeva il passaggio in Consiglio comunale dei criteri generali per la determinazione e l’aggiornamento delle tariffe, limitando così il controllo diretto dell’Aula sulle future decisioni riguardanti parcheggi, funivia e altri servizi.
“La sequenza è politicamente gravissima – affermano ancora i due capigruppo -. Prima la maggioranza approva aumenti privi di una vera istruttoria economica, poi cancella dallo Statuto il procedimento che obbligava a riportare in Consiglio i criteri e le singole tariffe. Non è una semplificazione amministrativa: è una precisa scelta di concentrare le decisioni e ridurre il controllo democratico”.
La posizione delle minoranze
Nelle conclusioni del documento, i gruppi “Rinascimento Taormina” ed “Impegno civico per Taormina” sostengono che le due delibere non rappresentino una soluzione ai problemi finanziari dell’Azienda, ma trasferiscano il peso della situazione economica su cittadini, lavoratori e visitatori, riducendo allo stesso tempo il ruolo di indirizzo e vigilanza del Consiglio comunale.





