Fondazione Taormina Arte Sicilia
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cronaca

Messina. Crollo a Pistunina, tre feriti e sei persone disperse: si scava tra le macerie

I familiari hanno segnalato l’impossibilità di mettersi in contatto con alcuni residenti. In azione le unità cinofile dei vigili del fuoco, mentre sul posto è stato allestito un presidio sanitario. Attivati il Coc e il piano di emergenza del Papardo e del Policlinico

MESSINA – Sono tre, al momento (secondo le dichiarazioni del sindaco, rilasciate poco dopo le 19,30) , le persone ferite nel crollo della palazzina di Pistunina e trasferite al Policlinico universitario di Messina. Il dato più preoccupante riguarda però le sei persone (quattro dello stesso nucleo familiare) che risulterebbero ancora disperse sotto le macerie, come confermato dallo stesso primo cittadino (in un primo momento si era parlato di sette persone disperse). Con il passare delle ore cresce il timore che il cedimento possa avere provocato vittime.

L’allarme è stato lanciato anche dai familiari delle persone che abitano nell’edificio. Alcuni di loro hanno riferito ai vigili del fuoco di non riuscire più a mettersi in contatto con i propri congiunti. Segnalazioni che hanno contribuito a definire il numero delle persone da cercare e che, in attesa di riscontri, rendono ancora più drammatiche le operazioni di soccorso.

I vigili del fuoco stanno scavando senza sosta tra le macerie, anche di notte, con l’ausilio delle unità cinofile specializzate nella ricerca di persone sepolte. Ogni movimento viene eseguito con particolare cautela, perché la struttura rimasta in piedi potrebbe presentare ulteriori elementi di instabilità. Parallelamente sono in corso verifiche negli ambienti ancora accessibili e controlli sulle parti dell’edificio coinvolte dal cedimento.

Un presidio sanitario davanti alla palazzina

Nell’area dell’intervento è stato allestito un punto di soccorso sanitario con medici, infermieri e operatori dell’emergenza. Il presidio consente di prestare le prime cure direttamente sul posto e di stabilizzare le persone eventualmente estratte dalle macerie prima del trasferimento in ospedale.

Le ambulanze del 118 restano pronte a intervenire, mentre è stato organizzato il collegamento con le strutture sanitarie cittadine. La necessità è quella di poter rispondere immediatamente a ogni evoluzione delle ricerche e gestire l’eventuale recupero di altri feriti.

I tre pazienti già soccorsi sono stati trasferiti al Policlinico universitario di Messina, dove sono stati affidati alle cure dei sanitari. Il bilancio, tuttavia, non può ancora essere considerato definitivo. Soltanto la conclusione delle operazioni tra le macerie consentirà di accertare quante persone si trovassero realmente all’interno della palazzina al momento del crollo.

Le ricerche affidate anche alle unità cinofile

Le unità cinofile dei vigili del fuoco stanno passando al setaccio l’intera area interessata dal cedimento. I cani addestrati vengono impiegati per individuare eventuali tracce umane nei punti in cui l’accesso diretto dei soccorritori risulta difficile o troppo pericoloso.

Il crollo nel pomeriggio sulla statale 114

Il cedimento ha interessato una palazzina situata lungo la statale 114, nella zona sud di Messina. L’immobile ospita alcune abitazioni, un supermercato e i locali dell’ex negozio di elettrodomestici Leone. Una parte consistente dell’edificio è venuta giù nel pomeriggio, coinvolgendo locali residenziali e commerciali. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco, insieme al personale del 118, ai carabinieri, alla polizia e alla Polizia municipale.

L’intera zona è stata transennata per tenere lontani residenti e curiosi e consentire ai mezzi di emergenza di muoversi liberamente. Il tratto della statale 114 in corrispondenza dell’edificio è stato chiuso al traffico, con ripercussioni sulla viabilità nella zona meridionale della città.

Da chiarire le cause del cedimento

Le cause del crollo dovranno essere ricostruite attraverso gli accertamenti tecnici. I rilievi potranno iniziare in maniera completa soltanto quando saranno concluse le ricerche e l’area sarà dichiarata sufficientemente sicura. Gli investigatori dovranno esaminare le condizioni dell’edificio, la documentazione relativa agli interventi in corso e la sequenza dei cedimenti. In questa fase tutte le energie restano concentrate sul soccorso delle persone disperse. L’accertamento delle responsabilità e la ricostruzione tecnica dell’accaduto rappresenteranno il passaggio successivo.

Il Papardo attiva il piano di emergenza

Anche l’Azienda ospedaliera Papardo ha attivato il Peimaf, il Piano di emergenza interna per il massiccio afflusso di feriti. La procedura permette di predisporre personale, spazi e risorse sanitarie per affrontare l’eventuale arrivo contemporaneo di più pazienti. Le operazioni sono coordinate dal responsabile del Peimaf, Salvatore Calandra, in collaborazione con il gruppo del Pronto soccorso guidato da Fabio Parducci. L’attivazione del protocollo assicura la piena operatività dei servizi ospedalieri e il raccordo con la rete cittadina dell’emergenza-urgenza.

Il Comune mobilita il Centro operativo

Il sindaco Federico Basile ha disposto l’attivazione del Coc, il Centro operativo comunale, per coordinare l’assistenza alla popolazione e sostenere le famiglie coinvolte. Il primo cittadino sta seguendo l’evoluzione delle operazioni e ha confermato che le persone attualmente non rintracciabili sarebbero sette.

Sono stati mobilitati anche i Servizi sociali del Comune, chiamati a garantire supporto ai familiari e agli abitanti che potrebbero essere costretti a lasciare temporaneamente le proprie case. Le verifiche di stabilità dovranno infatti stabilire se gli appartamenti e i locali rimasti in piedi siano agibili.

A Pistunina la notte si annuncia lunga. Davanti alla palazzina, familiari e residenti attendono notizie, mentre i vigili del fuoco continuano a scavare. La speranza è che dalle macerie possano arrivare segnali utili a raggiungere le persone ancora disperse.