Fondazione Taormina Arte Sicilia
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Scaletta Zanclea, Guidomandri Superiore vince la VII edizione del Palio

La squadra capitanata da Anna Fleres precede Scaletta Marina e Guidomandri Marina. Grande partecipazione per una manifestazione diventata simbolo di appartenenza e condivisione

SCALETTA ZANCLEA – È Guidomandri Superiore ad aggiudicarsi la settima edizione del Palio Scalettese, al termine di giornate nelle quali competizione, partecipazione popolare e spirito di appartenenza hanno nuovamente trasformato Scaletta Zanclea in un grande terreno di confronto e aggregazione. Una manifestazione nata quasi per scommessa e progressivamente entrata nelle tradizioni dell’estate scalettese, fino a diventare un appuntamento capace di coinvolgere trasversalmente giovani, famiglie, associazioni, volontari e istituzioni. La classifica finale ha premiato la formazione di Guidomandri Superiore, guidata dalla capitana Anna Fleres, che ha conquistato il gradino più alto del podio. Alle sue spalle Scaletta Marina, capitanata da Lorenzo Pagliuca, mentre il terzo posto è andato a Guidomandri Marina, con capitano Gabriele Parisi.

Il verdetto delle gare, tuttavia, racconta soltanto una parte di quanto avvenuto. Il Palio continua infatti a rappresentare per Scaletta Zanclea qualcosa che supera la dimensione strettamente agonistica. Dietro le prove e la ricerca della vittoria si consolida ogni anno una rete di rapporti, collaborazioni e appartenenze che restituisce alla manifestazione una marcata funzione sociale. È proprio nella capacità di mobilitare il paese, mettendo insieme generazioni differenti attorno agli stessi colori e allo stesso senso di appartenenza, che l’iniziativa trova una delle ragioni principali della propria longevità.

“Se non lo vivi, non puoi crederci” è la frase scelta per sintetizzare uno spirito che si rinnova edizione dopo edizione. Perché il Palio non si esaurisce nel momento della gara: comincia molto prima, nella preparazione, nell’organizzazione e nel lavoro spesso poco visibile di quanti contribuiscono alla costruzione dell’evento, e prosegue attraverso il coinvolgimento del pubblico e delle diverse realtà territoriali. A sottolinearne il valore è l’assessore comunale al Turismo, Sport e Spettacoli Annalisa Cordaro: “Il Palio è ormai parte integrante della nostra identità – afferma –. Non tutto è sempre perfetto, ma ogni anno cerchiamo di migliorare, mettendoci impegno, passione e soprattutto la voglia di costruire qualcosa insieme. Siamo stati formidabili e questo risultato appartiene a tutta la comunità”.

Un bilancio che l’amministrazione comunale lega dunque non soltanto alla riuscita organizzativa della settima edizione, ma soprattutto alla capacità di mantenere vivo un appuntamento che richiede un considerevole lavoro collettivo. Accanto al Palio principale si è rinnovata anche l’attenzione verso i più piccoli con il Palio Junior, curato dal Team Scaletta presieduto da Chiara Tafuri, insieme a Salvo Arena e alle socie dell’associazione. A conquistare l’edizione 2026 della competizione riservata ai più giovani è stata la squadra verde, in una dimensione che punta a trasmettere alle nuove generazioni lo stesso spirito di partecipazione che caratterizza la manifestazione principale. Determinante, dietro le quinte, è stata la macchina organizzativa. L’assessore Cordaro ha rivolto un ringraziamento al sindaco Gianfranco Moschella, per il sostegno e la presenza assicurati all’iniziativa e alla Pro Loco Scaletta, presieduta da Simona Villari, per la collaborazione fornita durante l’organizzazione.

Un ruolo centrale nel coordinamento è stato svolto da Piermaria Parisi, impegnato nella gestione del Palio, mentre Andrea Arria ha garantito ancora una volta il proprio contributo alle diverse attività necessarie allo svolgimento della manifestazione. Nel lavoro organizzativo sono stati inoltre coinvolti Katia Italiano, Simona Cannistraci, Lillo Briguglio, Angelica Di Blasi, Rossella Lembo, Lina Tavilla, Laura D’Avi, Paolo Miserendino, Ciccio Andronaco, Giovanni Scibilia, Danilo Leo e Pietro Pantò, componenti di una squadra che ha lavorato affinché gare, iniziative e momenti di aggregazione potessero svolgersi regolarmente.

Il Palio Scalettese porta però con sé anche una storia che precede le sette edizioni disputate. Le sue origini risalgono infatti a otto anni fa e all’intuizione di Cristian D’Amico, ideatore della manifestazione. Tutto nacque da una domanda tanto semplice quanto destinata a produrre conseguenze durature: “Facciamo il Palio?”. Da quella proposta prese forma un progetto che nel tempo è cresciuto, strutturandosi e conquistando uno spazio sempre più riconoscibile nella vita sociale del paese. “Se oggi possiamo ancora vivere questo sogno – osserva Cordaro – è anche grazie a quell’intuizione e a quegli occhi da ragazzo che hanno avuto il coraggio di immaginare qualcosa di nuovo. Da allora il Palio è cresciuto insieme a noi, diventando parte della nostra storia e della nostra identità”. Parole che restituiscono la dimensione forse più significativa della manifestazione: la capacità di trasformare un’idea nata dal basso in una tradizione contemporanea, costruita non soltanto sulla competizione tra squadre ma sulla partecipazione di una comunità che, attraverso il gioco, torna a incontrarsi e riconoscersi.

Nel bilancio conclusivo trovano spazio anche quanti quest’anno, per ragioni diverse, non hanno potuto prendere parte direttamente allo staff, continuando tuttavia a seguire e sostenere l’iniziativa. Un riconoscimento è stato rivolto inoltre agli arbitri, al presidente Margareci dell’Aics, agli sponsor Chiosco Prime Stone e Gianfilippo Steno, a Nicola Sorrenti e Natale Miceli, ai dipendenti comunali e a tutte le persone che, con ruoli e responsabilità differenti, hanno collaborato alla realizzazione dell’evento.