L’Etna torna a mostrare attività stromboliana al Cratere della Voragine. Il fenomeno è stato osservato nelle prime ore di oggi, mercoledì 19 agosto, ed è accompagnato da un’emissione di cenere che, secondo i modelli previsionali, viene dispersa nel quadrante meridionale. A fornire l’aggiornamento è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo, che dalle 3 UTC, corrispondenti alle 5 ora italiana, ha rilevato la ripresa dell’attività alla Voragine.
Tremore vulcanico su valori alti
Contestualmente è cambiato il quadro dei parametri geofisici monitorati dall’INGV. Dalle 2 UTC l’ampiezza media del tremore vulcanico ha registrato un rapido incremento, raggiungendo valori classificati come alti. Le sorgenti del tremore sono localizzate nell’area del Cratere di Nord-Est, a una quota compresa tra 1.800 e 2.000 metri sul livello del mare. Un incremento significativo è stato rilevato anche nell’attività infrasonica. Gli eventi, localizzati prevalentemente nell’area del Cratere di Nord-Est, hanno raggiunto ampiezze elevate.
I dati sulle deformazioni
Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, la rete GNSS non registra al momento variazioni significative. Dalle 2.30 UTC sono stati tuttavia osservati cambiamenti nei trend di alcune stazioni clinometriche, in particolare nelle tre sommitali. La stazione di Cratere del Piano ha accumulato una variazione di pochi decimi di microradiante. L’andamento registrato, riferisce l’Osservatorio Etneo, è coerente con l’inizio di un processo di deflazione. L’evoluzione dell’attività viene seguita attraverso le reti di monitoraggio dell’INGV.






