Turismo e vivibilità, esigenze di bilancio e funzione pubblica dei servizi, capacità di accogliere i visitatori senza rendere più difficile la quotidianità di residenti e lavoratori. Con la stagione estiva ormai alle spalle, Taormina comincia a fare i conti con gli effetti delle scelte adottate nei mesi di maggiore pressione turistica. A tracciare il bilancio dal punto di vista di Progetto Ricostruzione Taormina è stata Arianna Moschella, membro del direttivo di Prt, ospite di “Tao Mattina Live”, la trasmissione di Radio Taormina condotta da Carmelo Caspanello.
Il confronto è partito dalla fascia costiera di Mazzarò e Isola Bella, dove il problema della sosta dei residenti era stato sollevato da Prt già prima dell’inizio dell’estate. Secondo i dati diffusi dal movimento, nell’area vivono circa 108 residenti, con un fabbisogno stimato tra 70 e 80 automobili, a fronte di nove stalli riservati, oltre a quello destinato alle persone con disabilità, nell’area esterna del piazzale Funivia. Una sproporzione che Prt aveva portato all’attenzione di Asm chiedendo un aumento degli spazi destinati ai residenti, una rimodulazione degli abbonamenti annuali e l’introduzione di una tariffa agevolata sulle strisce blu. A giugno il movimento era tornato sulla questione sostenendo che, nonostante le interlocuzioni dei mesi precedenti, non fossero ancora arrivate le risposte richieste. Il tema, tuttavia, va oltre il semplice numero dei parcheggi. Per Prt Mazzarò e Isola Bella devono essere considerate parti della città a tutti gli effetti e non esclusivamente luoghi destinati ad assorbire i flussi turistici. Da qui la richiesta di trovare un equilibrio tra accoglienza, mobilità e necessità quotidiane di chi nella zona vive e lavora.
Uno dei capitoli più discussi dell’estate è stato quello delle tariffe. Nel parcheggio coperto di Mazzarò, secondo quanto denunciato a settembre da Progetto Ricostruzione Taormina, nelle ore diurne dell’alta stagione il costo ha raggiunto i 6 euro l’ora, mentre una sosta di 24 ore poteva arrivare a circa 120 euro. Il movimento ha posto anche una questione relativa alla visibilità dei prezzi prima dell’accesso alla struttura, chiedendo maggiore chiarezza nella comunicazione agli utenti. Per Moschella, il punto non riguarda soltanto quanto si paga per lasciare l’automobile, ma il modello di mobilità che Taormina intende costruire. Prt chiede infatti che nella valutazione delle nuove politiche non si guardi esclusivamente agli introiti prodotti dai servizi, ma anche agli effetti sui flussi, sull’accessibilità della città, sulla permanenza dei visitatori e sulle attività economiche.
Proprio dagli operatori di Mazzarò e Isola Bella, secondo quanto riferito dal movimento, sarebbero arrivate preoccupazioni sugli effetti delle nuove tariffe. Si tratta di valutazioni e percezioni degli esercenti, non di dati statistici ufficiali: per questo il confronto pone anche il tema della necessità di disporre di numeri che consentano di misurare in maniera più completa l’andamento della stagione e le eventuali ricadute delle politiche adottate. Accanto ai residenti c’è poi il nodo dei lavoratori pendolari, diventato particolarmente evidente durante i mesi di maggiore afflusso. La questione degli abbonamenti e delle possibilità di sosta per chi raggiunge quotidianamente Taormina per lavorare apre un interrogativo più generale: come conciliare la necessità di utilizzare i parcheggi per governare la pressione turistica con quella di garantire l’accessibilità a chi permette ogni giorno ad alberghi, ristoranti, negozi e servizi di funzionare. È proprio in vista dell’estate 2027 che il confronto si sposta dalla gestione dell’emergenza alla programmazione. Parcheggi periferici, collegamenti con navette, trasporto pubblico e quote di posti destinate ai pendolari sono alcune delle ipotesi sulle quali Prt chiede di ragionare con anticipo, evitando di arrivare nuovamente all’inizio dell’alta stagione senza un sistema definito.
Il nodo resta anche economico. Asm deve garantire la sostenibilità dei propri servizi, ma il confronto politico riguarda il punto di equilibrio tra i conti dell’azienda e la funzione pubblica che la municipalizzata è chiamata a svolgere. È su questo terreno che si confrontano esigenze differenti: produrre ricavi, governare i flussi e, contemporaneamente, evitare che il costo della gestione ricada in maniera sproporzionata su chi vive o lavora in città. Dalla mobilità il confronto si è quindi allargato alle altre questioni sulle quali Progetto Ricostruzione Taormina sta portando avanti la propria opposizione politica all’Amministrazione comunale, dai tributi al sistema delle partecipate.
Sul fronte fiscale, Prt ha proposto quello che definisce un “reset ordinato”, facendo riferimento alla possibilità prevista dalla normativa nazionale di introdurre, attraverso un regolamento comunale, forme di definizione agevolata delle entrate tributarie e patrimoniali locali. Secondo il movimento, lo strumento dovrebbe servire a ridurre contenziosi e correggere le criticità accumulate, mantenendo al tempo stesso i controlli sull’evasione effettiva. Nello stesso documento Prt ha sollevato anche il tema di Equità Urbana, sostenendo che una parte rilevante delle entrate della partecipata sia collegata alla riscossione coattiva e proponendo un modello maggiormente basato su banche dati aggiornate, comunicazioni corrette, assistenza al contribuente e recupero dell’evasione reale. Si tratta della posizione politica espressa dal movimento, che chiede più in generale un controllo costante sui costi, sugli obiettivi e sui risultati delle società partecipate. Il bilancio dell’estate diventa così il punto di partenza per una discussione che guarda già alla prossima stagione. Per Prt la questione centrale è evitare che mobilità, parcheggi e servizi tornino a essere affrontati soltanto quando la pressione turistica raggiunge il suo massimo. La sfida, in vista del 2027, sarà quindi costruire per tempo un modello capace di tenere insieme esigenze che spesso entrano in conflitto: una Taormina competitiva sul mercato turistico, servizi economicamente sostenibili e una città che continui a essere accessibile e vivibile per chi la abita e per chi ogni giorno vi arriva per lavorare.






