Prosegue lo scontro politico sulla Messina Social City dopo il ritiro della proposta di delibera relativa al nuovo contratto di servizio. Il confronto è iniziato con la richiesta di una commissione d’inchiesta sull’azienda, alla quale l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore ha risposto richiamando la gestione dei servizi sociali affidata in passato alle cooperative. Il gruppo consiliare “Scurria Sindaco” le ha poi chiesto di spiegare le criticità emerse nell’atto ritirato e di chiarire quale contratto venga applicato ai lavoratori, arrivando a sollecitarne le dimissioni. Ora è Calafiore a replicare. Per l’assessora, ricordare “dove eravamo” significa ricostruire la scelta dell’amministrazione di superare il modello delle cooperative e il precariato che, sostiene, lo accompagnava. La costituzione della Messina Social City come società in house, afferma, ha permesso di internalizzare i servizi sociali e stabilizzare il personale, dando continuità all’assistenza.
Sul trattamento dei lavoratori, uno dei punti sollevati dal gruppo Scurria Sindaco, Calafiore richiama i riconoscimenti ottenuti negli anni e il confronto con le organizzazioni sindacali. Il tavolo, precisa, è ancora aperto per individuare le soluzioni più adeguate sull’applicazione del contratto, nel rispetto della normativa vigente. L’assessora interviene anche sul ritiro della delibera, respingendo la lettura di una “fuga” davanti alle contestazioni e presenta la decisione come un segno di rispetto per il dibattito consiliare: le osservazioni emerse, spiega, saranno approfondite per integrare e perfezionare l’atto prima di riportarlo in aula. Calafiore respinge infine la richiesta di dimissioni, che definisce una “scorciatoia politica”. Rivendica il lavoro svolto in otto anni nella riorganizzazione dei servizi sociali e assicura che l’assessorato proseguirà il confronto sul contratto di servizio e sulla valorizzazione del personale della Messina Social City.






