MESSINA – La battaglia politica seguita alle elezioni amministrative di Messina si sposta adesso sulle modalità con cui il Comune ha deciso di affrontare i ricorsi pendenti davanti al Tar. A sollevare il caso sono Marcello Scurria e Pippo Capurro, consiglieri comunali di opposizione, che durante una conferenza stampa hanno messo sotto accusa due provvedimenti approvati dalla Giunta Basile e hanno chiesto le dimissioni del primo cittadino.
Al centro della vicenda ci sono le delibere numero 476 e 481 del 20 luglio 2026, con le quali è stato affidato all’avvocato Santi Delia l’incarico di rappresentare il Comune nei giudizi riguardanti i ricorsi elettorali. Secondo la documentazione richiamata dai due consiglieri, la spesa complessiva prevista ammonta a 12.919,04 euro.
È proprio sull’utilizzo di risorse dell’ente che si concentra la contestazione politica. Per Scurria e Capurro il Comune non avrebbe dovuto sostenere con denaro pubblico una difesa che, nella loro interpretazione, riguarderebbe direttamente gli amministratori eletti. Una tesi sulla quale i consiglieri chiedono ora verifiche, mentre l’eventuale esistenza di irregolarità, responsabilità o danno erariale potrà essere accertata esclusivamente dagli organi competenti.
Le due delibere e l’assenza del sindaco
Uno degli aspetti evidenziati durante la conferenza stampa riguarda lo svolgimento della seduta di Giunta del 20 luglio. In quella giornata sarebbero state approvate complessivamente sei delibere. Basile, secondo quanto ricostruito dall’opposizione attraverso gli atti pubblicati dall’ente, risulterebbe assente proprio durante l’esame dei due provvedimenti relativi ai ricorsi elettorali, mentre avrebbe partecipato alle altre deliberazioni.
Una circostanza che Scurria considera significativa e sulla quale chiede spiegazioni formali. Il consigliere sostiene infatti che l’assenza del sindaco durante la trattazione dei due atti ponga il tema di un possibile conflitto d’interessi. È una contestazione avanzata dall’opposizione e non un accertamento di responsabilità.
Per ricostruire quanto accaduto durante quella seduta, Scurria ha chiesto anche il verbale della riunione. Secondo quanto riferito in conferenza stampa, il documento, richiesto alla Segreteria generale, non sarebbe stato ancora consegnato.
La procura al legale firmata prima della seduta
C’è poi un secondo elemento sul quale Scurria e Capurro concentrano l’attenzione: la procura alle liti conferita all’avvocato Delia. Secondo gli atti richiamati dai consiglieri, la firma del sindaco sarebbe precedente alla deliberazione con cui la Giunta ha formalizzato l’incarico.
Per l’opposizione si tratta di un passaggio da chiarire: Basile avrebbe infatti sottoscritto personalmente la procura al professionista e successivamente non avrebbe partecipato alla discussione in Giunta dei due provvedimenti riguardanti la costituzione dell’ente nei giudizi elettorali. Da qui la domanda posta politicamente da Scurria: se esistevano ragioni tali da rendere opportuna l’assenza del sindaco durante la deliberazione della Giunta, perché la procura al legale era stata precedentemente sottoscritta dallo stesso primo cittadino?
L’interrogazione e gli atti alle Procure
La vicenda non rimarrà confinata al confronto politico in Consiglio comunale. Scurria ha annunciato di avere depositato un’interrogazione a risposta immediata per ottenere chiarimenti dall’amministrazione sulla procedura seguita, sulla costituzione in giudizio del Comune e sulla relativa spesa.
Scurria e Capurro hanno inoltre annunciato che la documentazione sarà trasmessa alla Procura della Repubblica di Messina e alla Procura regionale della Corte dei conti. Saranno quindi gli organi competenti, qualora investiti formalmente della questione, a valutare se dalle procedure adottate emergano profili meritevoli di approfondimento. Sul piano politico, invece, i due consiglieri hanno già espresso un giudizio netto. Contestano che il costo della costituzione in giudizio sia stato sostenuto dall’ente e ritengono che gli interessati avrebbero dovuto provvedere personalmente alla propria tutela.
La richiesta di dimissioni
La conferenza stampa si è trasformata così in un attacco diretto all’amministrazione Basile. Scurria, che ha richiamato la propria esperienza professionale di avvocato, ha definito senza precedenti la situazione emersa dall’esame degli atti e ha posto una questione che considera non soltanto amministrativa ma anche politica e istituzionale.
Da qui la richiesta più pesante rivolta al sindaco. Scurria e Capurro sostengono che quanto accaduto abbia compromesso la credibilità politica dell’amministrazione e chiedono a Federico Basile di dimettersi. La partita si sviluppa dunque su due piani distinti. Da una parte resta il contenzioso davanti alla giustizia amministrativa sulle elezioni messinesi; dall’altra si apre il confronto sulla decisione del Comune di costituirsi nei giudizi e sulle modalità con cui l’incarico legale è stato conferito. Sul primo fronte saranno i giudici amministrativi a pronunciarsi. Sul secondo, alle accuse dell’opposizione dovranno seguire le risposte dell’amministrazione e, per gli eventuali profili di competenza, le valutazioni degli organi ai quali Scurria e Capurro hanno annunciato di rivolgersi.
