Etna e Taormina protagoniste del turismo green ed enogastronomico: esperti e chef a confronto al San Pietro

La sostenibilità orienta le scelte di oltre il 70% dei turisti, mentre il 57% degli intervistati in cinque mercati esteri guarda alla Sicilia e oltre il 40% indica l'Etna. Al convegno Nations Award - Thinkingreen il confronto sulla destagionalizzazione e i riconoscimenti alle eccellenze locali che valorizzano le produzioni artigianali

TAORMINA – L’Etna conquista un ruolo di primo piano nel turismo enogastronomico internazionale e Taormina si conferma luogo di confronto sulle nuove strategie di sviluppo sostenibile della Sicilia. Il patrimonio agroalimentare, la qualità dell’accoglienza e la capacità di attrarre visitatori durante tutto l’anno rappresentano le principali opportunità di crescita di un settore che sta cambiando profondamente. È il quadro emerso dal convegno “Grandi eventi sostenibili quale motore del turismo”, promosso da Nations Award – Thinkingreen, presieduto da Michel Curatolo, che ha riunito al Grand Hotel San Pietro rappresentanti delle istituzioni, imprenditori alberghieri, esperti nazionali e chef di prestigio. I dati presentati durante l’incontro evidenziano una crescente attenzione verso esperienze capaci di coniugare gastronomia, tutela ambientale e valorizzazione delle biodiversità locali. Oltre il 70% dei turisti che scelgono la Sicilia considera prioritari questi aspetti, mentre un’indagine condotta su cinque mercati internazionali rivela che il 57% degli intervistati indica l’Isola tra le destinazioni per futuri viaggi enogastronomici. Particolarmente significativo il risultato dell’Etna, che supera il 40% delle preferenze e si confronta con territori di consolidata tradizione enoturistica come il Chianti e Montepulciano.

Taormina e la sfida della destagionalizzazione

La sostenibilità ambientale deve procedere insieme a quella economica delle imprese turistiche. È uno dei messaggi emersi dal primo panel, moderato da Maurizio Scaglione, nel quale il tema della destagionalizzazione ha assunto un ruolo centrale. L’obiettivo è superare la concentrazione delle presenze nei mesi estivi attraverso servizi più efficienti, collegamenti adeguati e una programmazione di eventi capace di rendere attrattivo il territorio anche durante l’autunno e l’inverno. Roberto Ruocco, amministratore delegato di Lindbergh Hotels, società che gestisce il Grand Hotel San Pietro, ha sottolineato l’impegno della struttura verso un’ospitalità di alta gamma attenta ai principi della sostenibilità. Ruocco ha portato anche i saluti del presidente Nardo Filippetti e del direttore dell’albergo Piero Benigni.

Il presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina, ha evidenziato il valore delle nuove forme di turismo per lo sviluppo dell’economia territoriale. Il presidente dell’Associazione Albergatori Taormina, Gerardo Schuler, ha richiamato invece la necessità di migliorare i servizi e introdurre incentivi fiscali per favorire la destagionalizzazione, insieme ad agevolazioni per la mobilità dei lavoratori. Il senatore Salvo Pogliese, intervenuto anche per portare i saluti dell’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, ha proposto un confronto con altre destinazioni mediterranee: le Isole Baleari hanno registrato 63 milioni di pernottamenti e Malta circa 25 milioni. Numeri che, secondo Pogliese, dimostrano quanto la Sicilia possa ancora crescere sul mercato turistico internazionale.

Al dibattito hanno partecipato anche il direttore generale di Federalberghi Alessandro Massimo Nucara, il presidente del Centro studi dell’Associazione Veneziana Albergatori Claudio Scarpa, il presidente della Fondazione Taormina Arte Cultura Bernardo Campo, il presidente del Messina Tourism Bureau Gaetano Majolino e il delegato per il turismo di Sicindustria Messina Nazareno Foti. La presidente della Fondazione Taormina, Valeria Brancato, ha illustrato le iniziative avviate per organizzare eventi anche durante il periodo invernale. Tra i relatori anche Loretta Cedraro, presidente di Isnart, l’Istituto nazionale ricerche turistiche.

L’Etna conquista i turisti internazionali: il gusto diventa destinazione

Il rapporto tra produzioni agroalimentari e attrattività turistica è stato approfondito nel panel “Enogastronomia e turismo – Il gusto come destinazione”, coordinato da Santi Cautela. A illustrare le nuove tendenze è stata Roberta Garibaldi, esperta nazionale di turismo enogastronomico, che ha evidenziato come il cibo sia diventato uno dei principali fattori nella scelta delle destinazioni. L’indagine presentata, condotta in cinque mercati internazionali, indica che il 57% degli intervistati considera la Sicilia per futuri viaggi legati all’enogastronomia. L’Etna emerge come una delle mete più richieste, con oltre il 40% delle preferenze, grazie a un patrimonio che unisce produzioni vitivinicole, aziende agricole, tradizioni gastronomiche e paesaggi di particolare richiamo.

L’interesse dei visitatori si orienta sempre più verso esperienze dirette nelle cantine, nelle aziende agricole e nei luoghi di produzione. Non soltanto degustazioni e ristorazione, dunque, ma percorsi che consentano di conoscere le materie prime, incontrare i produttori e scoprire l’identità culturale dei territori. Rimane tuttavia una criticità legata alla distribuzione stagionale dei flussi: soltanto l’11% dei viaggi enogastronomici considerati nell’analisi si concentra in inverno. Un dato che Garibaldi ha indicato come opportunità per sviluppare nuove proposte nei mesi meno frequentati e rafforzare il legame tra turismo, agricoltura e comunità locali.

Sul valore della cucina come strumento di promozione territoriale si sono confrontati anche gli chef stellati Vincenzo Candiano della Locanda Don Serafino e Pietro D’Agostino de La Capinera, insieme all’executive chef del Grand Hotel San Pietro Luca Miuccio e al direttore di Culture & Terroir Paolo Li Rosi. Dal confronto è emersa l’importanza di valorizzare le produzioni locali attraverso una ristorazione capace di interpretare le tradizioni e trasformarle in esperienze riconoscibili per i visitatori italiani e stranieri.

Nations Award – Thinkingreen, premi alle eccellenze siciliane

Il convegno ha accompagnato anche le celebrazioni per il ventesimo anniversario del Premio Nations Award, con la consegna di riconoscimenti a personalità e realtà imprenditoriali che contribuiscono alla promozione delle eccellenze territoriali. Tra i premiati il comico Sasà Salvaggio e alcune importanti espressioni dell’artigianato alimentare siciliano: Caffè Luca di Bronte, conosciuto per la coltivazione del pistacchio e la sua trasformazione dolciaria, Calcagno Vini e i maestri pasticceri catanesi Bonvegna e Verona. Un riconoscimento è stato assegnato anche all’imprenditore Santi Bruno, alla guida di Zenith, partner dell’iniziativa, per il sostegno al progetto.

L’evento, patrocinato dal Comune di Taormina, dalla Città metropolitana di Messina, dalla Camera di Commercio di Messina e da Sicindustria, ha evidenziato la necessità di costruire una strategia condivisa tra istituzioni e operatori economici. La valorizzazione dell’Etna e delle produzioni agroalimentari, insieme al rafforzamento dell’offerta turistica di Taormina, può contribuire a sviluppare un modello capace di distribuire meglio i flussi e generare nuove opportunità per le imprese anche fuori dall’alta stagione. A conclusione dei lavori Michel Curatolo ha annunciato la ventunesima edizione dei Nations Award – Thinkingreen, in programma sabato 26 giugno 2027. Un appuntamento che proseguirà il percorso dedicato alla sostenibilità e alla promozione delle eccellenze siciliane, con l’obiettivo di consolidare il rapporto tra turismo, cultura, ambiente ed economia del territorio.
(Nella foto: Michel Curatolo, Luca Miuccio, Piero D’Agostino, Santi Cautela e Chiara Russo)