ATTUALITA'

Elezioni a Messina, il Tar respinge tre ricorsi: confermati i risultati nei quartieri Primo, Quinto e Sesto

Il Tribunale amministrativo di Catania chiude i tre contenziosi sulle elezioni circoscrizionali. Respinte le contestazioni sull'ammissione delle liste collegate a Sud chiama Nord e sulla distribuzione dei seggi. Nessun cambiamento nella composizione dei consigli di quartiere

MESSINA – Le elezioni circoscrizionali di Messina superano l’esame del Tribunale amministrativo regionale. La quinta sezione del Tar di Catania ha respinto tre ricorsi presentati contro gli esiti delle consultazioni del 2026 nei quartieri Primo, Quinto e Sesto, dichiarando alcune delle richieste anche inammissibili. Le decisioni, assunte dopo le udienze pubbliche del 20 ottobre, confermano i risultati proclamati dagli uffici elettorali e lasciano invariata l’assegnazione dei seggi. Al centro dei procedimenti erano finite sia la regolarità dell’ammissione delle liste riconducibili a Sud chiama Nord sia le modalità di attribuzione dei posti nei consigli circoscrizionali. Tre controversie differenti, accomunate dalla richiesta di modificare gli esiti elettorali e ottenere il riconoscimento di seggi attribuiti ad altri candidati.

Primo quartiere, respinto il ricorso sull’elezione di Giovanni Silipigni

La controversia politicamente più significativa riguarda la Prima circoscrizione, dove Sergio Romano aveva impugnato la proclamazione degli eletti contestando l’attribuzione di un seggio a Giovanni Silipigni, candidato della lista Basile Sindaco di Messina. Il ricorrente, assistito dall’avvocato Paolo Starvaggi, aveva chiesto la correzione dei risultati e la propria proclamazione a consigliere circoscrizionale.

Il ricorso sollevava diverse questioni, dalla quantificazione dei voti di lista e delle preferenze alla valutazione delle schede nulle in alcune sezioni elettorali. Tra gli atti impugnati figurava anche la nota del Dipartimento regionale delle Autonomie locali del 16 marzo 2026 relativa alla deroga alla raccolta delle firme, questione collegata all’ammissione delle liste. Con il dispositivo numero 2726/2026, relativo al ricorso 1365/2026, il Tar ha respinto una parte delle contestazioni dichiarando inammissibili le restanti. Rimane quindi confermata l’elezione di Giovanni Silipigni. Il Comune di Messina è stato rappresentato dagli avvocati Raffaele Tommasini e Carmelo Moschella mentre Silipigni è stato difeso dall’avvocato Luca Musmeci.

Quinta e Sesta circoscrizione, nessuna modifica nell’attribuzione dei seggi

Gli altri due procedimenti riguardavano il sistema di ripartizione dei seggi e la sua applicazione ai risultati elettorali. Nella Quinta circoscrizione, Placido Teresano aveva contestato le operazioni dell’Ufficio centrale elettorale concluse il 5 giugno 2026 e la successiva proclamazione degli eletti dell’8 giugno. L’obiettivo era ottenere l’attribuzione di un seggio alla lista Insieme per la Quinta e la conseguente proclamazione dello stesso Teresano come consigliere circoscrizionale, in luogo dell’esito contestato che vedeva coinvolto anche Giuseppe Puglisi, difeso dall’avvocato Santi Delia.

Con il dispositivo numero 2727/2026, relativo al ricorso 1427/2026, i giudici amministrativi hanno dichiarato una parte delle richieste inammissibile e respinto le restanti. Anche in questo caso la distribuzione dei seggi non subisce modifiche. Nella Sesta circoscrizione, invece, il ricorso era stato presentato da Rossella Costa, che contestava il riparto effettuato dall’Ufficio centrale elettorale il 30 maggio 2026. Secondo la ricorrente, un’errata applicazione delle disposizioni elettorali regionali aveva impedito l’attribuzione di un seggio alla lista Prima Peloro. La richiesta prevedeva la correzione del risultato e la proclamazione della stessa Costa come consigliera. Nel procedimento figuravano tra i controinteressati Alessio Pannuccio e Salvatore Scandurra. Il Tar, con il dispositivo numero 2725/2026, relativo al ricorso 1354/2026, ha respinto integralmente l’impugnazione. Restano pertanto validi gli esiti della proclamazione originaria.

Il nodo del doppio d’Hondt e le conseguenze politiche

Uno degli aspetti centrali dei contenziosi relativi alla Quinta e alla Sesta circoscrizione riguarda il cosiddetto doppio d’Hondt, il meccanismo utilizzato per la distribuzione dei seggi tra le liste e i raggruppamenti secondo la disciplina elettorale applicabile. I ricorrenti avevano contestato i calcoli che avevano determinato l’assegnazione dei posti nei consigli, sostenendo che una diversa applicazione delle regole avrebbe prodotto risultati differenti.

Secondo la ricostruzione contenuta nella comunicazione relativa alle decisioni, il Tar ha ritenuto corretta l’applicazione del sistema di riparto. I dispositivi depositati, tuttavia, riportano soltanto gli esiti dei giudizi e rinviano alle motivazioni per l’esposizione dettagliata delle ragioni giuridiche. Sarà quindi necessario attendere queste ultime per conoscere nel dettaglio le valutazioni dei magistrati sulle singole contestazioni.

Sul piano politico e amministrativo, le tre pronunce rappresentano un passaggio significativo per la stabilità degli assetti circoscrizionali scaturiti dalle elezioni del 2026. Non vengono modificati i risultati nei tre quartieri interessati e restano confermate le proclamazioni degli eletti. Le decisioni riguardano specificamente i ricorsi sulle circoscrizioni e non costituiscono un pronunciamento generale su ogni eventuale controversia relativa alle elezioni comunali.

Le decisioni del Tar e i prossimi passaggi

I tre procedimenti sono stati esaminati dalla quinta sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sede di Catania, presieduta da Agnese Anna Barone. Nei collegi giudicanti hanno partecipato, secondo i rispettivi procedimenti, Giovanni Giuseppe Antonio Dato, Paola Anna Rizzo e Salvatore Ermete Massimo Accolla. Per tutte e tre le controversie i giudici hanno disposto la compensazione delle spese processuali e la trasmissione dei dispositivi al sindaco e al prefetto di Messina per gli adempimenti previsti dall’articolo 130 del Codice del processo amministrativo. Il Comune è stato difeso in tutti i procedimenti dagli avvocati Carmelo Moschella e Raffaele Tommasini mentre i tre ricorrenti si sono affidati all’avvocato Paolo Starvaggi. La pubblicazione delle motivazioni consentirà di approfondire gli orientamenti del Tribunale sulle questioni elettorali sollevate. Intanto, il dato immediato è chiaro: i tre ricorsi non hanno prodotto alcun cambiamento nella composizione dei consigli circoscrizionali di Messina.