PALERMO (ITALPRESS) – Il Quarto Concerto per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven e la Quarta Sinfonia “Romantica” di Anton Bruckner sono le pagine musicali protagoniste del prossimo appuntamento della 67^ Stagione concertistica dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, intitolata “Connessioni. La musica incontra le idee, le persone, le storie”.
Venerdì 30 ottobre alle ore 20.30 e sabato 31 ottobre alle ore 17.30, al Politeama Garibaldi di Palermo, torna sul podio Marcus Bosch, direttore tedesco che collabora regolarmente con la formazione siciliana e che ha dedicato una parte significativa della propria attività interpretativa e discografica al repertorio austro-tedesco. Accanto a lui il pianista Joseph Moog, apprezzato per il virtuosismo, la ricerca timbrica e l’attenzione alla grande tradizione pianistica tra Ottocento e Novecento.
Il programma, intitolato “Parabola romantica”, mette in relazione due opere che appartengono a momenti diversi dell’Ottocento e ne rappresentano altrettanti aspetti estetici e linguistici. Da una parte il Concerto n. 4 in sol maggiore op. 58 di Beethoven, che rinnova profondamente il rapporto fra solista e orchestra; dall’altra la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore di Bruckner, nella quale l’ampiezza delle architetture musicali e la ricchezza della scrittura orchestrale si accompagnano a suggestioni legate alla natura e all’immaginario romantico tedesco. In apertura la pagina beethoveniana, in vista del bicentenario 2027, composta tra il 1805 e il 1806 ed aseguita per la prima volta in forma privata nel marzo 1807. Questo Concerto per pianoforte fu poi presentato pubblicamente il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, durante la celebre accademia organizzata dal compositore, una serata di circa quattro ore nella quale furono eseguite anche la Quinta e la Sesta Sinfonia.
L’opera segna un momento di particolare originalità nella produzione beethoveniana. Già l’inizio del primo movimento, Allegro moderato, contraddice le consuetudini del concerto classico: non è l’orchestra a presentare il materiale tematico, ma il pianoforte, che espone da solo una frase raccolta e quasi confidenziale, alla quale rispondono gli archi. È il primo segnale di una concezione nuova del rapporto fra solista e compagine orchestrale, non più fondato prevalentemente sull’alternanza e sul contrasto, ma su un dialogo continuo nel quale il virtuosismo si mette al servizio dell’espressione lirica.
Particolarmente significativo è il secondo movimento, Andante con moto, costruito sul confronto fra gli interventi ritmicamente incisivi degli archi e le risposte dolenti e meditate del pianoforte. Una pagina di straordinaria concentrazione espressiva, nella quale il contrasto iniziale sembra progressivamente attenuarsi fino a una conclusione sospesa e interrogativa. Il Rondò finale restituisce invece alla musica un carattere brillante e vitale, attraverso una scrittura nella quale pianoforte e orchestra ritrovano una piena integrazione.
A interpretare questa partitura sarà Joseph Moog, pianista tedesco considerato tra le personalità più originali della propria generazione. Vincitore di un Gramophone Classical Music Award e di due International Classical Music Awards, oltre che candidato ai Grammy Awards, Moog ha costruito un percorso artistico caratterizzato dall’interesse per il grande repertorio e per pagine meno frequentate della letteratura pianistica. Si è esibito in sale come il Concertgebouw di Amsterdam, il Musikverein di Vienna, l’Alte Oper di Francoforte e il Teatro Mariinskij, collaborando con orchestre quali Philharmonia Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra, Detroit Symphony Orchestra e Helsinki Philharmonic. La sua attività discografica comprende numerose incisioni premiate dalla critica; tra le più recenti, l’album Belle Époque, pubblicato da Naïve, dedicato alla musica pianistica composta tra il 1860 e il 1940, con pagine di Liszt, Rachmaninov e Ravel.
La seconda parte sarà dedicata alla Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore “Romantica” di Anton Bruckner, una delle opere più conosciute e rappresentative del compositore austriaco. Completata in una prima versione nel novembre 1874, la partitura conobbe un lungo e complesso processo di revisione prima di arrivare alla sua prima esecuzione, il 20 febbraio 1881 a Vienna, sotto la direzione di Hans Richter, ottenendo un successo che segnò una tappa importante nell’affermazione di Bruckner come sinfonista. Fu lo stesso compositore ad attribuirle il titolo di “Romantica”, riferendosi non tanto a una dimensione sentimentale quanto a un universo di immagini e suggestioni riconducibili alla tradizione romantica tedesca. In alcune lettere Bruckner descrisse infatti una città medievale che si risveglia al suono del corno, il canto degli uccelli, scene di caccia e momenti di vita nel bosco. Non si tratta di un vero e proprio programma narrativo, ma di riferimenti poetici che aiutano a comprendere il carattere dei temi e delle atmosfere musicali. L’inizio del primo movimento, Bewegt, nicht zu schnell, è affidato proprio al corno, che intona il tema principale sul tremolo degli archi, evocando l’annuncio del nuovo giorno. Da questa apertura prende forma un’ampia costruzione sinfonica, nella quale i temi si trasformano progressivamente fino a raggiungere momenti di grande intensità orchestrale. Il secondo movimento, Andante quasi Allegretto, introduce un clima più raccolto e malinconico, mentre lo Scherzo richiama esplicitamente le scene di caccia attraverso gli squilli dei corni e delle trombe, alternati alla dimensione pastorale del Trio.
Nel Finale, di particolare complessità formale, ritornano motivi e suggestioni dei movimenti precedenti, fino alla conclusione costruita sul tema che aveva aperto la sinfonia. La presenza di Marcus Bosch sul podio assume un particolare significato proprio in relazione a Bruckner, autore del quale il direttore ha realizzato l’integrale delle sinfonie. La rivista Gramophone lo ha indicato tra i dieci maggiori interpreti contemporanei del compositore austriaco. Nato a Heidenheim, di origini brasiliane e italiane, Bosch è stato Generalmusikdirektor ad Aquisgrana dal 2002 al 2012 e successivamente a Norimberga fino al 2018. Attualmente è direttore principale della Norddeutsche Philharmonie di Rostock, direttore ospite principale della Bodensee Philharmonie e docente di direzione d’orchestra a Monaco. Dal 2010 è inoltre direttore artistico del Festival operistico di Heidenheim, premiato come miglior festival nel 2025, dove ha fondato l’orchestra Cappella Aquileia. Nel corso della carriera ha diretto oltre cento orchestre, tra cui la Staatskapelle Dresden, il Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e l’Orchestre National de Lyon. Il suo repertorio operistico comprende oltre 110 titoli, dalla tetralogia wagneriana a Les Troyens di Berlioz. Accanto all’integrale bruckneriana, la sua discografia comprende quelle delle sinfonie di Dvorák e Schumann e incisioni dedicate a Beethoven. Ha ricevuto due premi Opus Klassik e affianca all’attività concertistica progetti rivolti all’ampliamento e al rinnovamento del pubblico della musica classica.
– Foto ufficio stampa Orchestra Sinfonica Siciliana –
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