sanità

Messina, due donazioni di organi in tre giorni al Policlinico: otto pazienti ricevono una nuova speranza di vita

Due famiglie hanno rispettato la volontà espressa in vita dai propri cari, consentendo trapianti in Sicilia e Campania

MESSINA – Due prelievi di organi nell’arco di tre giorni al Policlinico universitario “Gaetano Martino” di Messina hanno consentito a otto pazienti, tra Sicilia e Campania, di ricevere un trapianto e una nuova opportunità di vita. Due storie segnate da perdite improvvise, accomunate dalla scelta di rispettare la volontà di donazione espressa in vita dai propri familiari, trasformando il dolore in un gesto di solidarietà. Le procedure sono state coordinate dal coordinamento per la donazione di organi e tessuti dell’azienda ospedaliera universitaria, diretto dal dottor Francesco Puliatti, che ha seguito i percorsi clinici dei due pazienti deceduti in circostanze differenti.

Nel primo caso, la donazione è avvenuta a seguito della morte di un paziente coinvolto in un incidente stradale. I familiari hanno rispettato la volontà che il proprio caro aveva già manifestato in vita, consentendo il prelievo degli organi. Nel secondo caso, invece, a perdere la vita è stato un ex carabiniere in pensione, colpito improvvisamente da un’emorragia cerebrale. Anche in questa circostanza, nonostante il dolore per una perdita inattesa, la famiglia ha voluto onorare la scelta del congiunto, ricordandone lo spirito altruistico e la predisposizione ad aiutare gli altri. Grazie alle due donazioni, otto persone in attesa di trapianto hanno potuto beneficiare di un intervento, ritrovando una prospettiva di vita e di futuro.

Un risultato significativo che si inserisce in un anno particolarmente positivo per il Policlinico messinese, dove la percentuale di donazioni rispetto agli accertamenti effettuati è raddoppiata in confronto allo scorso anno. Un dato incoraggiante che, tuttavia, non cancella le difficoltà ancora presenti nella diffusione della cultura della donazione. A sottolinearlo è il responsabile del Coordinamento, Francesco Puliatti, che richiama l’attenzione sull’importanza di una scelta consapevole. “Nell’esperienza quotidiana continuiamo a registrare un’alta percentuale di opposizione in vita”, osserva Puliatti, ricordando come l’accertamento di morte con criteri neurologici venga effettuato ogni volta che un paziente ricoverato in terapia intensiva presenti una lesione encefalica devastante e irreversibile, indipendentemente dalla possibilità di procedere alla donazione degli organi.

Una precisazione che, secondo il medico, rafforza la necessità di promuovere una maggiore consapevolezza sul tema, favorendo una riflessione sul valore del consenso alla donazione, pur nel pieno rispetto delle decisioni individuali. Sull’importanza del risultato raggiunto interviene anche il direttore generale facente funzioni dell’Azienda ospedaliero-universitaria G. Martino, Elvira Amata, che esprime riconoscenza alle famiglie dei due donatori: “La donazione degli organi rappresenta uno dei gesti più alti di solidarietà e altruismo, capace di trasformare un momento di profondo dolore in una concreta possibilità di vita per altre persone”, afferma Amata, rivolgendo un sentito ringraziamento ai familiari per la sensibilità e la generosità dimostrate.