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Il libro in vetrina ci guida nel cimitero dei libri dimenticati con “l’ombra del vento” di Zafón

VIDEO. Un viaggio nel primo volume della tetralogia dell'autore che ci conduce tra i misteri della Barcellona gotica e il fascino della letteratura

In un mondo sempre più dominato sempre dalla velocità e dall’oblio digitale, esiste un luogo immaginario, ma tremendamente reale nel cuore dei lettori, dove la memoria si conserva tra scaffali polverosi e silenzi profondi. Quel luogo è il Cimitero dei Libri Dimenticati, scenario centrale e simbolico del romanzo L’Ombra del vento, primo capitolo di una saga letteraria che ha consacrato Carlos Ruiz Zafón come uno dei narratori più influenti della letteratura contemporanea.

Nella nuova puntata de Il libro in vetrina, la rubrica settimanale di RadioTaormina Tv curata con Fabio Raspa e Cartolibrando, vestiamo i panni di Daniel Sempere, figlio di un libraio, che una mattina ancora bambino viene condotto dal padre in un luogo segreto, custodito nel ventre di una Barcellona del secondo dopoguerra. Quello che si apre agli occhi di Daniel è un labirinto immenso in cui vengono conservati i libri dimenticati dal tempo, dove tra tutti, il protagonista scoprirà un volume misterioso che rivoluzionerà completamente la sua vita.

È l’Ombra del vento, scritto da uno sconosciuto, Julián Carax.

Un romanzo che parla al lettore e lo ingloba

Quello che per Daniel è l’inizio di un’ossessione, per il lettore è l’ingresso in una narrazione stratificata e ipnotica. Il romanzo intreccia misteri, segreti di famiglia, passioni proibite e vendette taciute, dentro una Barcellona gotica e malinconica, ritratta con uno sguardo cinematografico e visionario. Zafón all’interno delle sue pagine edifica un’architettura narrativa complessa attraverso cui, ogni personaggio vive dentro e fuori la pagina ed ogni libro simboleggia un destino.

L’Ombra del vento è però rappresenta soltanto l’inizio di un disegno narrativo ben più articolato. Carlos Ruiz Zafón ha infatti costruito un’imponente tetralogia, spesso confusa con una trilogia, che si completa con il gioco dell’angelo, il prigioniero del cielo ed il labirinto degli spiriti. Romanzi autonomi, che si intrecciano attraverso una raffinata architettura ad incastro in cui personaggi, trame e ambientazioni si rincorrono, si sfiorano e si richiamano come temi in una composizione musicale, componendo un affresco letterario di straordinaria coerenza, intensità e profondità narrativa.

Il libro come memoria, identità, salvezza

Carlos Ruiz Zafón, che amava definirsi “scrittore di romanzi, non di libri”, ha lasciato in eredità un universo narrativo che continua a germogliare negli animi dei suoi lettori. Le sue opere accompagnano ogni forma d’amore autentico raccontando, soprattutto, del potere delle storie come atto di resistenza. Nei suoi romanzi infatti, i libri non sono semplici oggetti da scaffale, ma creature vive, dotate di anima, memoria e voce. Restano in attesa, silenziosi ma presenti, di un lettore capace di riportarli alla luce e di restituire loro significato.

L’Ombra del vento è, in definitiva, un invito a esplorare l’ignoto, entrare in una casa buia con una candela accesa. Ogni pagina illumina un frammento, ma la penombra resiste e con essa il desiderio, infinito, di andare oltre.