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INTERVISTA Giardini, De Luca e la “sindrome anti Cateno”: “Ha colpito alcuni dei nostri, Puccio compreso”

Dopo la sconfitta, il leader di Sud Chiama Nord annuncia una riflessione pubblica. Nel mirino una campagna elettorale che definisce "strana" e costruita contro la sua figura politica. Lunedì promette di svelare i retroscena e le dinamiche che, a suo dire, avrebbero influenzato anche parte del suo stesso schieramento

L’INTERVISTA A CATENO DE LUCA
GIARDINI NAXOS – Più che una semplice analisi del voto, sembra l’annuncio di un vero e proprio regolamento di conti politico. Cateno De Luca, chiudendo la conferenza stampa convocata a Messina per commentare i risultati delle recenti elezioni amministrative, ha scelto di tornare sulla sconfitta di Salvo Puccio a Giardini Naxos, lasciando sul tavolo accuse e interrogativi che promette di approfondire nei prossimi giorni.

Al centro della sua riflessione c’è quella che il leader di Sud Chiama Nord lascia intuire come una sorta di “sindrome anti Cateno”, un meccanismo politico che, a suo giudizio, avrebbe condizionato l’intera campagna elettorale, trasformandola in una competizione costruita più contro la sua figura che sul confronto tra programmi e candidati.

Una campagna costruita contro il leader di Sud Chiama Nord

De Luca non usa mezzi termini nel descrivere il clima che si sarebbe respirato durante la corsa elettorale naxiota. “È stata fatta una campagna elettorale solo contro di me e anche mistificando i risultati di Taormina”, ha dichiarato, annunciando che lunedì 1 giugno sarà a Giardini Naxos per spiegare nel dettaglio ciò che intende quando parla di una campagna “strana”.

Un aggettivo che il sindaco di Taormina non considera casuale e che, anzi, rappresenta il punto centrale della sua analisi politica. Secondo De Luca, il dibattito elettorale si sarebbe progressivamente allontanato dai temi amministrativi per concentrarsi sulla sua persona e sulla sua esperienza di governo, in particolare sui risultati ottenuti a Taormina, che sarebbero stati oggetto di letture distorte o strumentali.

Ma c’è un altro passaggio che ha attirato l’attenzione. Il leader di Sud Chiama Nord ha infatti parlato di una “sindrome” che sarebbe scattata non soltanto negli avversari politici, ma anche all’interno della propria area di riferimento. “Lunedì spiegherò il contenuto di questa campagna elettorale e la sindrome che è scattata purtroppo in candidati nostri e in parte è compreso anche Salvo Puccio”, ha affermato, lasciando intendere che dietro la sconfitta possano esserci stati atteggiamenti, scelte o dinamiche che intende rendere pubbliche.

Il rammarico per Puccio e l’appuntamento di lunedì

Pur annunciando una riflessione critica sull’accaduto, De Luca ha voluto esprimere solidarietà politica a Salvo Puccio e a tutta la squadra che ha affrontato la competizione elettorale. “Mi dispiace che ne ha fatto le spese il nostro Salvo Puccio. Facciamo un applauso a lui e ai candidati e le candidate delle nostre liste”, ha detto davanti ai sostenitori e agli esponenti del movimento.

Il leader di Sud Chiama Nord sarà quindi a Giardini Naxos lunedì per incontrare gli elettori che hanno sostenuto il progetto politico rappresentato da Puccio. Un appuntamento che si preannuncia tutt’altro che celebrativo e che potrebbe trasformarsi nell’occasione per chiarire pubblicamente i motivi che, secondo De Luca, hanno portato alla sconfitta del suo candidato.

Lo sguardo già rivolto alle Regionali

Nel corso della conferenza stampa non è mancato uno sguardo alle prossime scadenze elettorali. Interrogato sulle possibili candidature dell’area messinese in vista delle future elezioni regionali, De Luca ha mostrato fiducia nella classe dirigente del territorio. “Abbiamo veramente l’imbarazzo della scelta”, ha affermato.

Prima, però, c’è da fare i conti con quanto accaduto a Giardini Naxos. Ed è proprio lì che il leader di Sud Chiama Nord ha deciso di tornare per fornire la sua versione dei fatti, convinto che dietro la sconfitta di Salvo Puccio non ci sia soltanto un risultato elettorale, ma una dinamica politica più ampia che definisce, non a caso, una vera e propria “sindrome anti Cateno”.