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Cardiochirurgia pediatrica, il “Bambino Gesù” lascia Taormina dopo 16 anni

L’ospedale romano non rinnoverà la convenzione in scadenza il 30 giugno. La Regione prepara il passaggio al Policlinico di Catania e punta a mantenere operative sia Taormina che Palermo in attesa della deroga ministeriale

TAORMINA – Dopo sedici anni si chiude una delle esperienze più significative della sanità specialistica siciliana. Il “Bambino Gesù” di Roma ha comunicato ufficialmente alla Regione Siciliana la decisione di non rinnovare la convenzione che dal 2010 ha consentito l’attività della cardiochirurgia pediatrica all’ospedale “San Vincenzo” di Taormina, per anni unico punto di riferimento nell’Isola in questo settore ad alta specializzazione. La notizia, riportata oggi in prima pagina dal quotidiano Gazzetta del Sud, ha riacceso i riflettori sul tema.

La convenzione scadrà il 30 giugno e segnerà la fine della gestione diretta da parte dell’ospedale pediatrico romano. Una scelta che apre adesso una nuova fase organizzativa per il reparto taorminese, mentre Palazzo d’Orleans è già al lavoro per garantire continuità assistenziale e operativa attraverso un nuovo modello gestionale.

Il nuovo assetto con il Policlinico di Catania

Il piano predisposto dalla Regione prevede il coinvolgimento del Policlinico di Catania, al quale la struttura di Taormina verrebbe collegata dal punto di vista amministrativo. L’obiettivo è costruire una gestione interamente regionale, con personale stabile e specialisti siciliani in grado di assicurare la prosecuzione delle attività.

Il “Bambino Gesù”, pur confermando la volontà di interrompere la convenzione, avrebbe dato disponibilità ad accompagnare la fase di transizione per circa tre mesi, garantendo un supporto tecnico e professionale utile al passaggio verso il nuovo assetto.

Negli ultimi tempi la presenza dell’ospedale romano all’interno del reparto si era già ridotta. A Taormina operavano stabilmente soltanto un cardiochirurgo e un anestesista inviati dal “Bambino Gesù”, figure che adesso dovranno essere sostituite attraverso nuove collaborazioni e reclutamenti.

La Regione punta infatti ad inserire almeno quattro o cinque medici specialisti che possano sostenere stabilmente il reparto già nei prossimi mesi. In questa fase continueranno inoltre ad operare al “San Vincenzo” le circa quaranta figure dell’Asp già impegnate nella struttura insieme ad una società esterna specializzata nelle attività di perfusione.

Il precedente di Palermo

Il modello che Palazzo d’Orleans intende seguire è simile a quello già avviato a Palermo per la cardiochirurgia pediatrica del Civico. Anche in quel caso il reparto era stato supportato dal “San Donato” di Milano, che avrebbe però deciso di interrompere la collaborazione nei primi giorni di luglio.

Per il Civico la Regione aveva già programmato il rafforzamento dell’organico con almeno quattro medici destinati ad affrontare un percorso di affiancamento specialistico. È stato inoltre bandito il concorso per il direttore della struttura complessa che dovrà guidare la cardiochirurgia pediatrica palermitana.

La trattativa per la deroga

Parallelamente alla riorganizzazione tecnica resta aperta la questione normativa. La Sicilia continua infatti il confronto con il ministero della Salute per ottenere la deroga che consenta di mantenere operative due cardiochirurgie pediatriche nell’Isola, una a Taormina e una a Palermo.

Si tratta di un passaggio decisivo perché la normativa nazionale prevede generalmente una sola struttura di questo tipo per regione. Secondo quanto emerge da Palazzo d’Orleans, la trattativa sarebbe comunque in una fase avanzata e nella revisione della rete ospedaliera regionale sarebbe già stata inserita la prescrizione ministeriale necessaria per arrivare al via libera definitivo.

Sul dossier aveva lavorato nelle ultime settimane del proprio mandato anche l’ex assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni. Adesso il percorso passerà nelle mani del neo assessore Marcello Caruso, chiamato a seguire una delle partite più delicate della sanità siciliana.

Per Taormina si apre dunque una nuova fase dopo sedici anni di collaborazione con il “Bambino Gesù”, con l’obiettivo dichiarato dalla Regione di mantenere attivo un presidio che nel tempo è diventato un punto di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica siciliana.