MESSINA – Dalla Chiesa di Messina alla guida della diocesi di Locri-Gerace. Monsignor Cesare Di Pietro è il nuovo vescovo della diocesi calabrese: la nomina di Papa Leone XIV è stata resa ufficiale nella vigilia di Pentecoste, in contemporanea con la pubblicazione del Bollettino della Sala Stampa Vaticana. Il vescovo messinese, che lo scorso 12 marzo ha compiuto 62 anni, succede a monsignor Francesco Oliva, alla guida della diocesi della Locride per quasi dodici anni.
L’annuncio è arrivato a mezzogiorno in punto, nel corso di un’assemblea pastorale straordinaria convocata contemporaneamente nelle due diocesi. Un momento dal forte valore simbolico e spirituale, scandito dall’attesa dei fedeli e culminato in Cattedrale con le parole dell’arcivescovo Giovanni Accolla, che ha ufficializzato la nomina in perfetta sincronia con la Santa Sede.
“Sono grato al Signore e alla Vergine perché un figlio di questa Chiesa ne va a servire un’altra – ha affermato mons. Accolla –. La Chiesa si conferma luogo privilegiato dello scambio di doni”. L’arcivescovo ha poi rivolto parole di affetto e stima al nuovo presule: “Vivi la bellezza di questo ministero come estensione dei doni che Dio ti ha fatto, prima fra tutte la carità. Grazie perché mi sei stato accanto con prudenza. Siamo orgogliosi di questa tua missione”.
Particolarmente significativo anche il riferimento al giorno in cui la notizia è stata comunicata a Di Pietro: la festa della Madonna dello Scoglio, santuario simbolicamente legato proprio alla diocesi che andrà a guidare.
L’emozione del nuovo vescovo è stata evidente nelle sue prime parole pubbliche. “L’annuncio è stato dato quando il leone ha ruggito – ha detto mons. Di Pietro con la voce segnata dalla commozione –. Mi aspettavo una Chiesa sposa dopo otto anni di servizio. Sorpreso dalla grazia mi sono abbandonato alla grazia”. Poi il ringraziamento all’arcivescovo Accolla, “padre e maestro”, e a Papa Leone XIV “per questa fiducia”. “Accolgo una Chiesa sposa e ne lascio una Madre – ha aggiunto –. Dove c’è Chiesa c’è casa”.
Le radici messinesi e il percorso di formazione
Monsignor Cesare Di Pietro è una figura profondamente legata a Messina, città nella quale è nato, cresciuto e ha maturato il proprio cammino umano e vocazionale. Dopo gli studi al liceo classico “G. La Farina”, si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Messina prima di entrare, nel 1991, nel Seminario arcivescovile “San Pio X”. Il percorso teologico si è sviluppato all’Istituto “San Tommaso” fino all’ordinazione sacerdotale del 25 ottobre 1997 nella Cattedrale di Messina, per imposizione delle mani dell’arcivescovo Giovanni Marra, al quale era legato da un rapporto particolarmente stretto.
La sua formazione si è poi consolidata a Roma con il dottorato in Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana e con gli studi in Paleografia, Archivistica e Diplomatica presso gli archivi vaticani. Nel 2017 ha conseguito anche la licenza in Diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense. Dal 2009 è Cappellano di Sua Santità.
Tra Roma e Messina, il ministero pastorale di Di Pietro si è articolato attraverso incarichi differenti ma accomunati da una forte attenzione alla formazione e alla vita delle comunità. È stato aiuto cappellano nel carcere romano di Rebibbia, segretario particolare dell’arcivescovo Marra, collaboratore presso la Congregazione per i Vescovi e rettore del Seminario “San Pio X” di Messina. Dal 2017 è stato vicario generale dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, mentre nel 2018 Papa Francesco lo ha nominato vescovo ausiliare della stessa diocesi con sede titolare di Nicopoli all’Jantra.
Una Chiesa segnata dall’impegno sociale
La diocesi di Locri-Gerace rappresenta una delle realtà ecclesiali più significative del Mezzogiorno. Inserita nella provincia ecclesiastica di Reggio Calabria-Bova, abbraccia gran parte della Locride, territorio affacciato sul versante ionico della Calabria. La sede vescovile si trova a Locri, nella Cattedrale di Santa Maria del Mastro, mentre Gerace custodisce la storica Concattedrale di Santa Maria Assunta, tra i principali esempi di architettura romanica dell’Italia meridionale.
La diocesi vanta origini antichissime e nel corso degli anni ha assunto un ruolo centrale non soltanto dal punto di vista spirituale, ma anche sociale e civile. Diversi vescovi hanno promosso iniziative contro la povertà, l’emarginazione e la criminalità organizzata, contribuendo alla diffusione di una cultura della legalità e della solidarietà in un territorio complesso ma ricco di fermenti umani e religiosi.
Il profilo di mons. Di Pietro appare in linea con questa tradizione pastorale. Considerato un uomo di dialogo, formazione e ascolto, viene descritto come un pastore capace di coniugare rigore culturale e vicinanza alle persone. Il suo motto episcopale, “Vigilate mecum”, tratto dal Vangelo di Matteo nel racconto del Getsemani, sintetizza l’idea di una Chiesa che accompagna e condivide il cammino delle comunità, soprattutto delle persone più fragili.
Anche lo stemma episcopale richiama il suo legame con Messina e con il percorso spirituale maturato negli anni: il rosso e l’azzurro rappresentano l’amore di Dio e il riferimento alla città dello Stretto, mentre la croce, il Getsemani e la Madonna della Lettera evocano le radici ecclesiali e personali del nuovo vescovo.
L’ingresso ufficiale nella diocesi di Locri-Gerace è previsto entro i prossimi trenta-sessanta giorni, con una celebrazione solenne che dovrebbe svolgersi tra giugno e la prima metà di luglio nella Cattedrale di Locri. Un appuntamento che richiamerà fedeli, sacerdoti, vescovi e autorità civili dalla Calabria e dalla Sicilia e che segnerà l’inizio del nuovo ministero episcopale di mons. Cesare Di Pietro nella Chiesa locridea.






