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POLITICA

Messina. Consiglio comunale, Basile blinda l’aula con 20 seggi: ecco la nuova geografia politica

Il sindaco rieletto con il 58,42% costruisce una maggioranza ampia e compatta. Il centrodestra porta in aula nove rappresentanti con Scurria, il Pd salva tre posti. Tra ritorni, esclusioni eccellenti e sfide all’ultimo voto prende forma il nuovo volto del civico consesso

MESSINA – Più che il risultato del sindaco, a colpire è il nuovo assetto dell’aula consiliare. Federico Basile, riconfermato alla guida della città con 64.533 voti e il 58,42%, ottiene infatti una maggioranza ampia che ridisegna gli equilibri politici di Palazzo Zanca e consegna alla sua coalizione il controllo quasi totale del Consiglio comunale.

Il nuovo civico consesso sarà composto da 32 consiglieri e la distribuzione dei seggi conferma la forza della macchina elettorale costruita attorno al progetto politico di Basile e Cateno De Luca. Alla maggioranza andranno 20 posti, mentre all’opposizione ne spettano 12 considerando anche il seggio attribuito di diritto a Marcello Scurria come miglior candidato sindaco non eletto.

La nuova mappa del Consiglio comunale

La geografia politica dell’aula appare ormai definita:

Maggioranza Basile – 20 seggi

  • Sud chiama Nord: 7
  • Basile Sindaco: 4
  • Messina Protagonista: 3
  • Federico per Messina: 3
  • Amo Messina: 3

Opposizione – 12 seggi

  • Pd: 3
  • Fratelli d’Italia: 2
  • Popolari Autonomisti: 2
  • Scurria Sindaco: 2
  • Lega: 2
  • Marcello Scurria candidato sindaco: 1

Fuori dal Consiglio, invece, Liberi e Forti, nonostante alcuni innesti pesanti arrivati nelle ultime settimane di campagna elettorale.

L’aula blindata del sindaco

Il dato politico più evidente è proprio quello della maggioranza. Basile potrà contare su numeri solidi e su una composizione quasi totalmente riconducibile al suo blocco civico-politico, senza il contributo diretto dei partiti tradizionali del centrodestra che nel 2022 avevano invece avuto un ruolo nella coalizione vincente.

A trainare il risultato è ancora Sud chiama Nord, prima lista cittadina con il 14,26%. I sette consiglieri eletti sono Serena Giannetto, Nello Pergolizzi, Nicoletta D’Angelo, Massimiliano Minutoli, Antonella Feminò, Liana Cannata e Alessandra Calafiore. Alcuni nomi potrebbero però lasciare il seggio per tornare in giunta, aprendo così il meccanismo delle surroghe.

Quattro seggi vanno invece a Basile Sindaco con Nicola Maddocco, Calogero Brancatelli, Francesco Benedetto e Valentina Capone. Tre consiglieri ciascuno per Amo Messina, Federico per Messina e Messina Protagonista completano la pattuglia della maggioranza. Nel complesso emerge un Consiglio fortemente orientato verso l’area del sindaco, con una presenza significativa di amministratori uscenti, volti già noti dell’aula e figure vicine all’attuale governance cittadina.

Centrodestra seconda forza, ma senza sfondare

L’opposizione sarà guidata da Marcello Scurria, fermatosi al 26,9% nella corsa a sindaco ma comunque capace di portare in aula una rappresentanza consistente.

Fratelli d’Italia conquista due seggi e si conferma il partito più forte della coalizione di centrodestra. Tornano in aula Libero Gioveni e, salvo sorprese dell’ultima verifica, Dario Carbone, protagonista di un testa a testa fino all’ultimo voto con Debora Buda. Due seggi anche per Popolari Autonomisti, dove spiccano Benedetto Vaccarino e Anna Sorbello, mentre la lista Scurria sindaco porterà in Consiglio Simona Contestabile e Pippo Capurro.

La sorpresa finale arriva però dalla Lega. Il partito riesce infatti a superare di poco la soglia decisiva e ottiene un secondo consigliere: insieme ad Amalia Centofanti torna così in aula anche Cosimo Oteri, inizialmente dato fuori dai giochi.

Il Pd regge, ma ci sono esclusi eccellenti

Nel centrosinistra il Pd salva tre seggi e resta il principale riferimento dell’opposizione progressista. La più votata è Mariella Perrone, seguita da Alessandro Russo. Il dato che pesa maggiormente, però, riguarda Felice Calabrò. Uno dei nomi storici della politica messinese rischia infatti di restare fuori dal Consiglio comunale, diventando uno dei grandi esclusi di questa tornata elettorale.

Fuori anche altri consiglieri uscenti come Giandomenico La Fauci, Pasquale Currò e Giovanni Caruso, mentre nella galassia vicina a Basile non riescono a trovare spazio Pippo Trischitta, Raimondo Mortelliti e Giuseppe Schepis.

L’ultima verifica del seggio centrale

Adesso resta soltanto l’ultimo passaggio formale davanti al seggio centrale, chiamato a verificare preferenze e attribuzione definitiva dei posti in aula. Ma il quadro politico appare già chiaro: Basile non solo ha vinto le elezioni, ma avrà anche un Consiglio comunale numericamente solido e politicamente allineato, condizione che potrebbe garantire maggiore stabilità amministrativa rispetto alle precedenti consiliature.