FURCI SICULO – Una vicenda che ha avuto ripercussioni sia sul piano disciplinare che su quello giudiziario e che adesso è al centro di approfondimenti da parte delle autorità competenti. Riguarda alcuni episodi di bullismo denunciati da una famiglia nei confronti del proprio figlio, studente della sede di Furci Siculo dell’Istituto tecnico-professionale “Salvatore Pugliatti”, che sarebbero avvenuti durante un viaggio d’istruzione in Campania organizzato per gli alunni del secondo biennio delle sedi di Taormina e Furci Siculo.
I fatti sarebbero emersi soltanto nei giorni successivi al rientro della comitiva. Secondo quanto ricostruito, il ragazzo sarebbe stato ripetutamente preso di mira da tre studenti della stessa sede scolastica, uno maggiorenne e due minorenni, che avrebbero messo in atto comportamenti vessatori durante l’intera permanenza fuori regione. Gli episodi si sarebbero verificati sia all’interno della struttura alberghiera che durante gli spostamenti previsti dal programma della gita. A rendere ancora più delicata la situazione è stata la diffusione di alcuni video realizzati con i telefoni cellulari.
La denuncia e l’avvio delle indagini
Dopo avere visionato il materiale, i genitori dello studente hanno deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine. È stata così presentata una denuncia ai Carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti su delega della Procura della Repubblica per i minorenni e della Procura ordinaria.
L’attività investigativa dovrà chiarire l’esatta dinamica degli episodi segnalati e accertare eventuali responsabilità. Oltre ai tre studenti individuati come presunti autori delle vessazioni, l’attenzione si concentra anche sulla diffusione dei video. Non si esclude infatti che altri ragazzi possano avere contribuito alla condivisione dei contenuti, con possibili profili riconducibili al cyberbullismo.
Secondo quanto emerso, i tre studenti coinvolti avrebbero tentato di ridimensionare la vicenda, sostenendo che si fosse trattato di semplici scherzi. Una versione che non ha però impedito l’apertura delle indagini né l’adozione dei provvedimenti disciplinari da parte dell’istituto scolastico.
L’intervento dell’istituto
Una volta informata dell’accaduto, la dirigente scolastica Maria Magaraci ha immediatamente provveduto a segnalare i fatti alle autorità competenti, ritenendo doveroso l’intervento della scuola davanti a episodi di tale gravità. L’istituto ha quindi attivato tutte le procedure previste dal regolamento interno, aggiornato alle recenti disposizioni normative in materia, adottando fin da subito provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti coinvolti e avviando gli accertamenti previsti dall’iter scolastico.
La vicenda è stata quindi esaminata dagli organi collegiali dell’istituto attraverso un’apposita istruttoria nel corso della quale sono stati ascoltati anche gli studenti coinvolti. Al termine della procedura, il Consiglio di istituto ha deliberato l’applicazione della sanzione più severa prevista dal regolamento scolastico: l’allontanamento dalla comunità scolastica fino alla conclusione dell’anno e l’esclusione dagli scrutini finali.
Le conseguenze disciplinari
Il provvedimento comporta di fatto la non ammissione alla classe successiva per i tre studenti sanzionati. Una decisione che rappresenta il massimo intervento disciplinare previsto dall’istituto e che è stata adottata alla luce della gravità dei comportamenti contestati. Le recenti disposizioni nazionali prevedono inoltre che i periodi di allontanamento dalla scuola siano accompagnati da specifici percorsi di educazione civica e responsabilizzazione.
Mentre proseguono gli approfondimenti degli investigatori, resta al centro dell’attenzione la tutela dello studente coinvolto e la necessità di fare piena luce su quanto sarebbe accaduto durante il viaggio d’istruzione. Una vicenda che riporta l’attenzione sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo in ambito scolastico e sul ruolo delle istituzioni nel contrastare comportamenti che possono avere pesanti conseguenze sulle vittime.






