TAORMINA – Non solo la condanna per un gesto che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia, ma anche un appello a interrogarsi sulle radici di una violenza sempre più presente nei luoghi del divertimento giovanile. Dopo il grave episodio avvenuto nella notte all’uscita di un locale di Taormina, il sindaco Cateno De Luca richiama l’attenzione su un fenomeno che, a suo avviso, va ben oltre i confini della città e investe l’intero Paese. “Le immagini di quanto accaduto nella notte a Taormina sono inquietanti e non possono lasciare indifferenti. Come sindaco e come genitore provo sconcerto per un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Chi ha compiuto quel gesto deve essere individuato e perseguito con la massima severità”, afferma il primo cittadino, sottolineando la necessità che le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto e accertino tutte le responsabilità.
Per De Luca, tuttavia, limitarsi all’individuazione dell’autore del gesto rischierebbe di rappresentare una risposta insufficiente rispetto a una problematica che negli ultimi anni sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti in molte realtà del Paese. “Sarebbe riduttivo fermarsi alla ricerca del responsabile. Quanto accaduto deve spingerci a riflettere su un fenomeno che ormai attraversa molte realtà italiane. Sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza improvvisa, comportamenti irresponsabili e totale disprezzo per l’incolumità altrui nei luoghi del divertimento e della socialità giovanile”, osserva il sindaco. Una lettura che amplia il campo dell’analisi e che porta l’amministrazione comunale a considerare il caso di Taormina non come un episodio isolato, ma come il sintomo di un disagio più profondo che coinvolge l’intero tessuto sociale. “Non è un problema di una città o di un territorio. È una questione che riguarda l’intero Paese e che merita di essere affrontata senza ipocrisie”, aggiunge De Luca.
Nel suo intervento, il sindaco pone l’accento sulla necessità di un approccio multidimensionale che non si limiti agli aspetti repressivi. Pur ribadendo l’importanza di controlli efficaci, della presenza delle istituzioni e della certezza della pena, De Luca richiama l’attenzione sulle cause che possono alimentare comportamenti violenti e pericolosi tra i più giovani: “Servono controlli, serve la presenza dello Stato e servono pene certe. Ma serve anche il coraggio di guardare più in profondità -evidenzia il primo cittadino – Dietro questi episodi si intravedono forme di disagio giovanile, perdita di riferimenti educativi e una crescente incapacità di percepire le conseguenze delle proprie azioni”.
Da qui l’appello a investire maggiormente nella prevenzione e nell’educazione, individuate come strumenti fondamentali per contrastare alla radice fenomeni che rischiano di compromettere la sicurezza e la qualità della convivenza civile. “Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo che accade qualcosa di grave. Occorre investire nella prevenzione, nell’educazione, nei luoghi di aggregazione sana e nella costruzione di una cultura del rispetto”, prosegue. Particolare attenzione viene dedicata anche al tema della movida, che rappresenta uno degli elementi caratterizzanti della vita sociale e turistica di Taormina. Una realtà che, secondo De Luca, deve continuare a essere valorizzata, purché resti sinonimo di incontro, condivisione e crescita personale. “La movida è un valore quando significa incontro, socialità e crescita. Diventa un problema quando si trasforma in un contesto in cui qualcuno pensa di poter mettere a rischio la vita degli altri senza alcun rispetto per le regole”, sottolinea.
L’intervento si conclude con un messaggio che dal principale centro turistico della Sicilia vuole assumere una valenza nazionale: “Da Taormina vogliamo lanciare un messaggio chiaro: non serve soltanto indignarsi. Serve comprendere, prevenire e agire. Perché ciò che è accaduto qui potrebbe accadere in qualsiasi città italiana e nessuna comunità può permettersi di considerarsi immune da questo fenomeno”.






