Il bilancio del crollo della palazzina di Pistunina diventa sempre più grave. Nel tardo pomeriggio di ieri i vigili del fuoco hanno recuperato dalle macerie il corpo senza vita di Alessandra Frazzica, 21 anni, giovane messinese che lavorava come commessa in un bazar. Il riconoscimento è stato effettuato dalla madre. Alessandra è la terza vittima accertata della tragedia. Il suo corpo è stato individuato al termine di una complessa fase delle operazioni, condotte in uno scenario ancora segnato dalla presenza del fumo prodotto dall’incendio che continua a covare sotto i detriti. Restano tre le persone disperse, mentre circa 70 vigili del fuoco proseguono senza sosta le ricerche.
Parallelamente all’attività dei soccorritori, va avanti l’indagine coordinata dalla Procura di Messina. Al momento risultano indagate tre persone: due imprenditori ed un ingegnere, professionista legato da rapporti di parentela alla famiglia Leone.
Due corpi recuperati nella stessa giornata
Quello di Alessandra Frazzica è il secondo corpo estratto dalle macerie nel corso della giornata. Alle prime luci del mattino era stata recuperata Rosa Leone, sorella di Carmelo Leone, l’imprenditore trovato senza vita il giorno precedente e prima vittima accertata del crollo. Rosa Leone è stata riconosciuta dalla figlia Clelia. Al momento del cedimento dell’edificio la donna si trovava nell’abitazione insieme al marito, Santino Magazzù, che risulta ancora disperso. Nel giro di poche ore il numero delle vittime è così salito da una a tre. Un bilancio drammatico che accompagna il lavoro incessante dei soccorritori e l’attesa dei familiari delle persone che non sono state ancora rintracciate.
L’incendio sotto le macerie rallenta le operazioni
Le ricerche vengono condotte in condizioni particolarmente difficili. Oltre all’instabilità dell’area interessata dal crollo, le squadre devono fare i conti con il fumo provocato da un incendio ancora attivo sotto le macerie. Una situazione che rende più complicato l’avanzamento e impone continue verifiche per garantire la sicurezza del personale.
Sul posto operano squadre specializzate Usar, nuclei Nbcr, unità cinofile, droni e mezzi per il movimento terra. Ogni porzione dell’edificio viene esaminata sulla base della ricostruzione degli ambienti e delle indicazioni relative ai punti nei quali potrebbero trovarsi i dispersi. “L’attività di ricerca ha dato un risultato perché abbiamo recuperato un terzo corpo. Abbiamo completato le operazioni pochi minuti fa”, ha dichiarato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio, confermando il ritrovamento della giovane.
I soccorritori si spostano in un’altra zona
L’individuazione della terza vittima è avvenuta in un punto già considerato particolarmente significativo sulla base delle informazioni raccolte e della disposizione interna dell’edificio. Una volta raggiunta la zona, i vigili del fuoco hanno proceduto con cautela alla rimozione dei detriti e al recupero del corpo.
Le squadre si stanno adesso concentrando su un’altra parte delle macerie, nella quale si ritiene possano trovarsi altre persone. “Pensiamo di essere sulla strada giusta per lavorare il più rapidamente possibile”, ha spiegato Burgio. L’intervento continua alternando l’impiego dei mezzi meccanici alle operazioni manuali, indispensabili nelle aree più delicate e nei punti in cui una rimozione non controllata potrebbe provocare ulteriori cedimenti.
Tre persone ancora disperse
Dopo il recupero di Alessandra Frazzica, mancano ancora all’appello Sara Leone, Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, e Lhairu Warnakulasuriya, cittadino cingalese che lavorava come domestico e che si trovava con la famiglia. Per loro le ricerche continuano senza interruzioni. Le squadre specializzate esaminano ogni possibile spazio rimasto tra le macerie, cercando elementi utili a individuare la posizione dei dispersi. A Pistunina le ore trascorrono tra il rumore dei mezzi di soccorso e l’attesa dei familiari, mentre l’intera città segue con apprensione l’evoluzione delle operazioni.
L’indagine della Procura e i tre indagati
Accanto alle ricerche proseguono gli accertamenti giudiziari per ricostruire le cause del cedimento e verificare se vi siano eventuali responsabilità. Al momento sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta degli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì e dell’ingegnere Pietro Leone, professionista e congiunto della famiglia Leone. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto nell’ambito degli accertamenti e non equivale a una dichiarazione di responsabilità. La posizione di Panarello è legata alla circostanza che l’imprenditore aveva preso in affitto l’intero piano dell’edificio nel quale era prevista la realizzazione di una macelleria, attività che non verrà mai aperta a causa della tragedia. Pasquale D’Alì è invece il titolare dell’impresa alla quale erano stati affidati i lavori di ammodernamento dei locali. Pietro Leone era il professionista tecnico coinvolto nell’intervento.
Gli accertamenti sui lavori nell’edificio
L’inchiesta dovrà chiarire la natura delle opere eseguite, le condizioni strutturali dell’immobile e l’eventuale relazione tra i lavori e il crollo. Sarà necessario ricostruire nel dettaglio gli interventi effettuati nei locali, verificare la documentazione tecnica e amministrativa e accertare il rispetto delle autorizzazioni e delle prescrizioni previste. Le valutazioni saranno affidate anche agli approfondimenti tecnici disposti dall’autorità giudiziaria. Soltanto gli accertamenti potranno stabilire la dinamica del cedimento e individuare eventuali condotte penalmente rilevanti. Mentre la Procura lavora per dare una risposta alle cause della tragedia, la priorità sul luogo del crollo resta la ricerca delle tre persone ancora disperse. Le operazioni continueranno senza sosta, con l’obiettivo di raggiungere nel minor tempo possibile le aree nelle quali potrebbero trovarsi.






