TAORMINA – Da un grave episodio di cronaca che ha sconvolto la città a una richiesta di intervento nazionale sul tema della sicurezza nelle aree della movida. È il percorso intrapreso dal sindaco Cateno De Luca dopo quanto accaduto nella notte a Spisone, dove un’automobile si è scagliata contro un gruppo di giovani all’uscita della discoteca Ipanema, provocando il ferimento di uno dei presenti e facendo temere conseguenze ben più gravi.
Le immagini diffuse nelle ultime ore hanno fatto rapidamente il giro dei social e acceso il dibattito ben oltre i confini della città. Il video mostra infatti i momenti di tensione verificatisi lungo la statale 114, all’esterno del locale, dove nel caos seguito a una lite un’auto si dirige improvvisamente verso alcuni ragazzi travolgendone uno e generando scene di panico tra quanti si trovavano nella zona.
Un episodio che, secondo il primo cittadino, non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca e che impone una riflessione più ampia sul sistema di prevenzione e controllo nelle aree frequentate dai giovani durante le ore notturne.
La lettera al Governo dopo il caso di Taormina
Per questo motivo De Luca ha indirizzato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al prefetto e, per conoscenza, al presidente dell’Anci, chiedendo un incontro urgente per affrontare il tema della sicurezza nei pressi dei locali di intrattenimento.
Nella missiva il sindaco richiama proprio quanto accaduto a Taormina come esempio di una problematica che riguarda molte città italiane.
“Nelle scorse ore il nostro territorio è stato teatro di un episodio gravissimo che solo per una fortunata coincidenza non si è trasformato in una tragedia con conseguenze irreparabili. Un’autovettura si è scagliata contro un gruppo di giovani all’esterno di un locale notturno dopo una lite. Ci sono stati dei feriti, ma soprattutto vi è stata la concreta possibilità che si verificasse una strage”.
Per De Luca il fatto rappresenta il sintomo di una situazione che si ripete sempre più frequentemente: tensioni che nascono all’interno dei locali e che successivamente si trasferiscono all’esterno, degenerando in aggressioni, risse, danneggiamenti e comportamenti pericolosi per l’incolumità pubblica.
“I Comuni non possono affrontare da soli questi fenomeni”
Nella sua riflessione il sindaco evidenzia come il quadro attuale richieda strumenti più efficaci rispetto a quelli oggi a disposizione delle amministrazioni locali. “È evidente – scrive De Luca – che il sistema di sicurezza attualmente previsto non è più sufficiente ad affrontare fenomeni che si sviluppano ben oltre i confini fisici delle attività di intrattenimento” .
Pur riconoscendo il ruolo attribuito ai sindaci quali autorità locali di sicurezza, il primo cittadino sottolinea che fenomeni di questa portata richiedono il coinvolgimento diretto dello Stato. “Amministratori comunali e Polizie locali non possono essere lasciati soli di fronte a fenomeni che richiedono strumenti, uomini e competenze che appartengono alla sfera delle responsabilità dello Stato”. Da qui la richiesta di aprire un confronto operativo con il Governo nazionale e con l’Anci per individuare nuove strategie di prevenzione e controllo.
La proposta: estendere la vigilanza anche all’esterno dei locali
Tra le ipotesi avanzate dal sindaco vi è quella di approfondire la possibilità di ampliare gli obblighi di vigilanza e sicurezza a carico dei gestori delle attività di intrattenimento. Secondo De Luca, infatti, una parte consistente degli episodi più gravi si verifica proprio nelle aree immediatamente esterne ai locali, dove spesso vengono meno le misure di controllo presenti all’interno.
Per questo il sindaco propone di valutare l’introduzione di adeguate misure organizzative e di vigilanza anche negli spazi limitrofi alle attività, ferma restando la necessità di verificare attentamente la sostenibilità giuridica, organizzativa ed economica di eventuali nuove disposizioni.
“Occorre individuare soluzioni nuove e coraggiose. Il momento – sottolinea nella lettera – impone di affrontare il problema senza pregiudizi e senza rinvii”.
L’appello: “I giovani hanno diritto a divertirsi in sicurezza”
Nella parte conclusiva della missiva il sindaco assume toni ancora più netti, richiamando il dovere delle istituzioni di intervenire prima che si verifichino tragedie. “Da padre, prima ancora che da sindaco, sento il dovere di affermare con forza che non possiamo attendere il prossimo morto per intervenire”.
De Luca rivendica il diritto dei giovani a vivere momenti di svago in condizioni di sicurezza, quello delle famiglie a poter contare su contesti protetti e quello degli amministratori locali a disporre degli strumenti necessari per garantire ordine pubblico e tutela della collettività.
“I nostri giovani hanno il diritto di divertirsi in sicurezza. Le famiglie hanno il diritto di sapere che i propri figli possono trascorrere una serata fuori senza rischiare di trovarsi coinvolti in episodi di violenza incontrollata”.
Un caso diventato nazionale
L’episodio di Taormina ha ormai superato la dimensione locale trasformandosi in un caso di rilievo nazionale. Le immagini diffuse dal sindaco hanno infatti alimentato un ampio dibattito sui temi della sicurezza urbana e della gestione delle aree della movida nelle principali città italiane.
Nel pomeriggio lo stesso Cateno De Luca è intervenuto su Rete 4, ospite della trasmissione di attualità “Diario del giorno” che ha dedicato spazio alla vicenda, portando all’attenzione del pubblico nazionale quanto accaduto a Taormina e rilanciando la richiesta di un confronto urgente con il Governo sulle misure da adottare per prevenire episodi analoghi.






