CRONACA

Ninni Panzera, il visionario che ha fatto grande Taormina Arte: si spegne uno dei protagonisti della cultura siciliana

Per oltre quarant'anni ha guidato, dietro le quinte, la crescita del Festival di Taormina, contribuendo a trasformarlo in una vetrina internazionale

TAORMINA – Per oltre quarant’anni è stato uno degli uomini simbolo della cultura siciliana, il regista silenzioso di una delle manifestazioni che hanno portato il nome della Sicilia nel mondo. Antonino “Ninni” Panzera ha accompagnato la crescita di Taormina Arte, trasformandola in un punto di riferimento internazionale dello spettacolo, del cinema, della musica e del teatro, senza mai cercare il palcoscenico ma costruendolo, giorno dopo giorno, con competenza, intuizione e una straordinaria capacità di creare relazioni. Si è spento al Policlinico di Messina, dopo un breve ricovero, a pochi giorni dal suo settantaduesimo compleanno, lasciando un vuoto profondo nel panorama culturale italiano.

Il suo nome resta indissolubilmente legato a Taormina Arte, della quale è stato storico segretario generale dal 1987 al 2021, ma il suo contributo va ben oltre il Festival. Panzera è stato tra gli artefici della rinascita culturale di Messina attraverso la Saletta Milani, il Messina Film Festival e, più recentemente, il Messina Cinema & Opera Film Festival. Ogni progetto portava la sua impronta: quella di un organizzatore rigoroso, di un uomo di cinema e di un intellettuale capace di trasformare le idee in istituzioni destinate a durare nel tempo.

L’uomo che ha scritto la storia di Taormina Arte

L’avventura di Ninni Panzera a Taormina Arte iniziò nel 1987. Arrivò come esperto di contratti, ma ben presto divenne il perno dell’intera organizzazione, assumendo il ruolo di segretario generale e accompagnando la crescita della manifestazione fino al pensionamento, nel luglio del 2021. Sono stati gli anni della definitiva consacrazione internazionale del Festival. Sul palcoscenico del Teatro Antico si sono alternati artisti, registi, musicisti e direttori d’orchestra di fama mondiale, mentre dietro le quinte Panzera lavorava con discrezione, costruendo rapporti, affrontando problemi organizzativi e contribuendo a dare continuità a una manifestazione che è diventata uno dei simboli della cultura italiana.

Nel ripercorrere la sua esperienza ricordava con orgoglio produzioni come il Lohengrin diretto da Giuseppe Sinopoli, il Liolà interpretato da Gigi Proietti e le esibizioni di Leonard Bernstein, Zubin Mehta, Riccardo Muti e Lorin Maazel. Ma ricordava anche gli anni più difficili, quelli della crisi economica e istituzionale dell’Ente, che lui stesso definiva “l’attraversamento del deserto”, affrontati senza mai smettere di credere nel futuro di Taormina Arte.

Le tre patrie di una vita dedicata alla cultura

Panzera amava definirsi “figlio di tre patrie”. La prima era Palizzi, in provincia di Reggio Calabria, dove nacque e dove, ancora bambino, si innamorò del cinema entrando per la prima volta in una sala insieme al padre. La seconda era Messina, città nella quale arrivò negli anni Settanta come studente universitario, laureandosi in Giurisprudenza e scegliendo di costruire qui gran parte del proprio percorso professionale. La terza era Taormina, destinata a diventare il luogo della sua piena realizzazione. L’attività forense non bastò mai a soddisfarlo. La cultura rappresentava la sua vera vocazione. Da quel momento ogni energia venne dedicata alla costruzione di progetti capaci di valorizzare il territorio e di creare occasioni di crescita attraverso il cinema, il teatro e lo spettacolo.

La Saletta Milani e il rilancio del cinema a Messina

Prima ancora di diventare il volto organizzativo di Taormina Arte, Panzera aveva già lasciato un segno profondo nella vita culturale messinese. Fu tra i fondatori del Circolo Milani e della storica Saletta Milani, piccolo spazio che per oltre vent’anni rappresentò un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati di cinema. Da quella sala passarono grandi registi internazionali come Werner Herzog, Peter Greenaway ed Edgar Reitz, contribuendo ad aprire Messina ai linguaggi del cinema d’autore.

Nel 1995 diede vita al Messina Film Festival, dedicato al giovane cinema italiano, manifestazione che riuscì rapidamente ad acquisire una dimensione nazionale e che contribuì a rafforzare il ruolo della città nel panorama cinematografico italiano.

Un innovatore che non ha mai smesso di progettare

Il pensionamento non segnò la fine della sua attività. Al contrario, Panzera continuò a immaginare nuove iniziative e a promuovere il cinema con lo stesso entusiasmo di sempre. Tra le sue ultime intuizioni figura la Casa del Cinema di corso Umberto a Taormina, pensata come luogo della memoria del Festival e spazio permanente dedicato alla storia del cinema nella città. Proprio durante l’ultima edizione del Taormina Film Festival era stato visto in quei locali, continuando a seguire con passione l’evoluzione di un mondo che aveva contribuito a costruire.

Nel 2023 rilanciò inoltre il festival cittadino con il Messina Cinema & Opera Film Festival, dedicato al rapporto tra cinema e opera lirica. Il progetto ottenne un importante riconoscimento internazionale entrando nel Music Film Festival Network europeo. L’anno successivo fu nominato presidente del raggruppamento Cinema e Audiovisivo della CNA Sicilia, ulteriore conferma dell’autorevolezza conquistata nel settore.

Il cordoglio del mondo della cultura

La scomparsa di Panzera ha suscitato profonda commozione nel mondo delle istituzioni culturali. La Fondazione Taormina Arte Sicilia ha ricordato come abbia dedicato oltre quarant’anni della propria vita professionale alla crescita dell’Ente, contribuendo in maniera determinante al suo prestigio nazionale e internazionale. Il sovrintendente Felice Panebianco e il commissario straordinario Bernardo Campo hanno sottolineato che il suo nome resterà indissolubilmente legato ai grandi successi del Festival, ricordandone la competenza, la passione, la capacità organizzativa e l’umanità, qualità che hanno fatto di lui un punto di riferimento per generazioni di operatori culturali.

Parole di profonda stima sono arrivate anche da Mauro Passalacqua, ex sindaco di Taormina ed ex presidente di Taormina Arte, che ha ricordato Panzera come una persona “riservata, calma e gentile”, capace di lavorare con rigore assoluto e di affrontare con determinazione le difficoltà attraversate dalla Fondazione. Passalacqua ha anche rinnovato il rammarico per il mancato conferimento della cittadinanza onoraria di Taormina, che a suo giudizio avrebbe rappresentato un doveroso riconoscimento per quanto fatto in favore della città.

Anche il sindaco di Messina, Federico Basile, ha espresso il cordoglio dell’Amministrazione comunale, definendo Panzera una delle personalità culturali più autorevoli della città e ricordando il suo determinante contributo alla promozione dell’immagine di Messina e della Sicilia attraverso il cinema, lo spettacolo e le numerose iniziative culturali promosse nel corso della sua carriera.

Un’eredità destinata a rimanere

Anche la Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina ha annunciato un omaggio alla memoria di Ninni Panzera. Una delle serate dell’edizione in programma sarà dedicata alla sua figura e al suo straordinario contributo alla diffusione della cultura cinematografica. Era già prevista la consegna del Premio “Regina del Peloro”, riconoscimento alla sua lunga attività nel mondo del cinema e dello spettacolo.

Con Ninni Panzera scompare uno dei protagonisti della stagione più importante vissuta dalla cultura siciliana negli ultimi decenni. Restano i festival che ha contribuito a far crescere, le istituzioni che ha rafforzato, le idee che ha trasformato in realtà e una visione della cultura come strumento di sviluppo, dialogo e apertura al mondo. È questa l’eredità più preziosa che lascia a Taormina, a Messina e all’intera Sicilia.