Fondazione Taormina Arte Sicilia
Fondazione Taormina Arte Sicilia
Cronaca

Acquedolci, maxi-trappola per cinghiali sequestrata dalla Polizia Metropolitana

La gabbia artigianale era armata, funzionante e priva di autorizzazioni. È il quinto dispositivo di questo tipo individuato nel Messinese nell'ultimo mese

ACQUEDOLCI – Una maxi-gabbia artigianale, armata e pronta a scattare per la cattura di cinghiali è stata scoperta e sequestrata dalla Polizia Metropolitana di Messina nelle campagne di Acquedolci. Il dispositivo, privo di autorizzazioni e contrassegni è stato individuato in contrada Badetta, nei pressi della Fiumara Furiano, durante i controlli intensificati in occasione della preapertura della stagione venatoria. A individuare la struttura sono stati gli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria del Corpo, impegnati in una perlustrazione a piedi in un’area boscosa e particolarmente impervia. La trappola, realizzata in ferro e di notevoli dimensioni, era munita di paratie a ghigliottina e di un meccanismo di scatto a molla perfettamente funzionante. Un sistema che, al momento del ritrovamento, risultava armato e quindi potenzialmente in grado di catturare fauna selvatica di taglia medio-grande.

Gli accertamenti effettuati presso la ripartizione faunistico venatoria di Messina e l’assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste hanno consentito di verificare che per la gabbia non era stata rilasciata alcuna autorizzazione. Gli approfondimenti hanno inoltre escluso che il dispositivo facesse parte delle attrezzature impiegate nell’ambito dei piani autorizzati per il contenimento dei suini selvatici o delle attività connesse all’emergenza della Peste Suina Africana. Prima di procedere alla rimozione, gli agenti hanno organizzato un servizio di osservazione e appostamento, protrattosi per diverse ore, con l’obiettivo di individuare eventuali persone riconducibili all’installazione o all’utilizzo della trappola. Nessuno, tuttavia, si è presentato nell’area. Considerato anche il pericolo rappresentato dal dispositivo per la fauna, il meccanismo è stato quindi disattivato e la struttura rimossa.

La gabbia è stata sottoposta a sequestro e un’informativa di reato a carico di ignoti è stata trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti. Il ritrovamento di Acquedolci assume particolare rilievo anche per la frequenza con cui dispositivi analoghi stanno emergendo nel territorio messinese, si tratta infatti del quinto sequestro di una maxi-trappola eseguito dalla Polizia Metropolitana nell’arco dell’ultimo mese. Gli altri interventi hanno interessato i territori di Mazzarrà Sant’Andrea, Castroreale e Montagnareale.Un fenomeno che pone questioni non soltanto sotto il profilo della tutela della fauna e del contrasto al bracconaggio. La cattura clandestina degli animali selvatici può infatti sottrarre gli esemplari ai controlli sanitari previsti dalla normativa e, nell’eventualità di una successiva macellazione abusiva, alimentare circuiti illegali di commercializzazione delle carni. Prodotti privi delle verifiche veterinarie e igienico-sanitarie necessarie potrebbero così rappresentare anche un potenziale rischio per la salute dei consumatori. Per questo motivo i servizi della Polizia Metropolitana proseguiranno nelle zone considerate maggiormente esposte al fenomeno, attraverso controlli su persone, veicoli e siti sensibili. L’attività faunistica rientra in un più ampio dispositivo di vigilanza che negli ultimi mesi ha interessato anche la tutela ambientale, la prevenzione degli incendi e la sicurezza stradale.

Sul versante ambientale sono state sottoposte a verifica diverse attività produttive e industriali, con l’accertamento di irregolarità amministrative e, nei casi previsti, l’adozione dei relativi provvedimenti e delle prescrizioni stabilite dalla normativa. Ulteriori controlli hanno riguardato opere e trasformazioni del territorio potenzialmente in grado di incidere sull’ambiente e sulle bellezze naturali, alcune delle quali eseguite con l’impiego di mezzi meccanici. Le violazioni aventi rilevanza penale sono state segnalate all’Autorità giudiziaria. Durante i mesi estivi particolare attenzione è stata inoltre riservata alla prevenzione degli incendi boschivi, soprattutto nelle aree considerate maggiormente vulnerabili e nel comprensorio dei Nebrodi, dove le condizioni climatiche hanno aumentato il rischio di propagazione delle fiamme. Intensa anche l’attività sul fronte della sicurezza stradale. Nel solo mese di agosto sono stati controllati circa 200 veicoli e 300 persone, con sanzioni complessivamente superiori a 20 mila euro. Tra le violazioni maggiormente riscontrate figurano la mancata revisione dei mezzi, l’assenza o l’irregolarità della copertura assicurativa, la guida con patente scaduta, l’uso del telefono cellulare durante la marcia e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.

Nel corso dell’estate il corpo ha inoltre supportato le Polizie Locali dei Comuni della provincia durante manifestazioni ed eventi che hanno richiesto un potenziamento dei servizi di viabilità e sicurezza. I servizi, coordinati dal comandante della Polizia Metropolitana, colonnello Domenico Martino, sono stati organizzati privilegiando una presenza mirata nelle aree caratterizzate dalle maggiori criticità operative. “L’attività di controllo svolta in questi mesi testimonia l’importanza di una presenza concreta e costante sul territorio – ha sottolineato il sindaco metropolitano Federico Basile –. La tutela della fauna e dell’ambiente, la sicurezza della circolazione e la collaborazione con i Comuni sono ambiti nei quali la Polizia Metropolitana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più incisivo”. I controlli continueranno anche nelle prossime settimane, con particolare attenzione alle aree della provincia maggiormente esposte a fenomeni di bracconaggio e alle criticità di carattere ambientale e viario.