La Regione Siciliana si prepara a chiedere la costituzione di parte civile nel procedimento penale che coinvolge l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata. La proposta sarà sottoposta domani alla giunta, dopo che Palazzo d’Orléans è intervenuto per chiarire le ragioni della mancata costituzione dell’amministrazione regionale nella fase fin qui celebrata. Secondo quanto precisato dalla Presidenza della Regione, né l’amministrazione siciliana né l’Avvocatura dello Stato avrebbero ricevuto comunicazioni relative alla data di fissazione dell’udienza o al capo d’imputazione. Una circostanza che, secondo Palazzo d’Orléans, spiegherebbe anche l’assenza di un parere dell’Avvocatura dello Stato sul procedimento.
Il governo regionale ha comunque annunciato l’intenzione di procedere a tutela degli interessi dell’ente. La proposta di costituzione di parte civile sarà quindi esaminata nella seduta di giunta prevista per domani, in linea, sottolinea Palazzo d’Orléans, con un orientamento già manifestato e con quanto avvenuto per altri coindagati.
Il procedimento e le contestazioni
Al centro del processo c’è l’ipotesi di corruzione formulata dalla Procura di Palermo nei confronti di Elvira Amata. Secondo l’accusa, l’assessora avrebbe ottenuto dall’imprenditrice Marcella Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker, l’assunzione del nipote Tommaso Paolucci tra settembre 2023 e marzo 2024 e il pagamento delle spese per il suo soggiorno a Palermo, per un importo indicato dagli inquirenti in 4.590,90 euro più Iva.
La Procura ritiene che tali utilità sarebbero state connesse alla concessione di un finanziamento pubblico da 30 mila euro destinato alla manifestazione “Donna, Economia e Potere”, promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario. Si tratta della ricostruzione accusatoria che dovrà essere sottoposta al vaglio del dibattimento e sulla quale l’assessora contesta ogni addebito.
Amata, esponente di Fratelli d’Italia, ha infatti sempre respinto le accuse e sostenuto la propria estraneità ai fatti. Dopo il rinvio a giudizio aveva inoltre comunicato di avere rimesso al partito il mandato di assessora, affidando al processo il chiarimento della propria posizione. La posizione di Marcella Cannariato ha seguito invece un diverso percorso processuale dopo la scelta del rito abbreviato. L’imprenditrice è stata condannata in primo grado a due anni e sei mesi per corruzione.
Il processo e i testimoni
Nel procedimento sono stati indicati diversi testimoni. Tra quelli inseriti nella lista della difesa figurano anche il presidente della Regione Renato Schifani e il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. La Procura ha a sua volta depositato la propria lista testimoniale e la documentazione investigativa acquisita nel corso delle indagini. La vicenda giudiziaria assume inevitabilmente rilievo anche sul piano istituzionale, considerato il ruolo ricoperto da Amata all’interno del governo regionale. È in questo quadro che si inserisce la decisione annunciata da Palazzo d’Orléans sulla costituzione di parte civile.
La posizione di Palazzo d’Orléans
Il punto sul quale insiste la Presidenza della Regione riguarda le comunicazioni relative al procedimento. Palazzo d’Orléans afferma che non sarebbe mai pervenuta alla Regione né all’Avvocatura dello Stato la notifica della data dell’udienza o del capo d’imputazione e che, di conseguenza, non sarebbe stato acquisito alcun parere dell’Avvocatura. La giunta sarà adesso chiamata a formalizzare l’indirizzo dell’esecutivo. Resta da verificare, sotto il profilo strettamente processuale, la possibilità e le modalità con cui la Regione potrà formalizzare la propria costituzione di parte civile. Un aspetto che sarà valutato nelle sedi competenti e che accompagna un procedimento destinato ad avere particolare attenzione anche per le sue implicazioni istituzionali.






