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Messina, i No Ponte tornano in piazza per il grande corteo cittadino contro l’opera

L'approvazione del Cipess riaccende la protesta degli attivisti. Sabato 9 agosto la mobilitazione per difendere territorio, diritti e risorse

MESSINA – Mentre il governo celebra l’approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto da parte del Cipess ed il vicepremier Matteo Salvini ribadisce la volontà di far partire i cantieri entro l’autunno, cresce la mobilitazione di chi si oppone alla grande opera. Sabato 9 agosto, con partenza da piazza Cairoli alle ore 18, l’assemblea No Ponte scenderà in piazza a Messina con un corteo cittadino che intende riaffermare il rifiuto netto e radicato ad un progetto definito “fallimentare, insostenibile e pericoloso”.

La manifestazione si svolgerà lungo un percorso simbolico e strategico tramite cui da piazza Cairoli, cuore pulsante della città, i partecipanti si muoveranno verso via Tommaso Cannizzaro, via Centonze, via Geraci, via Cesare Battisti, via Primo Settembre, fino a raggiungere piazza Duomo, dove si concluderà l’iniziativa.

Le accuse: propaganda, militarizzazione e priorità stravolte

Al centro delle critiche del movimento, l’accusa di riservare risorse pubbliche alla realizzazione del ponte a discapito di interventi ritenuti prioritari per il Mezzogiorno come sanità, istruzione, acquedotti, manutenzione del territorio e potenziamento del trasporto locale. A fomentare gli animi degli attivisti l’inserimento del progetto dal governo tra le opere di interesse strategico militare, scelta che consentirebbe di accedere a fondi e procedure agevolate, a discapito delle reali necessità delle comunità coinvolte.

“Una follia cementizia e bellica”, così i promotori del corteo definiscono il Ponte, accusando i fautori dell’opera di voler investire miliardi in un’infrastruttura “inutile e dannosa” mentre “in Sicilia si raziona l’acqua, i porti restano obsoleti e la rete ferroviaria è ancora largamente insufficiente”.

Accorinti: “Non siamo quelli del no. Siamo quelli del sì, ma non al Ponte”

Tra le voci critiche più autorevoli che si sono distinte tra le opposizioni, nella giornata di approvazione del progetto da parte del Cipess coincisa con la presenza del vicepremier Salvini a Messina, anche quella dell’ex primo cittadino di Renato Accorinti, figura storica del movimento ambientalista da sempre in prima linea contro il progetto: “Non siamo quelli del no, ha dichiarato nei giorni scorsi, ma quelli del sì alle opere realmente necessarie come scuole, strade, acquedotti, treni, ospedali”, ha dichiarato Accorinti.

Denunciato le gravi carenze infrastrutturali della Sicilia, a partire dalla fragilità della rete ferroviaria ha poi aggiunti: “Viaggiamo ancora su linee a binario unico. In molte aree i treni non arrivano nemmeno. E il sistema idrico è in condizioni drammatiche. In alcune zone l’acqua arriva una volta a settimana, mentre i lavori del ponte porterebbero via quotidianamente il 20% del fabbisogno idrico di Messina.”

Una resistenza che dura da vent’anni

Il corteo del 9 agosto si inserisce in un ciclo di mobilitazioni che dura da quasi vent’anni e cheche punta a connettere lotte territoriali, ambientaliste e pacifiste. “Il futuro dello Stretto – affermano gli attivisti – non lo decidono le multinazionali, i generali o Salvini, ma le comunità che lo abitano.” L’appuntamento rappresenterà un nuovo passo per una battaglia che non accenna a spegnersi, in un’estate che per molti non è solo di passione climatica, ma anche di resistenza civile.