Sanremo non inizia con le luci accese e l’orchestra che attacca la prima nota. Inizia prima. Inizia nella calma apparente del mattino, davanti al Teatro Ariston, quando tutto sembra immobile ma in realtà ogni cosa è già in movimento. È proprio da qui che Sophia Stella Filistad ha raccontato l’atmosfera delle ore che precedono il debutto ufficiale del Festival. Fuori dal teatro l’atmosfera è composta, quasi sospesa. I primi fan prendono posto dietro le transenne, le troupe completano l’allestimento tecnico, gli addetti ai lavori entrano ed escono con il pass al collo e lo sguardo concentrato. È una normalità solo apparente, perché si percepisce chiaramente che non si tratta di un giorno qualunque. La vera tensione, però, non è visibile a occhio nudo. È all’interno dell’Ariston e negli hotel della città. È nelle stanze dove gli artisti ripassano i testi un’ultima volta, nelle prove audio in cui si aggiusta una tonalità, si definisce una luce, si corregge un dettaglio. Questa è l’ultima finestra temporale in cui è ancora possibile intervenire. Da stasera ogni esibizione sarà definitiva.






