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Musolino candidata sindaca per Messina, Faraone accelera sulle amministrative

Il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista punta su due candidature femminili (Lala ad Agrigento) e sollecita un centrosinistra largo, senza veti e con una scelta rapida per vincere

MESSINA – La prima mossa è politica, ma anche simbolica: mettere al centro Dafne Musolino per Messina e, in parallelo, indicare Roberta Lala per Agrigento. Davide Faraone sceglie di uscire allo scoperto e di imprimere un’accelerazione al confronto nel centrosinistra in vista delle prossime elezioni amministrative, ponendo sul tavolo due nomi femminili per guidare due città chiave della Sicilia.

Il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista non si limita a indicare candidature, ma traccia una linea strategica precisa: allargare la coalizione, superare diffidenze e preclusioni e puntare su figure autorevoli, capaci di intercettare consenso oltre i confini tradizionali dell’area riformista e progressista.

L’asse Messina-Agrigento e la strategia del campo largo

“Noi continuiamo a pensare che sia necessario allargare la coalizione di centrosinistra, coinvolgendo tutte le energie civiche disponibili, senza preclusioni ideologiche e senza veti incrociati”, afferma Faraone, rilanciando la necessità di un campo largo competitivo.

Il messaggio è rivolto agli alleati ma anche ai movimenti civici e alle realtà territoriali che potrebbero fare la differenza nelle urne. Secondo Faraone, la vittoria non passa soltanto dall’accordo tra partiti, ma dalla capacità di costruire una proposta politica inclusiva e credibile.

“Queste elezioni si vincono con alleanze larghe, ma anche con candidature autorevoli e di rottura, capaci di parlare oltre i confini tradizionali delle forze riformiste e progressiste”, sottolinea, legando in modo diretto il tema dell’unità a quello della qualità dei candidati.

Musolino, profilo radicato e consenso trasversale

Per Messina il nome indicato è quello di Dafne Musolino. Senatrice, con un percorso amministrativo e politico già consolidato, Musolino viene descritta come una figura “autorevole e profondamente radicata nella città”.

Faraone ne evidenzia il profilo istituzionale e la presenza costante sul territorio, definendola “donna di esperienza, forte, coraggiosa, competente, con la capacità di intercettare un consenso ampio”. Un identikit che punta a proporla non solo come candidata di una parte, ma come figura in grado di parlare a un elettorato più vasto, intercettando mondi diversi della società messinese.

La richiesta è chiara: aprire “un confronto serio nella coalizione” su questo nome, evitando lungaggini e tatticismi che potrebbero indebolire il fronte progressista.

Lala ad Agrigento e l’attacco alla continuità

Parallelamente, per Agrigento, Italia Viva propone Roberta Lala. Una candidatura che, nelle parole di Faraone, rappresenterebbe una netta discontinuità rispetto all’attuale amministrazione.

Lala “in questi anni si è distinta per battaglie nette e coerenti contro una pessima amministrazione, incapace persino di valorizzare fino in fondo il progetto Agrigento Capitale”, afferma il vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, puntando il dito contro quella che ritiene una gestione inefficace della città.

Nel mirino finisce anche la candidatura di Calogero Sodano, definito un “dinosauro”. “A volte ritornano”, osserva Faraone, marcando la distanza tra la proposta riformista e quella che viene considerata una riproposizione del passato.

Due donne per vincere, non per partecipare

La scelta di indicare Musolino e Lala assume anche una valenza politica più ampia. “Mettiamo sul tavolo due donne per guidare due città importanti”, rimarca Faraone, sottolineando la volontà di imprimere un segnale di rinnovamento e leadership femminile.

Ma il punto centrale resta la competitività. “Adesso serve una scelta rapida. E soprattutto serve che prevalga la voglia di vincere, non quella di limitarsi a partecipare”, conclude.

Un appello diretto alla coalizione, chiamata a decidere in tempi brevi e a evitare divisioni interne che potrebbero compromettere la sfida elettorale. La partita per Messina e Agrigento è appena entrata nel vivo, e la mossa di Faraone punta a spostare l’asse del confronto su candidature forti e su un’alleanza capace di presentarsi unita al voto.