cronaca

Forza d’Agrò. Sospeso dalla Prefetta il sindaco Miliadò (ai domiciliari), stop anche a due consiglieri

l provvedimento dopo l’inchiesta sulle false residenze: domiciliari per il primo cittadino e Di Cara, divieto di dimora per Bondì

FORZA D’AGRÒ – Il sindaco Bruno Miliadò è stato sospeso dalla carica dopo l’esecuzione di una misura cautelare che lo vede agli arresti domiciliari. Con lui, stop anche per due consiglieri comunali, mentre sul piccolo centro jonico si abbatte una vicenda giudiziaria destinata a segnare profondamente l’assetto politico e amministrativo.

Il provvedimento della Prefettura

La sospensione è stata disposta dal prefetto di Messina in applicazione dell’articolo 11 del decreto legislativo 235 del 2012, norma che prevede l’automatica sospensione degli amministratori locali coinvolti in determinati procedimenti penali. Il provvedimento riguarda, oltre al primo cittadino rieletto nel giugno 2024 per il secondo mandato consecutivo, anche i consiglieri Emanuele Giuseppe Di Cara e Joseph Bondì. L’atto prefettizio, già trasmesso al Comune per l’esecuzione, determina l’immediata interruzione delle funzioni, aprendo una fase delicata per la gestione dell’ente.

L’inchiesta sulle false residenze

Alla base della sospensione c’è un’inchiesta della Procura della Repubblica di Messina che ipotizza un sistema organizzato finalizzato alla creazione di false attestazioni di residenza. Le accuse contestate fanno riferimento, tra gli altri, ai reati di falso e associazione per delinquere, delineando un quadro investigativo complesso. Nel dettaglio, l’ordinanza cautelare ha disposto gli arresti domiciliari per Bruno Miliadò e per il consigliere Di Cara, mentre nei confronti di Bondì è stato applicato il divieto di dimora.

Le ricadute sull’amministrazione

La sospensione del sindaco e di due componenti del consiglio comunale apre inevitabilmente una fase critica per Forza d’Agrò, sia sul piano istituzionale che politico. L’ente dovrà ora riorganizzarsi per garantire la continuità amministrativa, mentre resta alta l’attenzione sugli sviluppi dell’indagine. Una vicenda che riporta al centro il tema della legalità nella gestione della cosa pubblica e che potrebbe avere ulteriori conseguenze sull’equilibrio amministrativo del Comune nei prossimi giorni.