Prosegue con un nuovo, significativo avanzamento il progetto umanitario “Cuori Ribelli”, iniziativa di alto profilo sanitario e sociale ideata dall’associazione Una Voce per Padre Pio, guidata da Enzo Palumbo e sostenuta dalla direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina. Un percorso che unisce competenze mediche, solidarietà internazionale e cooperazione sanitaria, con l’obiettivo di garantire cure salvavita ai bambini affetti da cardiopatie congenite nei paesi dell’Africa subsahariana. Il progetto, che vede il coinvolgimento diretto della cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, diretta dal dottor Sasha Agati ed il supporto istituzionale dell’Asp di Messina, rappresentata dal direttore generale Giuseppe Cucci, dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta e dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi, ha recentemente compiuto un ulteriore passo in avanti con una missione esplorativa in Costa d’Avorio.
Nel corso dell’ultima settimana, presso l’ospedale “Il Paradiso di Padre Pio” di Bonoua, l’équipe medica, in sinergia con i colleghi camerunesi, ha sottoposto a screening clinico oltre 50 bambini. Un dato che testimonia non solo l’urgenza del bisogno sanitario, ma anche l’efficacia dell’azione sul campo, tutti i piccoli pazienti visitati saranno infatti inseriti nel programma operatorio previsto entro la fine dell’anno, entrando così nel percorso di cura strutturato dal progetto. Un momento simbolico ha accompagnato la partenza della missione, con il saluto del cantante Sal Da Vinci, da tempo vicino all’associazione, che ha voluto esprimere il proprio sostegno ai medici impegnati in prima linea, sottolineando il valore umano e sociale dell’iniziativa. L’attività dell’associazione in Costa d’Avorio ed in particolare nella capitale Abidjan, si è nel tempo consolidata in una presenza concreta ed articolata. Accanto all’azione sanitaria, sono state infatti realizzate strutture fondamentali per il tessuto sociale locale: un orfanotrofio, una scuola materna, una casa di accoglienza ed un centro dedicato ai bambini nati in condizioni di disagio. A queste si affianca un ospedale moderno, dotato di tutte le principali specialità, già predisposto per accogliere stabilmente gli specialisti del Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo (Ccpm) ed avviare sul territorio le attività di cardiochirurgia pediatrica.
Nel corso degli anni, l’impegno dell’associazione ha consentito di prendere in carico oltre 300 bambini ivoriani affetti da cardiopatie congenite, trasferiti in Italia per essere sottoposti a interventi chirurgici in strutture d’eccellenza, da Genova a Roma fino a Taormina. Un percorso che, se da un lato ha garantito cure di alto livello, dall’altro ha comportato costi elevati, complessità logistiche e notevoli disagi per le famiglie, oltre ai rischi legati ai lunghi trasferimenti per pazienti in condizioni delicate. L’avvio delle attività chirurgiche direttamente nei Paesi d’origine segna dunque una svolta strategica: operare i bambini in loco non solo migliorerà l’accesso e la qualità delle cure, ma contribuirà anche alla crescita professionale del personale sanitario locale, in un’ottica di cooperazione e sviluppo sostenibile dei sistemi sanitari africani.
Il percorso di Cuori Ribelli proseguirà già nelle prossime settimane con una nuova missione in Etiopia, dove entrerà ufficialmente nella fase operativa. L’équipe del Ccpm sarà impegnata in sei diversi ospedali, tra Addis Abeba ed il nord del Paese, con un programma che prevede 50 interventi di cardiochirurgia pediatrica e 30 procedure di emodinamica. Con questa ulteriore tappa, l’Etiopia diventerà il quindicesimo Paese estero raggiunto dalla squadra di Taormina, confermando la dimensione internazionale di un progetto che coniuga eccellenza medica e impegno umanitario.





