TAORMINA – Una vicenda personale che si trasforma rapidamente in caso politico, sullo sfondo delle imminenti elezioni amministrative di Messina. Il maxi-pignoramento da 439mila euro notificato a Roberto Cicala, presidente di Equità Urbana Spa, finisce al centro di una diretta social del sindaco di Taormina, Cateno De Luca, che sceglie una linea netta: difesa pubblica, respingimento delle dimissioni e denuncia di un presunto attacco orchestrato.
“Le ho già strappate – ha detto De Luca nel corso dell’intervento – facciano le interrogazioni che vogliono, noi rispondiamo della professionalità e dei risultati”. Una presa di posizione che non lascia spazio a interpretazioni e che si inserisce in un contesto politico più ampio, dove la tempistica della vicenda diventa essa stessa elemento di scontro.
Una vicenda privata che diventa terreno di scontro politico
Secondo il sindaco, il caso sarebbe stato riportato all’attenzione pubblica con finalità strumentali. “Si tratta di dinamiche private che non c’entrano con l’attività politica – ha esordito – Roberto Cicala non è candidato a Messina, ma emerge ora una cartella notificata già un anno fa proprio in coincidenza con la campagna elettorale”.
Nel ragionamento di De Luca emerge chiaramente l’idea di una strategia mirata: “C’è una dinamica di intimidazione e mistificazione – ha aggiunto – da qualche ufficio escono questi pizzini. È come se io iniziassi a tirare fuori situazioni del passato su altri soggetti”. Il riferimento è anche al ruolo delicato svolto da Cicala nel sistema di accertamento e riscossione dei tributi, un ambito che, secondo il primo cittadino, ha inevitabilmente prodotto attriti. “Fa un lavoro delicato – ha sottolineato – e con lui hanno pagato anche certi ‘santuari’ che prima non pagavano”.
Il nodo del pignoramento e le questioni di opportunità
Resta però sul tavolo il dato oggettivo: un debito rilevante, legato all’attività imprenditoriale privata di Cicala, che continua a produrre effetti anche mentre lo stesso ricopre incarichi pubblici, proprio nel settore della lotta all’evasione. Un elemento che solleva interrogativi sul piano dell’opportunità istituzionale, più che su quello strettamente giuridico.
In questo quadro, la scelta del sindaco di respingere le dimissioni assume un significato politico preciso: separare nettamente il profilo professionale e amministrativo da quello personale, mantenendo la fiducia nell’operato del presidente di Equità Urbana.
La versione di Cicala: “Niente da nascondere, debiti nati da difficoltà di incasso”
Nel corso della diretta, lo stesso Cicala ha ricostruito l’origine della propria posizione debitoria, riportandola a difficoltà strutturali legate all’attività d’impresa. “Si tratta di cartelle per debiti da partita Iva – ha spiegato – maturati tra il 2010 e il 2014, in un periodo in cui le piccole aziende nei piccoli comuni faticavano a incassare crediti”.
Un quadro che, secondo Cicala, ha generato uno squilibrio tipico: crediti difficili da recuperare e debiti fiscali che, al contrario, si consolidano nel tempo. “La base iniziale era di circa 130-140 mila euro – ha precisato – ma con interessi e sanzioni è diventata più del doppio”.
Cicala ha rivendicato la trasparenza della propria posizione, evidenziando come siano già state attivate diverse procedure per la regolarizzazione: “Sono state fatte rateizzazioni, alcune già pagate. Ho chiesto la rottamazione per una parte dei debiti e la revisione di altri che ritengo non correttamente iscritti a ruolo, anche perché successivi alla chiusura della partita Iva”. Il riferimento è alla ditta individuale “Swift”, fondata nel 1998 e cessata nel 2021. Sul piano operativo, il pignoramento è già stato applicato sotto forma di trattenuta su un quinto dell’indennità percepita, mentre prosegue il lavoro di verifica affidato a un tributarista.
La difesa del sindaco: “Conta la professionalità, non il contenzioso personale”
De Luca ha ribadito con forza la distinzione tra sfera privata e incarico pubblico, sottolineando come la vicenda non incida sulle funzioni svolte da Cicala. “È la dinamica di qualunque cittadino-imprenditore con contenziosi fiscali – ha osservato – e non riguarda i tributi municipali né il suo mandato”.
Il sindaco ha quindi rilanciato il valore dell’esperienza maturata dal presidente di Equità Urbana, richiamando le strategie adottate negli ultimi anni. “C’è stato sciacallaggio su una persona che ha contribuito a mettere a sistema strumenti come il Tax Gap, che hanno aiutato i Comuni”, ha detto, ribadendo la volontà di proseguire nel percorso intrapreso.
“Allo stato – ha concluso – non ci sono violazioni delle norme contabili sugli incarichi. Se ci fossero, agirei di conseguenza. Ma così non è. È stato nominato per la sua professionalità e continuerà a svolgere il suo ruolo”.
Tra consenso e polemiche, una vicenda destinata a pesare
Il caso Cicala si inserisce così in un clima politico già acceso, dove ogni elemento rischia di amplificarsi oltre la dimensione originaria. Da un lato, la difesa compatta del sindaco e del suo movimento; dall’altro, le inevitabili questioni legate all’immagine e all’opportunità istituzionale. La linea scelta da De Luca è chiara: nessun passo indietro, nessuna concessione sul piano politico. Resta da capire se la vicenda rimarrà confinata a polemica elettorale o se produrrà effetti più duraturi nel dibattito pubblico e amministrativo.





